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The Skylia Prophecy, sviluppato dal minuscolo studio Ezekiel Rage Games e pubblicato da 7 Ravens Studio è un titolo le cui ispirazioni sono evidenti.

In uscita su Playstation 4, Playstation 5, Xbox One, Xbox Series X/S e Switch, il 23 Aprile 2021 (già rilasciato lo scorso anno su Steam), questo platform 2D con enfasi sul combattimento e l’esplorazione è ispirato dai fasti dei primi castlevania. Un’ispirazione che il giocatore percepisce anche nel livello di difficoltà punitivo del titolo.

Vediamo se questo viaggio nell’oscurità vale il pegno di sangue ( o meglio di bile ) che chiede a chi gioca.

Che notte terribile per una profezia

Nelle oscure lande infestate dai demoni del vecchio mondo esiste una profezia: Una giovane donna raggiungerà il fondo della fortezza dei demoni di Tirkin e otterrà il controllo della loro specie. Inseguendo la verità su questa oscura profezia, la nostra protagonista Mirelia deve farsi strada attraverso terre devastate da questi mostri e definire il proprio destino.

La trama di Skylia Prophecy è un affare molto diretto e concentrato all’inizio e alla fine dell’avventura. E’ reminescente di titoli delle vecchie generazioni a 8 e 16 bit ma presenta spunti interessanti e un tono più adulto, una volta arrivati alla fine.

La durata del gioco è abbastanza contenuta e limitata a 5-6 ore. Una durata adatta a un action-platformer alla castlevania, tuttavia la difficoltà tarata verso l’alto può tranquillamente portare alle 7 ore.

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Demoni, Sangue…

Parliamo ora del Gameplay. Il giocatore deve esplorare stanze e aree piene di nemici da evitare o sconfiggere utilizzando la fidata spada egida di Mirelia. I controlli risultano semplici e intuitivi e la mobilità di Mirelia permette, con un po’ di pratica, di evitare gli attacchi senza problemi di responsività. Mirelia ha a disposizione due attacchi (integrati da abilità magiche ottenibili esplorando): un fendente e una parata con scudo che può bloccare gli attacchi a distanza. Queste abilità vanno padroneggiate con cura per affrontare alcune delle sfide più ostiche ma che danno grande soddisfazione una volta superate.

Per quanto riguarda il level design generale del titolo , la situazione diventa ben più confusa. The Skylia Prophecy è in questo aspetto nel mezzo dei due generi di action 2d.

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…ma nemmeno una mappa!

The Skyla Prophecy possiede alcuni elementi dei metroidvania (quali un piccolo inventario e oggetti facoltativi ottenibili esplorando per migliorare le caratteristiche della nostra protagonista) ma si mantiene soprattutto su una struttura a livelli con villaggi nel mezzo dove interagire con NPC e Mercanti per recuperare HP e PM, comprare oggetti utili e guadagnare denaro tramite quest secondarie che premiano l’esplorazione.

Sfortunatamente l’assenza di una mappa complicherà molto questa ultima attività, dando maggiore importanza alla necessità di figurarsi una planimetria mentale come parte integrante del Gameplay: il giocatore faticherà comunque già solo a trovare la strada per proseguire, e questo vale soprattutto per i livelli finali: dei veri labirinti a cui si potrà dare senso solo dopo una buona quantità di trial and error. La fortezza finale infine, infestata da potenti demoni sarà da esplorare in lungo e in largo per rintracciare gli oggetti chiave necessari per aprire la via al boss finale.

Altra nota che complica l’esplorazione è costituita dal modo in cui si utilizza il doppio salto, fondamentale per la progressione. Una volta sbloccato, questo utilizza infatti un’unita di MP, risorsa recuperabile inizialmente solo con pozioni e al momento del salvataggio.

Questo significa che il giocatore può trovarsi completamente bloccato in una stanza dove l’unica uscita è raggiungibile solo con un doppio salto che non può realizzare, vedendosi costretto al reset. Anche un amuleto che consente di convertire I colpi parati in MP non è di grande aiuto visto che buona parte dei nemici non respawnano una volta sconfitti. La gestione delle risorse e della mappa sarà dunque fondamentale.

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Arte Cruenta… un po’ sgranata

Passando alla Grafica e al Sonoro , la qualità di entrambi è discreta. Ci troviamo di fronte ad una pixel art con dietro un buon design di personaggi e mostri. Alcuni di questi ultimi risultano molto semplici ma con un livello lodevole di varietà pur con il tipico color swap qui e lì.

Anche le ambientazioni, tra scure foreste, città in rovina e segrete trasmettono il tono cupo della produzione. C’è da fare un appunto sulla risoluzione poichè almeno su PS4/5 sembra essere bassa, I pixel appaiono giganteschi portando alla mente un titolo GBA emulato su un grande schermo piuttosto che uno per NES. I Frame di animazione risultano spartani nella loro semplicità ma in linea con l’estetica generale del gioco.

Il sonoro è di sorprendente buona fattura: se i grugniti dei personaggi e gli effetti sonori sono molto basilari, la colonna sonora composta dallo stesso Ezekiel Rage è di buona qualità e ben si adatta alle atmosfere oscure dell’avventura.

Per quanto riguarda la stabilità il gioco non presenta Bug e crash sulla versione PS4 testata.

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Conclusione

The Skylia Prophecy è un gioco che mette alla prova i veterani del genere.

C’è una chiara passione a spingere gli sviluppatori, tuttavia questa passione non scusa alcuni scivoloni nel design che rendono ancora più difficili parti dell’avventura già complicate. Ciononostante L’opera di Ezekiel Rage resta una breve e ostica esperienza degna di essere affrontata soprattutto per i nostalgici orfani di una certa, più blasonata, serie Konami…

Versione Testata: PS4 grazie al codice fornito dal Publisher

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The Skylia Prophecy

14,99 €
7

Trama

7.0/10

Grafica

7.0/10

Gameplay

6.5/10

Sonoro

7.5/10

Longevità

7.0/10

Pro

  • Controlli ottimi e responsivi
  • Trama concentrata ma interessante
  • OST orecchiabile e adatta al tono

Contro

  • Mappa Assente
  • Scivoloni nel level design
  • Sidequest poco ispirate

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