Cinema Serie TV Speciali

#Iorestoacasa, 5 serie TV per restarci effettivamente

Marzo 2020, l’emergenza coronavirus peggiora ed ecco che l’Italia, purtroppo, diventa zona rossa. Non siamo qui per raccontare di argomenti che non ci competono né di ripetere ciò che gli organi competenti raccomandano, ci limitiamo a dirvi che ognuno deve fare la sua parte. Ma hey, niente paura: tra tutte le attività che potete svolgere comodamente in casa c’è anche quella di guardare serie TV.
Dunque eccovi una lista di serie che dovreste recuperare in questi giorni di quarantena! Ah, giusto: la quarantena non sarà breve, perciò qualcuna di queste serie potrebbe essere “lunghina”.
Ah, parte 2: cercheremo di consigliarvi serie facilmente reperibili sulle principali piattaforme di streaming.

SONS OF ANARCHY (LO TROVATE SU NETFLIX)


Una serie “Must Watch”, che racconta le vicende di una banda di motociclisti che militano attorno a Charming, cittadina della California, nella costa Occidentale degli States. Una storia violenta, cruda ma anche profondamente toccante per certi aspetti. Una serie dalla struttura classica nella narrazione degli eventi, tuttavia perfetta per coinvolgervi in un mondo fatto di codici d’onore e di vendette, ma anche di legami e di sacrifici. Vi garantisco che da alcuni eventi difficilmente vi riprenderete facilmente. Il finale? Giusto, che per una serie fatta di 7 stagioni non è affatto male!

BROOKLYN 99 (ANCHE QUESTO LO TROVATE SU NETFLIX)


Passiamo ora a qualcosa di drasticamente più leggero: Brooklyn 99! Una sitcom (quindi fatta di episodi da 20 minuti circa) costruita attorno alle disavventure del fittizio 99esimo distretto di Polizia di New York, cui spicca il più improbabile dei detective: Jacob “Jake” Peralta. La serie è divertente, mai banale, ricca di personaggi cliché ma molto ben caratterizzati. Questo capolavoro, cui un episodio tira l’altro, vi farà ridere, ma anche riflettere
in alcuni momenti. Perfetta per ogni occasione!

UNBELIEVABLE + WHEN THEY SEE US (PRODUZIONE NETFLIX)


Ho deciso di mettere insieme queste due miniserie perché sono storie a se, che si autoconcludono, dunque, nell’arco di una stagione fatta di pochi episodi. Va detto da subito che sono due serie dalle storie intense ed emotivamente provanti ma proporzionalmente ben fatte, sia dal punto di vista narrativo, sia dal punto di vista tecnico.

Nel caso di Unbelievable, viviamo un caso di stupro particolarmente complesso, le cui prove si basano unicamente sulle dichiarazioni di una ragazzina dal passato difficile. I detective assegnati al caso, dato il contesto,
dubitano della tragedia ed ecco che allo spettatore viene velatamente nascosta una domanda: sarà vero o falso? Ci tengo, inoltre, ad evidenziare l’elemento di spicco della serie: il punto di vista dal quale vengono raccontati gli eventi.

When they see us, invece, racconta l’episodio di aggressione e stupro avvenuto a Central Park nel 1989 ai danni di una donna che stava facendo jogging. In seguito all’accaduto 5 giovani, nonostante la mancanza di prove, vennero condannati.
La serie ci fa rivivere empaticamente tutte le emozioni del caso vissute dalle famiglie e dai ragazzi durante i giorni strettamente successivi all’accusa e durante i giorni della condanna, offrendoci più di uno spunto di riflessione su tematiche che ancora oggi risultano attuali. L’ultimo episodio, il quarto, è straziante e difficilmente vi lascerà indifferenti.

THE TERROR (AMAZON PRIME)


The Terror è una serie antologica di 2 stagioni, ossia, ogni stagione racconta una storia completamente diversa e distante anche negli attori coinvolti.
Siamo di fronte a due storie un po’ creepy, che di sicuro necessitano di un po’ di forza di stomaco per esser concluse, ma davvero ben curate narrativamente parlando. Ad elementi realistici se ne aggiungono altri
più mistici, viaggiando sulla sottile linea che separa il credibile, seppur finto, dall’assolutamente surreale, seppur ben realizzato. La prima stagione racconta la storia di un’esplorazione artica del 1800
da parte di due navi in territori inesplorati in cerca del passaggio a nord-ovest. Le due navi si ritrovano presto bloccate, congelate e isolate con gli uomini a bordo costretti a sopravvivere alle condizioni climatiche estreme, a loro stessi e a strani avvenimenti. La seconda stagione ha qualcosa in più, a parer mio, ma è anche più surreale e soprattutto più “horror”, inoltre, se amate la cultura orientale, è una stagione da vedere assolutamente, poichè tratta la situazione vissuta dalla comunità giapponese in America ai tempi della Seconda Guerra Mondiale. Cosa c’è di strano? Beh, qualcuno o qualcosa sta mietendo molte vittime nella comunità

MR ROBOT (AMAZON PRIME, LE PRIME DUE STAGIONI)


Una serie poco conosciuta in Italia, purtroppo. Mr Robot è pazzesca, veramente complessa, difficile da seguire ma appagante come poche. Ti restituisce un’atmosfera particolare, che raramente proverete con altre serie, a cominciare dalla stessa colonna sonora. Tenicamente d’avanguardia, troverete un bel mix di stili che strizzano l’occhio ai più esperti di cinema ma che sanno affascinare anche i meno appassionati. Tra i numerosissimi pro di questa serie spiccano sicuramente i personaggi, tra i più assurdi che potreste vedere in serie TV di questo genere, ma soprattutto il talento di Rami Malek nei panni del protagonista Elliot Alderson. Ah, giusto, la trama!

“Elliot Alderson è un giovane ingegnere informatico di New York che lavora come esperto di sicurezza informatica presso la Allsafe Cybersecurity.
Sociofobico, soffre del disturbo dissociativo dell’identità, la sua mente è fortemente influenzata da deliri paranoici e allucinazioni, causa di grossi problemi nel relazionarsi con le persone, che lo fanno vivere in un costante stato di ansia e paranoia. Nella vita privata, Elliot è uno stalker informatico che tratta le persone come computer da hackerare per scoprirne i segreti più intimi, spesso agendo come una sorta di giustiziere informatico. Elliot viene avvicinato da Mr. Robot, un misterioso anarchico-insurrezionalista,
che intende introdurlo in un gruppo di hacktivisti conosciuti con il nome di fsociety. Il manifesto di fsociety è liberare l’umanità dai debiti con le banche e smascherare i potenti che stanno distruggendo il mondo.”

Non serve aggiungere altro, guardatela prima di subito.

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Davide Battiston

Laureando in Design e Comunicazione Visiva, da sempre nutro passione per i videogiochi, i film e le serie tv. Cosa mi incuriosisce di più? Decisamente il lato artistico.