Pubblicato ad aprile 2026 da Chaosium Inc., Cthulhu by Gaslight: Dust and Blood è un supplemento per Il Richiamo di Cthulhu 7a Edizione ambientato nella Londra vittoriana, progettato per integrarsi con l’ambientazione Gaslight e, volendo, con Pulp Cthulhu. Non è disponibile in italiano, e questo è un aspetto da tenere in considerazione perché qui la componente testuale, tra descrizioni, handout e struttura degli scenari, è tutt’altro che secondaria.
Trovate la nostra recensione della Investigator’s Guide di Cthulhu by Gaslight a questo indirizzo, mentre a questo indirizzo trovate quella della Keeper’s Guide dell’amibientazione vittoriana di Call of Cthulhu.

Dust and Blood è uno di quei supplementi che capisci subito dove vuole andare a parare, e lo fa senza mezzi termini. Niente aristocratici decadenti nei salotti, niente biblioteche polverose come unico punto di accesso al Mythos, qui si scende direttamente nella sporcizia della Londra industriale, tra rifiuti, fumo, ossa bruciate e gente che vive ai margini. L’introduzione mette nero su bianco questo approccio, parlando esplicitamente di ciò che la società produce e poi scarta, e di chi è costretto a vivere in mezzo a quel sistema . È una dichiarazione di intenti chiara, e soprattutto mantenuta per tutta la durata del manuale.
Il volume è composto da due scenari, Ashes to Ashes e Signs Writ in Scarlet, che possono essere giocati separatamente oppure collegati tra loro. Non sono due avventure qualsiasi, ma due declinazioni molto precise dell’orrore urbano, entrambe fortemente radicate nel contesto sociale dell’epoca, e proprio per questo capaci di distinguersi da una buona parte della produzione standard per Il Richiamo di Cthulhu.
Ashes to Ashes è il primo scenario, ed è quello più immediato, più diretto, ma anche quello che secondo me definisce meglio l’identità del supplemento. È pensato come one-shot, accessibile anche a Keeper alle prime armi, e mette i giocatori nei panni di lavoratori di un dust-yard, ovvero un centro di smistamento dei rifiuti urbani. Non è una scelta estetica, è una scelta di design precisa, perché cambia completamente il punto di vista sull’orrore.

Qui non sei un investigatore che sceglie di indagare, sei qualcuno che si trova nel posto sbagliato, nel momento sbagliato, e deve sopravvivere. Il manuale dedica molto spazio a descrivere il funzionamento del dust-yard, i ruoli, i salari, le dinamiche tra i lavoratori, creando un contesto estremamente concreto . Non è semplice colore, è struttura, perché tutto quello che succede dopo si innesta su questa base.
L’aspetto più interessante è come viene gestito il ritmo. Dimenticatevi la classica indagine lenta che costruisce tensione nel tempo, qui la minaccia entra in scena subito, senza preavviso. È una scelta forte, ma coerente, perché i personaggi non hanno né il tempo né le risorse per “investigare” nel senso tradizionale. Devono reagire, adattarsi, e cercare di capire cosa sta succedendo mentre stanno già rischiando la pelle.

[ATTENZIONE SPOILER – Ashes to Ashes]
Il cuore dello scenario ruota attorno a un esperimento fallito legato all’alchimia e alla resurrezione, che porta alla creazione di un revenant composto da cenere e resti umani. Non è una creatura simbolica o distante, è qualcosa di fisico, che si muove, attacca, possiede, e lascia tracce concrete nel mondo di gioco. La sua presenza nel dust-yard non è casuale, ma legata al tema stesso dello scenario, ovvero ciò che viene scartato e che invece ritorna.
[FINE SPOILER]
Questo approccio funziona perché tutto è coerente, dal tipo di minaccia al contesto in cui si manifesta. Anche le meccaniche di Sanità vengono declinate in modo tematico, con esempi specifici di reazioni legate alla polvere, alla contaminazione, alla paura di ciò che si nasconde nei rifiuti . Sono dettagli che fanno la differenza, perché aiutano il Keeper a mantenere sempre il focus sull’esperienza.
Un altro elemento che ho apprezzato è come il manuale gestisce l’introduzione dei personaggi. Le vignette iniziali, le piccole scene di lavoro, servono a far entrare i giocatori nel contesto prima che tutto esploda. Non sono lunghe, non rallentano il ritmo, ma danno abbastanza materiale per creare connessioni tra i personaggi e il luogo. È un modo intelligente di preparare il terreno.

