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Rocketeer: Il Ragazzo Razzo! – Recensione

Rocketeer: le Origini
Rocketeer: le Origini
Editore:Saldapress
Sceneggiatura:Dave Stevens
Disegni:Dave Stevens
Colori:Laura Martin
Copertina:Dave Stevens
Pagine:160
Prezzo:24,90 €
Data Di Uscita:Agosto 2019

Anni 30, America.
La vita scorrerebbe tranquilla, placidamente cullata dal caldo abbraccio del progresso tecnologico e sociale che profuma il decennio, se non fosse per i soliti guasafeste. I Nazisti.
Lo spettro dell’intelligence tedesca aleggia su tutto il continente, minacciando con i suoi venti di guerra la popolazione. Cosa c’è dunque di meglio per proteggere tutti di un razzo sperimentale da appiccicarsi alla schiena per volare nel cielo?

Caratterizzato dalle sue forti atmosfere vintage, tornano riproposte da Saldapress le avventure di Rocketeer, uno dei supereroi al contempo più canonici e avanguardisti degli anni 90, che accompagnano i lettori ad osservare da vicino la nascita e le vicissitudini di Cliff Secord, un pilota acrobata dell’America degli anni 30 che entra fortunosamente in possesso di uno zaino razzo che gli permette di librarsi nel cielo. inizialmente Cliff pensa di usarlo per racimolare qualche soldo grazie alle sue esibizioni, per poi fare colpo sulla bella Betty, prototipo perfetto della Pin Up girl che sembra dare vita tra le vignette all’omonima Betty Boop.
Il ragazzo scopre però ben presto di avere a che fare con ben più di un attrezzo di scena, quando si imbatte nei servizi segreti dei nazisti, arrivati in America proprio per mettere le mani sul razzo.
Iniziano così a intrecciarsi le vicende del cosiddetto dai quotidiani Rocketeer, un po’ eroe a caccia di nazisti, un po’ fuorilegge e un po’ ragazzo che vuole solo vivere sereno con la stereotipatissima pupa dei suoi sogni, sempre supportato dal vecchio amico Peevy e alle prese con figure losche sia alleate che antagoniste…

L’autore di Rocketeer, Dave Stevens, diede vita al suo personaggio nel 1991, immergendo le sue tematiche e le sue atmosfere nel più classico vintage, scevro da qualsivoglia elemento che potesse andare a contaminare un universo narrativo che appare, ricalcato sul mondo reale, completo e solido, in quanto divergente dall’America degli anni 30 solo per la presenza di un certo zaino razzo…
Quello che però agisce da motore delle vicende non è però l’oggetto che fa di Cliff il Rocketeer, ma proprio ilo carattere del ragazzo, che scosso tra i suoi desideri più umani, le sue responsabilità e la minaccia da parte dei tedeschi dovrà fare le sue scelte in prima persona per indirizzare i suoi obiettivi finali e anche il corso della storia.
Si tratta di un eroe tutt’altro che titanico, ma che profondamente caratterizzato dalla sua umanità (e anche da una certa infantilità) potrà creare nel lettore interesse e divertimento.

Dal punto di vista artistico, Rocketeer mette sul piatto un comparto coerente con le sue tematiche e perfettamente solido, in grado di accentuare ed esaltare queste ultime. Lo stile di disegno fortemente occidentale accompagna ai clichè classici del vintage una tavolozza di colori perfettamente in linea con il resto dell’opera, tendente ai colori dell’ocra e del giallo e capace di rendere anche le scene notturne, generalmente caratterizzate da toni freddi, caldi come una città californiana.

Rocketeer di Saldapress si dimostra in ultima analisi un albo perfetto per passare un po’ di tempo con Cliff Secord e le sue avventure: riproponendo infatti le vicissitudini del personaggio nato dalla mente di Dave Stevens, il publisher da modo ai nuovi lettori di conoscere meglio uno dei capisaldi del fumetto americano, e ai veterani di salutare ancora una volta il ragazzo, pronti a sentirsi raccontare ancora una volta che cosa questi abbia combinato.

Rocketeer: Le origini

7.2

Voto Serial Gamer

7.2/10

Pietro Ferri

Senior Editor di Serial Gamer, è un appassionato di videogames fin da tenera età. Si interessa con dedizione all'approfondimento di qualunque forma d'arte che riesca a trasmettergli emozioni

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