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Warhammer 40.000: Dawn of War 3 – Per l’Imperatore! – Recensione

Warhammer 40.000: Dawn of War 3

La guerra… la guerra non cambia mai. Specialmente nell’universo di Warhammer 40.000: Dawn of War 3 dove l’Imperium dell’Uomo vetrifica un pianeta alla mattina, in pausa pranzo sradica un culto di eretici e prima di staccare dal lavoro respinge un invasione di Orki.

Warhammer 40.000: Dawn of War 3 è l’ultima fatica di Relic Entertainment, distribuito da Koch Media per l’Italia, dopo un silenzio di ben 6 anni sul tema che ci aveva lasciato con Retribution.

Relic non cambia formula per Dawn of War 3 riconfermando la natura RTS del titolo, anche se con qualche novità. Immutato anche il filone narrativo che ci ha accompagnato nei precedenti capitoli che vedrà il ritorno di Space Marine ed Eldar di nostra conoscenza.

Andiamo quindi a vedere nel dettaglio le caratteristiche di questo titolo, che prima della sua uscita ha tanto suscitato le ire dei fan della serie.

Ci sono uno Space Marine, un Orko e un Eldar che…

Come nei precedenti capitoli, anche Dawn of War 3 non si fa mancare nulla al reparto single player. La campagna del gioco andrà condotta su tre fronti diversi, che ci richiederanno parecchia adattabilità nel nostro stile di gioco date le differenze marcate tra le tre razze che andremo a controllare.

Immancabili come in ogni Wahammer 40K che si rispetti la prima delle fazioni sono gli Space Marine. Seguendo la narrazione dei capitoli precedenti avremo di nuovo il controllo dei Corvi Sanguinari (guidati dal loro Maestro Capitolare: Gabriel Angelos) che scenderanno su Cyprus Ultima, il pianeta che da l’ambientazione al gioco, in aiuto dei loro fratelli umani sfidando apertamente gli ordini dell’Inquisitore.

La seconda fazione è un’altra presenza anch’essa immancabile in Warhammer 40K. Sto ovviamente parlando degli Orki, dove seguiremo le trame di Gorgutz. Questo orko scaltro e molto intelligente (rispetto alla media degli orki ovviamente) aspira a diventare Kapoguerra usurpando quello che sta conducendo la Whaaaaaag! su Cyprus Ultima.

La terza ed ultima fazione che controlleremo sono invece i mistici Eldar. In particolare vestiremo i panni della Veggente Macha (che ha avuto già qualche trascorso con Angelos), impegnata a combattere Space Marine e Orki per scoprire di più su una particolare profezia che secondo gli alti gerarchi degli Eldar si dice debba compiersi proprio su Cyprus Ultima.

Un’ascia, una spada a catena e… la raccolta delle risorse.

Per Dawn of War 3 Relic Entertaiment ha optato per una soluzione a metà tra il primo e secondo capitolo, ovvero per azioni tattiche incentrate su unità specializzate e con eroi, ma con la costruzione di basi e raccolta delle risorse. Questo denota che Relic ha dato parecchio ascolto alle opinioni della community di 40K, riportando meccaniche care a un genere basato sulla macrogestione di risorse e unità. Ritroviamo quindi unità di linea e specializzate affiancate da unità eroiche, che nel gioco vengono definite Elite, che dovremo gestire principalmente in scontri su piccola-media scala; oltre a queste però non mancheranno scontri campali che coinvolgeranno tutto il nostro esercito.

Prima di passare a parlare delle unità Elite e delle meccaniche che contraddistinguono ogni razza, bisogna fare un breve appunto sul base building. Dove in tanti RTS è dato per scontato, con animazioni blande o con niente di speciale, in Dawn of War 3 è un piccolo piacere osservare come le strutture vengono costruite. Le animazioni per ogni razza sono diverse e coerenti con la loro tecnologia, fluide e dettagliate. Per questo Relic merita davvero un elogio.

Parliamo ora delle unità Elite, che saranno molto importanti nelle missioni che affronteremo. Ovviamente le unità Elite corrispondono agli eroi per ogni fazione. Angelos, Gorgutz e Macha sono unità Elite, ma a queste se ne aggiungono altre due per fazione. A disposizione avremo quindi tre unità Elite per fazione, per un totale di nove. Questi eroi sono tutti diversi tra loro, con abilità uniche; ciò ci costringerà a scegliere o usare l’eroe più adatto alla situazione che ci troveremo davanti. Ad esempio dove Angelos è un ottima unità da scontro ravvicinato, Macha se la cava benissimo dalla distanza, ma soffre sulla corta.

Rispetto a Dawn of War 2 non c’è più la possibilità di equipaggiare gli eroi con armi o oggetti che troveremo nelle missioni. La progressione degli eroi sarà per livelli a seconda dell’esperienza che faremo durante la campagna, con la possibilità di equipaggiare abilità passive o attive diverse, che andranno ad aiutare il nostro esercito. A livelli alti potremo attivare queste abilità come Dottrine, per averle sempre equipaggiate al nostro esercito.