Signs Writ in Scarlet cambia completamente passo. Dove il primo scenario è compatto e diretto, questo è più ampio, più articolato, e decisamente più impegnativo. Si sposta nell’East End londinese e costruisce una vera e propria indagine a più livelli, con numerosi NPC, una timeline degli eventi e diverse piste da seguire.
Qui torna una struttura più classica, ma filtrata attraverso lo stesso approccio sporco e urbano del resto del supplemento. Non è un mistero elegante, è un’indagine che passa attraverso vicoli, cadaveri, istituzioni corrotte e luoghi borderline come il Malbray Asylum, che diventa uno dei fulcri dell’avventura.
[ATTENZIONE SPOILER – Signs Writ in Scarlet]
Lo scenario prende chiaramente ispirazione dagli omicidi di Whitechapel, ma li rielabora inserendo un elemento sovrannaturale legato al Mythos, con una presenza che manipola gli eventi e conduce verso un climax violento e inevitabile. L’indagine porta progressivamente gli investigatori a confrontarsi con qualcosa che va oltre il semplice serial killer, trasformando il caso in una discesa nella follia e nell’occulto.
[FINE SPOILER]

La struttura sandbox è gestita bene, ma richiede un Keeper che sappia tenere insieme i vari fili narrativi. Non è uno scenario da improvvisare, va preparato, studiato, assimilato. In cambio però offre molta libertà e una buona rigiocabilità, perché le interazioni con gli NPC e l’ordine in cui si scoprono gli indizi possono cambiare sensibilmente l’esperienza.
Il Malbray Asylum merita una menzione a parte, perché è uno di quei luoghi che funzionano sia a livello narrativo che ludico. Non è solo una location, è un ambiente che mette pressione ai giocatori, che gioca con la percezione e con il tema della sanità mentale, già centrale nel sistema. Le mappe dettagliate aiutano molto nella gestione, sia per il Keeper che per i giocatori .
Parlando proprio di materiali, Dust and Blood è ricco di handout, e qui si vede la mano di Chaosium. Non sono riempitivi, sono parte integrante dell’esperienza, dai ritagli di giornale alle note mediche, fino ai simboli incisi sulla pelle . Sono il tipo di supporto che, se usato bene al tavolo, alza di molto il livello di immersione.
Le mappe seguono lo stesso standard, con versioni per i giocatori e per il Keeper, chiare, leggibili, e soprattutto utili. Il dust-yard, la casa di Stenmoor, Whitechapel, l’asilo, sono tutte location che beneficiano di una rappresentazione visiva precisa, e questo si riflette direttamente sulla giocabilità.

Dal punto di vista editoriale siamo sui soliti livelli Chaosium, layout pulito, illustrazioni coerenti, nessuna scelta particolarmente sperimentale ma una solidità generale che funziona. È un prodotto che punta più sul contenuto che sulla forma, ma senza trascurare l’aspetto visivo.
In conclusione, Cthulhu by Gaslight: Dust and Blood è un supplemento che ha un’identità molto chiara e la porta avanti senza compromessi. Non cerca di essere tutto per tutti, e probabilmente è proprio questo il suo punto di forza. Se cercate il classico orrore cosmico più “pulito”, potreste trovarlo meno nelle vostre corde. Se invece vi interessa un approccio più materiale, più sociale, più sporco, allora qui trovate qualcosa di davvero centrato.
Ashes to Ashes è un ottimo punto di ingresso, rapido, incisivo, perfetto anche per una serata singola. Signs Writ in Scarlet è più ambizioso, più strutturato, e richiede più impegno, ma ripaga con un’esperienza più ampia e stratificata.
Il limite principale resta la lingua, perché l’assenza dell’italiano si fa sentire, soprattutto con una mole di handout così importante. Ma se questo non è un problema, siamo davanti a uno dei supplementi più interessanti degli ultimi tempi per Il Richiamo di Cthulhu.
È un manuale che ti costringe a sporcarti le mani, letteralmente e narrativamente. E quando l’orrore nasce dalla cenere, dal sangue e da ciò che la società butta via, diventa difficile ignorarlo.
*Copia digitale del manuale fornita da Chaosium Inc. in cambio di una recensione onesta.







