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Montparnasse – Femminile Singolare: Attenzione agli incontri casuali – Recensione

Montparnasse

Il Festival di Cannes oltre a celebrare il cinema, si pone l’obiettivo di scoprire nuovi talenti che possano diventare successivamente cineasti o cineaste affermate. In questo specifico caso ci occupiamo del femminile plurale appena citato, difatti l’opera prima di cui andremo a parlare in quest’articolo è diretta da una giovane donna, classe 1986, la quale ha trionfato l’anno scorso al Festival francese per eccellenza, vincendo la Caméra d’or (miglior opera prima) nella sezione Un Certain Regard. Dato l’importante premio ricevuto, la cineasta Léonor Sérraille ha tutta la nostra attenzione, portandoci a Montparnasse, il 53º quartiere amministrativo di Parigi.

La protagonista del film è una giovane donna, (difatti il titolo francese originale è Jeune Femme), alquanto singolare a causa della sua personalità peculiare e dai suoi occhi bipolari. Ritornata a Parigi dopo un lungo viaggio col fidanzato, Paula sembra aver perso tutto, compreso il suo ragazzo che non vuole più saperne di lei; costretta a reinventarsi, dovrà cercare un lavoro e un’abitazione che le permettano di vivere alla giornata, come lei stessa dice, non pensando agli eventi futuri. Genitori, amici, forse anche Parigi si è stancata di lei, escludendola inizialmente da ogni luogo e possibilità da cui potersi rifare una vita. Paula è una donna tenace e ben presto la sua determinazione le farà scoprire quanto siano importanti gli incontri, quotidiani o meno; essi sono il punto di forza dell’opera in cui lo sguardo sembra essere attratto dalle persone con cui scambiamo qualche parola, iniziatrice di un possibile avvenire. Pur non importanti per il percorso della trama, la conoscenza fortuita di una persona con cui abbiamo scambiato due frasi, può farci affrontare con uno spirito diverso la giornata; sorrisi o equivoci potrebbero aprirci nuovi scenari interessanti, grazie ai quali poter migliorare la nostra situazione attuale.

Siamo molto abituati al racconto di un viaggio, in cui avviene solitamente un percorso di maturazione, invece la Sérraille ci parla del ritorno da una vacanza, quel momento in cui devi raccogliere i frammenti della tua esistenza lontani da quel luogo in cui villeggiavi,  ricostruendo la routine che avevi lasciato. Sebbene ci sia uno sguardo interessante per gli incontri e ciò che possono cambiare, Montparnasse – Femminile singolare non ci lascia l’impressione di aver scoperto una nuova regista, ma saremo felici di essere smentiti con il prossimo lungometraggio.

Uno sguardo interessante c’è ma non è abbastanza.

6.8

Regia

7.0 /10

Fotografia

7.0 /10

Montaggio

7.0 /10

Interpretazioni

7.0 /10

Sceneggiatura

6.0 /10

Pro

  • Uno sguardo interessante c'è...

Contro

  • ...ma non è abbastanza