Microsoft PC Recensioni Recensioni Videogiochi

Fate of Kai: La Strada per il Castello – Recensione

Ho sempre pensato che il videogioco fosse una naturale evoluzione della narrazione sulla carta stampata, e a questo giro è evidente che ho ragione. Il medium videoludico ha tutte le capacità di riportare su schermo quello che può dare un libro o un film, e con Fate of Kai, si dimostra, anche un fumetto.

Sviluppato da Trylight Game Studio e edito da Thegamepublisher.com, il titolo che abbiamo per le mani oggi è disponibile su PC tramite Steam, dove porta la sua proposta fresca e interessante. L’opera si concentra sulle vicende di Kai, un giovane che ha il compito di fari strada n un mondo tanto colorato quanto pericoloso. La narrazione inizia infatti all’interno di un caldo campo di girasoli che non ci dà alcun riferimento temporale o di luogo: siamo totalmente persi, e dovremo guidare Kai verso un misterioso castello attraverso un altrettanto misteriosa terra, caratterizzata da miriadi di situazioni che dovremo sbrogliare per il nostro protagonista. Quello che caratterizza però l’opera e la sua brevissima storia è il fatto che la storia del giovane non si svolge né in 3 né in 2 D, ma attraverso le vignette di un libro che avremo modo solamente di sfogliare.

Si tratta di una particolare avventura grafica dove noi saremo sì protagonisti della storia ma solo in parte, e in maniera tale da muovere gli avvenimenti senza mai viverli propriamente in prima persona: il libro potrà essere mosso verso le direzioni che indicheremo, ma le svolte che le vicende prenderanno saranno controllabili solo con un’esperienza che inizialmente certo non avremo.

La storia di Kai sarà una novità anche per noi, e scoprirla sarà il punto centrale di una narrazione che crea in questo caso tre poli: quello di Kai, che viene sbatacchiato per le pagine, Il nostro, che leggiamo cercando di venire a capo delle situazioni, e un terzo di livello più alto, che si percepisce quasi tiranneggiare sugli altri: potrebbe essere il caso, potrebbe essere il Corso degli eventi con la “C” maiuscola, potrebbe essere addirittura il Destino.

Il Gameplay di Fate of Kay, titolo che a questo punto della disamina si mostra quantomai parlante, è dunque il punto di maggiore pregio, interesse e importanza all’interno dell’opera. Mescolandosi con il comparto narrativo in maniera inscindibile, infatti, abbiamo già visto come il nostro voltare le pagine sarà la svolta per la trama (ohoho). La storia del protagonista, che scorrerà attraverso le vignette, si troverà spesso in nodi che saremo chiamati a sbrigliare, prendendo delle decisioni che indirizzeranno il corso degli eventi verso una risoluzione efficace della situazione oppure un suo peggioramento. Anche l’ordine in cui opereremo le scelte farà la differenza tra la vittoria e la sconfitta, in un sistema che prende davvero le sembianze di un puzzle game non ambientale dove gli enigmi vengono organizzati in stanze sempre più intricate e difficili da risolvere col proseguire di una storia che correrà sui binari che le creeremo personalmente di volta in volta.

Il comparto è davvero peculiare, vantando un inedito mix tra puzzle game, come già detto, avventura grafica in quanto è all’interno di panorami Femi che ci muoveremo noi giocatori, e titolo narrativo, poiché sarà di fatto il nostro personale operato a far volgere la storia verso il bene o verso il male. Non si percepisce alcuna identificazione con Kai, che risulta subito chiaro essere altro rispetto al giocatore, ma la riuscita del suo viaggio è nostra responsabilità certamente, e noi ce la caricheremo tutta sulle spalle.

Dal punto di vista del comparto artistico poi il titolo sfodera delle scelte veramente apprezzabili. In un’opera come questa la parte visiva è ovviamente importantissima e il team di sviluppo, chiaramente conscio di questa cosa, ci mette sempre davanti ad ambientazioni e vignette colorate, evocative e piacevoli da osservare, come fossero davvero parte di un prodotto che troviamo sugli scaffali in fumetteria. La scelta dei colori è soppesata e ci regala momenti di grande luce caratterizzata da tonalità pastello alternandoli ad altri momenti in cui le vignette più cupe riescono a trasmetterci un senso di oppressione encomiabile grazie a colorazioni più pesanti e occlusive.

Se Fate of Kai è un fumetto che si vuole trasformare in videogioco, si può tranquillamente dire che si tratta di un ottimo fumetto e un pregevole videogioco.

In conclusione, il lavoro di Trylight Game studio, in una sola parola, colpisce. Personalmente ho sempre apprezzato le opere peculiari che riuscissero a distinguersi dalle altre, e ho sempre un po’ sofferto a vederle relegate alla sezione indie di Steam, soffocate da progetti di una media evidentemente inferiore. Fate of Kai però, forte della sua identità unica, riesce a emergere dal qualunquismo, grazia ad una messa in atto di idee brillanti e particolari, portate a schermo con decisione e efficienza.

Fate of Kai riesce a divertire mentre al contempo si fa notare per la sua cura artistica e sarà solo ognuno di noi a decidere se apprezzare di più il comparto visivo, di ottima fattura, o quello ludico, immersivo e sfidante.

Decidere insomma è la parola chiave, per noi e per Kai, e pagina dopo pagina sarà difficile resistere alla curiosità di scoprire dove le nostre scelte ci avranno portato, se verso un castello o verso l’annientamento.

*Codice digitale del gioco fornito dal publisher per la recensione

Fate of Kai

€9,99
7.4

Trama / Ambientazione

7.0/10

Gameplay

7.5/10

Grafica

8.0/10

Sonoro

7.0/10

Longevità

7.3/10

Share and Enjoy !

0Shares
0 0

Pietro Ferri

Senior Editor di Serial Gamer, è un appassionato di videogames fin da tenera età. Si interessa con dedizione all'approfondimento di qualunque forma d'arte che riesca a trasmettergli emozioni