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NBA 2K19: La schiacciata perfetta – Recensione

Manca poco meno di un mese al via della nuova stagione NBA che prenderà il via il 17 ottobre con i campioni in carica, i tanto amati/odiati Golden State Warriors di Curry, Durant e compagnia schiacciante, che se la vedranno con gli Oklahoma City Thunder di Russel Westbrook con l’obiettivo di difendere il titolo già vinto nelle due precedenti annate; allo stesso tempo però c’è un LeBron James che è alla ricerca di vendetta per lo swipe ricevuto in finale (grazie JR Smith), il quale si è accasato a Los Angeles, sponda Lakers, risvegliando gli animi dei tifosi los angelini e movimentando tutto il mondo NBA.
È proprio in questo clima agguerrito che, come ogni anno, 2K Games e Visual Concepts sbarcano sul mercato con il loro nuovo capitolo della serie NBA 2K, NBA 2K19, che vuole mantenere alto anzi, altissimo, il livello raggiunto con la scorsa edizione portando alcune novità mirate e migliorando la qualità generale di un opera molto apprezzata lo scorso anno. Saranno riusciti i ragazzi di Visual Concept a confezionare un prodotto ancor più eccezionale dello scorso capitolo? Scopriamolo in questa recensione.

Dalla Cina con furore

Diverse sono le novità che sono state introdotte quest’anno ma prima di analizzarle è giusto dare peso anche al lavoro svolto dagli sviluppatori sulle modalità presenti nel gioco, in particolar modo Visual Concept ha voluto dar nuova linfa vitale alla modalità “La Mia Carriera” rendendola senza dubbio migliore degli anni precedenti e con qualche guizzo in più anche a livello di trama e di mordente. Quest’anno infatti non assisteremo ad un comune intreccio che ci vedrà approdare in NBA dopo qualche partitella di preparazione, bensì dovremo faticare, e non poco, per guadagnarci un posto tra le principali franchigie americane. Subito dopo aver dato vita al nostro alter ego attraverso il solito e ricco editor di personalizzazione con moltissime possibilità fisiche e l’opportunità di ottimizzare il giocatore per qual si voglia ruolo sul parquet, avremo la prima delusione virtuale della nostra carriera: nessuna squadra infatti ci sceglierà al Draft e la nostra vita cambierà radicalmente tanto da cercare fortuna in Cina.
Dopo qualche partita nel continente asiatico però avremo la possibilità di misurarci nuovamente in america, ma non in NBA bensì nella G-League, campionato cadetto dove dovremo farci le ossa e provare a portare la nostra squadra sempre più in alto a suon di canestri e assist. In tutto ciò avremo a che fare con diverse personalità che proveranno ad aiutarci con consigli importanti ma anche con compagni e personaggi poco raccomandabili che faranno di tutto per prevalere e spiccare rispetto a noi.
Ovviamente l’obiettivo finale sarà quello di guadagnarci una chiamata nella massima serie americana per dar sfoggio di tutte le nostre qualità e guadagnarci da vivere, sbloccando così il Quartiere, il solito hub online che nelle ultime edizioni ha accompagnato questa modalità permettendo ai giocatori di prender parte a partite in strada, minigiochi e quant’altro.
Tramite quest’ultimo poi potremo anche accedere alla palestra e all’allenamento di squadra, due fattori che ci permetteranno, insieme alle partite, di guadagnare la valuta di gioco utile a far salire il nostro personaggio nelle diverse caratteristiche presenti come finalizzazione, corsa, resistenza e quant’altro; purtroppo in questo caso e nella modalità Mia Squadra si sente il peso delle microtransazioni, le quali vanno ad intaccare un opera pressoché perfetta permettendo ai giocatori di usufruire di alter ego con statistiche altissime sin dalle prime battute di gioco sia di avere una corazzata acquistando pacchetti a ripetizione.

Basket in ogni modo

Oltre alla suddetta modalità troviamo come sempre gli altri capostipiti della serie che vanno da modalità offline a online, tra queste spiccano la solita “La Mia Squadra”, una modalità sulla falsa riga di FIFA Ultimate Team nella quale avremo la possibilità di costruire il nostro quintetto scegliendo tra giocatori del presente e del passato per dar vita ad un team leggendario affrontando sfide offline e online, e partecipando anche a La Mia Squadra Unlimited, un torneo competitivo che mette in palio 250.000 dollari e la possibilità di assistere in prima persona al prossimo NBA All Star Week in quel di Charlotte.
Ovviamente il divertimento non è finito qui dato che potremo confrontarci in molte altre modalità come “Il mio GM”, la quale ci consentirà di gestire in tutto e per tutto una franchigia organizzando ogni singolo aspetto della squadra, dallo staff ai giocatori, gestendo allenamenti, contratti, schemi e risorse; oltre a questa ricca modalità troviamo poi “La mia LEGA” controllando una squadra addirittura per ottanta stagioni con l’obiettivo di portarla sul tetto del mondo, o ancora “La mia LEGA Online” che porta tutti i contenuti dell’appena citata “La mia LEGA” in rete; oppure avremo anche l’opportunità di scendere in campo in Blacktop, una serie di partite da 1vs1 a 5vs5 nelle quali potremo selezionare i nostri beniamini del presente o del passato per dar vita a partite epiche.

