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A Plague Tale: Innocence – Il canto dei fratelli per una platea di topi – Recensione

A Plague Tale: Innocence si è posto sin dal suo primo annuncio come un progetto incredibilmente delicato. Le informazioni sullo stesso sono arrivate con il tempo poco alla volta, gentilmente.

Si sapeva poco sul gameplay, presentato in maniera pacata e supportato da quello che sin dal primo approccio era sì un comparto grafico curatissimo, ma che ha sempre dispiegato in maniera dolce le sue potenzialità.

Per quanto la tematica sia incredibilmente noir, e l’ambientazione posta nel periodo storico forse più cupo in assoluto, A Plague Tale: Innocence si è finalmente fatto strada verso la release in punta di piedi e con silenziosa eleganza. Oggi è disponibile a tutti su PC, Xbox One e PlayStation 4 per dimostrare quanto potente possa essere la sua delicatezza.

Sviluppato da Asobo Studio e edito da Focus Home Interactive, A Plague Tale racconta la storia dei due fratelli Amicia e Hugo, figli di un piccolo signorotto durante il medioevo, nel periodo della peste nera.

L’intro accompagna i giocatori mentre, nei panni di Amicia, questi si troveranno nel mezzo di una battuta di caccia al cinghiale in compagnia del loro segugio E del lord loro padre. Ben presto però le cose, inizialmente serene in un’ambientazione bucolica, prenderanno una piega assai inquietante, costringendo padre e figlia a rincasare all’interno della tenuta. Da qui in poi però la situazione peggiorerà soltanto.

È da questo punto che la vera vicenda dei nostri protagonisti inizierà, e gli utenti dovranno insieme a questi intraprendere un viaggio toccante e oscuro in uno dei periodi più bui della storia dell’uomo, per salvare alla fine i due fratelli, le loro vite o forse, ancora più difficile, solo la loro innocenza.

Il gameplay di A Plague Tale: Innocence è quanto mai semplice e volutamente non troppo labirintico, al fine di privilegiare la componente più centrale della narrazione.

Si tratta di un comparto ibrido tra piccole pillole di survival, stealth e avventura, dove non mancano basilari puzzle ambientali da risolvere per procedere nel viaggio o brevi sequenze di combattimento, mai frustranti e volte più che altro ad aumentare il ritmo della narrazione, rendendola incalzante in un mondo che si mostra comunque vibrante nel suo tentare di combattere contro il male della peste.

Giocare nel suo senso stretto è possibile, ma farlo in maniera fredda è sconsigliato: il rush verso il finale rende possibile l’espletamento meccanico del nostro progredire all’interno della storia, ma priverà di qualsiasi piacere o senso ultimo il nostro viaggio. Prendetevi il vostro tempo per giocare al titolo di Asobo Studio, e fatevi raccontare questa fiaba nera.

Dal punto di vista tecnico A Plague Tale si dimostra un titolo di primissima qualità. Capace di supportare la narrazione grazie ad una scenografia ben studiata in ogni suo scorcio, il prodotto mette in evidenza una grande cura sul piano visivo, con ambientazioni ottime e coerenti col periodo storico di appartenenza, e un uso dei colori sapiente e perfettamente in grado di essere un vero “filtro” tra la narrazione e l’esperienza dell’utente, sempre tenuta in grande considerazione come obiettivo finale dell’opera

Senza pretese eccessive e con una delicata quanto cruda semplicità, A Plague Tale Innocence riesce a dare ai giocatori un assaggio di romanzo storico senza essere mai una pesante cronaca, ma accompagnando gli utenti a vedere come stavano le cose nel medioevo attraverso i passi di due protagonisti più umani che mai, i quali sono in grado di filtrare il resoconto storico attraverso una vicenda toccante.

La peste è soltanto lo sfondo di quella che è una storia di vicinanza, responsabilità, fratellanza e lotta per la vita e l’innocenza.

I topi, nel loro nero zampettare annunciato dal rumoroso squittio, sono solo il naturale contrasto che permette di risplendere fulgido all’animo e al coraggio di Amicia e Hugo.

In conclusione, A Plague Tale: Innocence riesce a porsi come un prodotto ottimo, indispensabile nella collezione di ogni fan dei titoli narrativi.

Il suo gameplay ben strutturato per essere profondo e al contempo semplice accompagna in maniera perfetta il racconto delle vicende dei protagonisti, caratterizzati per essere umani ed empatici, in un’ambientazione dove umanità e ingenua giovinezza vengono soffocate da miriadi di tante piccole fetide zampette.

Asobo Studio e Focus Home Interactive fanno un centro pieno con questo colpo di fionda, forse inizialmente inatteso, ma non per questo meno roboante nel suo successo.

Più rumoroso della marcia dei topi è il plauso che si merita l’opera, e più grande della loro orda è il cuore dei giocatori, che si gonfia per fare posto a Hugo e Amicia.

*Versione testata: PC, grazie ad un codice digitale fornito dal publisher

A Plague Tale: Innocence

8.6

Trama

9.0/10

Gameplay

8.0/10

Grafica

8.8/10

Sonoro

8.5/10

Longevità

8.5/10

Pro

  • Contesto storico coerente
  • Narrazione curata
  • Impatto visivo

Pietro Ferri

Senior Editor di Serial Gamer, è un appassionato di videogames fin da tenera età. Si interessa con dedizione all'approfondimento di qualunque forma d'arte che riesca a trasmettergli emozioni

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