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Intervista a Benedetta Fazzino: 20 domande per conoscerla meglio – Speciale

Oggi in esclusiva per Serial Gamer intervisterò la giovane Benedetta Fazzino, artista fiorentina già autrice del libro illustrato “Dagon e i Popoli del Mare”, per immergerci nel suo mondo e conoscerla a fondo.

1) Ciao Benedetta! Io e te ci conosciamo da quasi quattro anni ormai, grazie anche all’aver frequentato insieme la “TheSign® – Comics & Art Academy” a Firenze, ma presentati ai nostri lettori

Ciao a tutt*! Sono un’illustratrice di Firenze, amo l’arte in ogni sua forma, specialmente quella che trova la sua origine dalle rovine. Amo tutto ciò che è antico, i libri, la mitologia e moltissime altre cose.

2) Come e quando è nata la tua passione per il disegno e lo storytelling?

Ho sempre avuto la passione per il disegno. Quella per lo storytelling è molto più recente. Quest’anno ho seguito un corso alla “TheSign® – Comics & Art Academy” per strutturare al meglio le mie storie. La scrittura arricchisce sempre la composizione di ogni mia illustrazione.

3) Riusciresti a descrivere in una sola parola te e la tua arte?

Che domanda carina! Sì, la parola che mi rispecchia maggiormente è Untamed (traduzione in italiano: selvaggio, indomito). Chiedo spesso ai miei amici come vedono il mio lavoro e se volete farmelo sapere anche da parte dei vostri lettori ne sarei curiosa!

un’illustrazione tratta da Munog

4) Cosa usi di più per disegnare? Quali materiali?

Fra tutte le tecniche preferisco la pittura a olio, ma provo di tutto. La tecnica si adatta a quello che sto facendo.

5) Da quanto tempo fai l’illustratrice? Hai già pubblicato qualcosa di tuo in passato?

Da diversi anni. Ho realizzato diverse copertine di dischi, libri, etichette, loghi. Realizzare concept che rappresentino un brand è la parte migliore e che più mi dà soddisfazione nel mio lavoro. In futuro mi piacerebbe approfondire di più il logo design.

6) Potresti descrivere brevemente come è il mondo dell’illustrazione? É un ambiente facile o difficile in cui prendere piede?

Dipende tantissimo dal contesto per il quale si vuole lavorare. Prima di tutto si tratta di capire cosa si vuole fare. Io pian piano lo sto capendo, ma fino ad oggi mi sono sempre adattata a ciò che mi veniva richiesto. Ci sono svariati mondi nell’illustrazione, quella editoriale, per l’infanzia, la promo art, etc…per cui non saprei molto rispondere a questa domanda, ogni esperienza è a sé stante.

Amelia, uno dei protagonisti di Munog

7) Questa domanda è più una mia curiosità! Essendo te di Firenze immagino sarai sempre circondata dall’arte: c’è qualche artista, passato presente, a cui ti ispiri di più?

Sì, sono molto fortunata. Amo la Toscana, i borghi, musei e chiese. Un artista del passato da scoprire è Luigi Sabatelli! La sua pittura è viva e fresca, sembra un contemporaneo ma non lo è. Nel Settecento ha dipinto la volta della Sala Dell’Iliade a Palazzo Pitti con il Concilio degli Dei. Se passate a vederlo, poi ditemi che ne pensate!

8) Preferisci l’arte digitale, “manuale” o entrambe?

Tendenzialmente mi diverte molto di più il tradizionale, ma anche il digitale è un modo per esplorare meglio le idee oltre che ripulirle e rifinirle per la pubblicazione. Ci sono infiniti approcci sia nell’uno o nell’altro mezzo, ma il risultato è lo stesso.

9) Quando ti trovi davanti ad una tela bianca (o un foglio bianco di Photoshop) come decidi di muoverti? Come decidi cosa disegnarci sopra?

Di solito mi concedo qualche minuto per  visualizzare bene nella mente quello che ho in mente di fare, poi passo ai bozzetti preparatori, alle mappe concettuali e moodboard.

una tavola di un paesaggio di Munog

10) So che spesso fai commissioni: quando ne fai una l’approccio al lavoro è diverso essendo qualcosa di non personale oppure no?