Giocare è sempre più bello

Mettendo da parte tutte queste possibilità focalizziamoci su quello che ha reso la serie NBA 2K un vero must have per tutti i giocatori amanti della pallacanestro, ossia il gameplay, che risulta ogni anno sempre più stratificato e migliorato. L’edizione 2K19 non è da meno, infatti il lavoro degli sviluppatori è stato certosino per migliorare ancor di più un ottimo, anzi eccellente, livello che è stato raggiunto con il precedente capitolo della serie, con quest’ultimi che ogni iterazione propongono novità e migliorie tecniche e per i giocatori non adagiandosi mai sugli allori.
Le novità che saltano di più all’occhio appena entrati in partita sono senza dubbio la modifica dell’indicatore del tiro, ora molto più chiaro e facile da capire con un indicatore che comparirà a fianco del cestista caratterizzato dai colori sociali della squadra che si controlla (o di cui si fa parte), e la nuova gradita aggiunta dell’Impeto, una barra che ci permetterà, una volta riempita con giocate spettacolari e assist, di migliorare temporaneamente le nostre statistiche rendendoci ancora più forti in un determinato lasso di tempo.
Oltre a queste due aggiunte significative troviamo una serie di miglioramenti alle meccaniche difensive soprattutto per quanto riguarda la possibilità di rubare palla agli avversari: adesso infatti sarà possibile avere un maggior controllo sulla pressione contro gli avversari grazie all’utilizzo della levetta destra (vi consiglio di apprendere al meglio l’utilizzo di questa tecnica dato che all’inizio dell’esperienza spesso capiterà di andare fuori tempo o di fare fallo); inoltre si possono notare anche diverse migliorie al comparto animazioni con delle collisioni decisamente migliorate e sempre più reali, oltre che ad una maggiore facilità di fruizione delle indicazioni veloci in campo da dare alla squadra.
Per ultimo, ma non meno importante, c’è anche da notare una CPU sempre più intelligente e aggressiva che non si limita a subire blocchi e farci passare tranquillamente verso canestro ma si frappone con più vigoria per difendere la propria retina; questa miglioria si avverte poi anche in attacco dove l’IA cercherà sempre di coglierci di sorpresa per arrivare a fare due o tre punti.

Come in tv

Come detto in precedenza, Visual Concept non vuole saperne di sostare sugli allori, ed è per questo che NBA 2K19 risulta perfetto anche dal punto di vista grafico, ogni particolare, ogni stadio, ogni giocatore è realizzato con una cura maniacale dalla folla alle mascotte, dalle magliette alle gocce di sudore, tutto è costruito come una macchina perfetta che Visual Concept ogni anno riesce a innalzare a livelli francamente mai visti negli sportivi.
Il livello di immersività è alle stelle, ogni cestista presenta le sue movenze e le sue caratteristiche uniche, le animazioni sono state ulteriormente migliorate con i contrasti che risultano ancora più fisici e coerenti in ogni situazione.
Oltre a questo la cura certosina si presenta anche sotto l’aspetto sonoro che ci consente maggiormente di immergerci all’interno dei palazzetti senza contare un ottima colonna sonora che ci accompagnerà nelle pagine del menù di gioco.

Il Canestro più bello

C’è poco da dire, NBA 2K19 è uno dei migliori giochi di basket degli ultimi tempi, Visual Concept è riuscita ancor di più a perfezionare la sua creatura aggiungendo delle migliorie significative ma non invasive come l’Impeto, migliorando e rendendo sempre più chiaro l’indicatore del tiro, senza contare le migliorie alle animazioni e all’opportunità di difendere utilizzando anche la levetta destra.
Gli sviluppatori si sono concentrati anche sulla modalità Il mio Giocatore rendendo finalmente giustizia ad una carriera che ci porterà a vivere un avventura interessante tra Cina e G-League con un taglio cinematografico che riesce ad elevare anche questa modalità che nelle scorse versioni era un po’ sottotono.
L’unico neo della produzione rimangono le microtransazioni, le quali risultano ancora invasive (anche se tutto il meccanismo degli upgrade del giocatore e dei pacchetti è stato reso meno costoso rispetto a prima) rendendo il gioco troppo facilitato per coloro che utilizzano soldi per salire di livello o per i pacchetti.

*Versione testata: PS4, grazie al codice fornitoci dal publisher

NBA 2K19

0.00
NBA 2K19
9.4

Trama

9.0 /10

Gameplay

9.5 /10

Grafica

9.5 /10

Sonoro

9.5 /10

Longevità

9.5 /10

Pro

  • Ottimi miglioramenti per La Mia Carriera
  • Gameplay eccezionale
  • Impeto ottima aggiunta

Contro

  • Microtransazioni ancora determinanti

Alessandro Reppucci

Senior Editor e responsabile YouTube di Serial Gamer, da sempre innamorato follemente dei videogames, dai 5/6 anni in poi ha macinato giochi su giochi di ogni genere.

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