Altro aspetto importante di Warhammer 40.000: Dawn of War 3 sono gli stili di gioco che ha ogni fazione. Non potremo infatti utilizzare con gli Orki o con gli Eldar le stesse tattiche che abbiamo usato con gli Space Marine. Dovremo adattarci, e sfruttare forze e debolezze di ogni razza.

Gli Space Marine ad esempio fondano la loro dottrina di guerra su unità specializzate in un campo, lasciando il fronte ed il compito di assorbire il fuoco alle unità di fanteria di linea. Questo unito al fatto che dispongono di mezzi con un enorme potenza di fuoco, li rende perfetti per l’ingaggio sulla media distanza senza dover arretrare.

Gli Orki invece prediligono la corta distanza, unità corpo a corpo e la superiorità numerica. Quando giocheremo con gli Orki sarà fondamentale avere i numeri dalla nostra parte con una o due unità specializzate che possano aiutarci nello scontro. Fondamentale per i nostri amici pelleverde sarà la possibilità di potenziarsi con i rottami che troveranno in giro. Le unità saranno così più forti e capaci di sopportare più colpi.

Gli Eldar invece fondano le loro tattiche su un altro concetto ancora: la guerriglia. Unendo il fatto che le unità Eldar una volta perso il loro scudo sono molto fragili e che hanno un costo parecchio elevato per essere evocate, non potremo gettare i nostri Eldar nella mischia sperando che sopravvivano. Senza il supporto adatto verremo trucidati in pochi secondi. Dalla nostra avremo però mezzi molto potenti e la possibilità di teletrasportare i Cancelli della Rete, o Webway Gates, strutture che serviranno a raggruppare unità sul campo di battaglia e sopratutto a ricaricare i loro scudi.

La struttura delle diverse missioni della campagna è molto varia, con obiettivi che andranno dal proteggere una base, all’assaltare una particolare struttura, al mantenere una certa posizione o salvare un eroe. Inoltre le missioni saranno suddivise a obiettivi che ci porteranno pian piano all’obiettivo finale in un crescendo sempre più impegnativo. Lo svolgimento degli incarichi è al passo coi tempi e le tendenze verso cui hanno piegato gli RTS negli ultimi anni. Non mancheranno filmati di ottima qualità e un voice acting di tutto rispetto, caratteristiche che impreziosiscono il gioco di molto, specie in lingua originale.

Post apocalittico come Ken il Guerriero.

Le mappe e le ambientazioni di Dawn of War 3 denotano come sempre un’ottima cura per i dettagli. Si passa da bastioni di difesa a settori industriali a campagne, tutti rappresentati con una dovizia davvero apprezzabile.

Le animazioni, che vanno a coinvolgere anche le chiazze d’erba, aiutano ad immergerci completamente nel campo di battaglia. Il motore grafico (che è sempre l’Essence Engine, in una sua nuova versione) gestisce ottimamente anche cadaveri e rottami, non facendoli scomparire. Potrete infatti trovare i resti delle vostre battaglie lì dove le avete combattute, assicurando un realismo degno di nota.

La visuale è la classica a volo d’uccello tipica degli RTS. Possiamo regolarla a qualsiasi altezza, inclinazione e rotazione. Anche nei momenti di scontro più concitati non perderemo mai di vista il fulcro del conflitto, avendo così il controllo totale di ogni cosa.

La colonna sonora è un altro elemento che ci aiuta nell’immersione; ritroviamo classiche musiche di 40K, toni di battaglia epici che ci accompagnano nelle nostre avanzate e anche nei momenti più calmi.

Chi non uccide Orki in compagnia o è un ladro o una spia!

Arriviamo infine al reparto multiplayer di Dawn of War 3. La modalità è la solita che abbiamo visto fin’ora in questi RTS, scontri 1vs1, 2vs2 e 3vs3. Le mappe sono abbastanza varie con diversi punti di controllo presenti da conquistare per risorse aggiuntive. Una novità che suonerà abbastanza familiare a chi frequenta i MOBA sarà l’obiettivo delle partite multiplayer di Dawn of War 3; la distruzione del Power Core nemico. Questo tipo di modalità strizza parecchio l’occhio ai vari Heroes of the Storm, etc. Dove però alcuni possono vedere un elemento ripetitivo, bisogna ammettere che in ogni caso non si può mandare l’eroe di turno a distruggere da solo il Power Core. Dovremmo supportarlo a dovere con un esercito ben composto che possa portarci alla vittoria.

In ultima analisi Warhammer 40.000: Dawn of War 3 segna un ritorno alle origini per la serie 40K, mantenendo comunque alcuni degli elementi introdotti nel secondo capitolo. Ci è parso chiaro che Relic ha tenuto conto dei feedback della community, mantenendo comunque un profilo al passo coi tempi per il suo RTS, ottenendo così a nostro parere un risultato ottimo per vecchi e nuovi fan.

Warhammer 40.000: Dawn of War 3

Warhammer 40.000: Dawn of War 3
9

Gameplay

9.0 /10

Grafica

9.0 /10

Sonoro

9.0 /10

Longevità

9.0 /10

Trama

9.0 /10

Pro

  • Gameplay vario e interessante
  • Campagna spettacolare
  • Grafica di primissimo livello

Contro

  • Alcuni non ameranno le sue novità
  • Multiplayer che strizza troppo l'occhio ai MOBA

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