Sì, indubbiamente è diverso. Sono grata per la fiducia e l’apprezzamento di chi mi commissiona un’opera e quindi cerco di capire cosa desidera e come realizzarlo al meglio con la stessa cura con cui realizzo anche i miei progetti.

11) Ora vorrei davvero parlare del tuo nuovo progetto “Munog”: raccontaci In poche parole di cosa parlerà

Declan è un giovane artista appassionato del macabro; una notte sogna di trovarsi in un bosco oscuro che cattura la sua ispirazione artistica. Attraverso il racconto di alcune presenze olografiche capisce di essere parte di un incantesimo, in realtà quel bosco è il corpo di una creatura di nome Munog e Declan deve seguire diversi indizi per potersi risvegliare.

12) Da dove è partita l’ispirazione per questo nuovo progetto?

Dalle mie lunghe camminate nel bosco, c’è un luogo magico dove ho passeggiato a lungo sull’Appennino Tosco- Emiliano. Bosco Munog esiste per davvero in un certo senso!

Munog con la sua caratteristica camicia di flanella

13) Il nome Munog è decisamente particolare! Da dove nasce?

Munog deriva da “Huginn e Muninn”= Pensiero e Memoria, i due corvi di Odino.

14) Avendo avuto la fortuna di parlarne già con te privatamente posso anticipare ai futuri lettori che è una storia molto personale: come mai deciso di renderla pubblica?

Trovo che il mio vissuto possa comunque essere letto in modo differente da tutti. Quando una storia è scritta, perde un po’ il suo significato originario e il progetto diventa di tutti coloro che lo leggeranno, per cui mi aspetto soprattutto di leggere i vostri commenti in merito.

15) Il tuo precedente libro “Dagon e i popoli del mare” era ambientato nelle profondità marine, questo in un bosco: hai un forte legame con la natura?

Sì, la natura è uno scrigno segreto per me, un luogo in cui ritrovarsi, riconnettersi con la parte più profonda e preziosa.

16) Cosa vorresti provassero le persone leggendo Munog? Quali reazioni ti aspetti o speri?

Sarà Declan ad accompagnarvi in questa esplorazione e mi aspetto qualsiasi reazione. Poi fatemi sapere!

17) Tornando un attimo a te come artista vedo anche attraverso i tuoi social (INSTAGRAM : @benedetta_fazzino , FACEBOOK: Benedetta Fazzino) che disegni spesso, dovunque e con qualunque materiale a tua disposizione: hai sempre l’ispirazione con te?

Sì, la mia musa è sempre con me, anche se non tutti i giorni sono uguali ovviamente. I “momenti no” fanno parte del percorso, quindi non vanno mai temuti.

Benedetta intenta a dipingere, foto di Maria Sole Lombardi

19) Di recente so che hai iniziato a insegnare: te la senti di dare un “insegnamento” (mascherato da consiglio) a chi come te vorrebbe provare a buttarsi in un progetto?

Penso che il consiglio migliore sia già nella tua domanda: BUTTATEVI! Banalmente il grosso è l’inizio, dopo i primi 15 minuti si è già nel flusso e come si dice “la fame vien mangiando”, nel senso che la motivazione viene solo il fare e non prima. Sperimentate tanto e provate liberamente a cambiare rotta. Persino Alessandro Magno pregava Phobos, il dio della paura: la chiave di tutto è composta dal piacere e dalla fiducia in se stessi.

20) Siamo alle battute finali cara Benedetta e per noi di Serial Gamer è sempre un piacere intervistare persone uniche come te. Voglio chiederti di fare una pubblicità rapidissima a Munog dicendo anche perché dovrebbero leggerlo appena uscirà

Se siete appassionati di fiabe nere, di boschi e mistero, potrebbe piacervi. Se tutto ciò vi ha incuriosito, rimaniamo in contatto! Grazie di cuore Lory, un bacio grande a tutt*!

Serial Gamer ringrazia Benedetta Fazzino per averci raccontato di sé e per aver risposto alle mie domande in modo piacevole, spero vivamente che questa nuova conoscenza vi faccia venire una gran voglia di comprare Munog e di seguire l’arte di Benedetta anche nei social.

A noi, dare voce anche a piccoli artisti come lei, fa sempre piacere!

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