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Pensieri e considerazioni sull’MCU aspettando Avengers: Infinity War – Speciale

Ad una settimana dall’uscita di Avengers: Infinity War ci sembrava doveroso scrivere uno speciale dedicato all’universo cinematografico della Marvel, sia per parlare dell’enorme successo e influenza che ha ottenuto, sia per parlare delle nostre aspettative sul suo futuro.

Marvel Cinematic Universe. Un nome che ormai rappresenta il franchise più redditizio della storia del cinema con i suoi 14,8 miliardi di dollari d’incassi, diciotto film e molteplici serie TV all’attivo e una caterba di progetti attualmente in fase di elaborazione. Tutto questo ha avuto inizio con la grande sorpresa destata da Iron Man, che regalò al pubblico uno splendido Robert Downey Jr. nei panni di Tony Stark nel lontano 2008; con esso il cinema si preparava ad una rivoluzione stessa della propria ragion d’essere.

L’MCU ha segnato l’inizio di una saga cinematografica che, virtualmente parlando, potrebbe non avere una fine e, nonostante tutto ciò, potrebbe funzionare benissimo lo stesso regalandoci grandi emozioni, oscillando tra enormi successi e grotteschi flop. Pian piano col passare del tempo si stava materializzando di fronte a noi un insieme di citazioni e collegamenti via via sempre più numerosi, andando così a delineare un disegno ben più grande senza che ce ne rendessimo conto a momenti. Le innumerevoli difficoltà venutesi a creare dai flop vengono a lenirsi se si è capaci di scorgere quella visione d’insieme che si è venuta a creare in maniera graduale, fornendoci a tutti gli effetti un universo narrativo parallelo a quello fumettistico, ma pur sempre godibile, affascinante e coerente con sé stesso.

Avengers: Infinity War

Il grande pubblico non è di certo nuovo alle saghe cinematografiche, che spesso si sono rivelate vere pietre miliari di instancabile bellezza, che tutt’oggi rappresentano standard qualitativi difficili anche solo da pareggiare. Saltellando tra i generi per farvi molteplici esempi, è impossibile non conoscere e riconoscere il successo de Il Signore degli Anelli (ben 17 Oscar vinti), Star Wars (altri 10 Oscar), Hannibal Lecter che, grazie a Il silenzio degli innocenti (1991), valse un Oscar ad un Anthony Hopkins magistrale nei suoi soli sedici minuti di comparsa, ma ancora Terminator (1984), Rambo (1982), Rocky (1976), Die Hard (1988), Ritorno al Futuro (1985), Indiana Jones (1981), Il Padrino (1972), Alien (1979), Harry Potter (2001) e molti altri ancora. L’insegnamento più grande che queste pietre miliari del passato possono fornirci è che non si può sempre centrare il bersaglio, sfornando un capolavoro ad ogni uscita, ma soprattutto che degli strafalcioni non inficiano un lavoro superbo durato anni. Anche allora sentir parlare di flop non era una novità, e la frase “Non c’è più il cinema di una volta” tormenta da sempre ogni brand di ogni epoca; tale affermazione va però ponderata bene, in quanto spesso risulta assente di solide fondamenta, tipica principalmente di coloro i quali non hanno l’ampiezza visiva di capire come ogni cosa evolva e percorra la propria strada, sia essa costruita sui dettami del pubblico, dei produttori, dei budget o di qualsivoglia limite del caso. Lo spettro visivo della Marvel nel cinema, seppur spesso bombardato di critiche negative, dimostra con i numeri di essere un leader nel mercato cinematografico, e non solo, in quanto ben quindici miliardi di dollari non si possono giustificare attraverso il mero concetto di commercialità. L’impatto sociale è semplicemente troppo grande per banalizzare tutto a questa banale semplificazione i lungometraggi prodotti dai Walt Disney Studios e affini possono permettersi molti vanti a parte la presa sul pubblico.

Avengers: Infinity War

Non insabbiamo affatto film le cui trame a volte risultarono deboli, o con personaggi carenti di carisma, o dalla sceneggiatura confusionaria! Cerchiamo, anzi, di vederne i pregi (non solo cinematografici), primo fra tutti l’evidente ed elevatissimo miglioramento qualitativo nell’ambito degli effetti speciali. Chiaramente, va dato il merito anche alla tecnologia disponibile nel 2018, ma cerchiamo di essere del tutto sinceri: molte produzioni contemporanee fanno acqua da molte parti pur essendo produzioni tripla A e questo non può essere colpa sempre e solo del budget. Inoltre, tra gli altri meriti, è impossibile non parlare di come il cinema abbia aiutato a conoscere un mondo di nicchia come quello dei fumetti. I supereroi, non solo Marvel, erano conosciuti già prima, ovviamente, ma quanti ne conoscevano approfonditamente il background? Quanti hanno davvero saputo apprezzare le abilità creative degli autori attraverso i disegni, i dialoghi, le psicologie, le sceneggiature di quel mondo fantastico che è il fumetto? E’ doveroso riconoscere il merito di aver rivitalizzato un mercato in via di decadimento e di aver saputo non solo realizzare i desideri dei fan più accaniti, ma anche quello di averne creati di nuovi in un pubblico diverso dal solito target, di aver avvicinato la settima arte al fumetto e viceversa.

La potenza mediatica dell’ MCU è in continua espansione, mettendo in relazione costante moltissimi tra registi, attori, sceneggiatori, musicisti e macchinisti, mostrando appieno il potenziale di quanto uno studio ben orientato verso obiettivi comuni possa riuscire in un’impresa così tanto titanica come quella di realizzare un film il cui budget totale si aggira intorno ai 600 milioni di dollari. Dopo 10 anni di supereroi al cinema, sul piccolo schermo, nelle campagne virali, nel marketing e, ovviamente, anche su carta, ci avviciniamo pericolosamente alla conclusione di quella che viene definita Fase 3 di questo universo cinematografico. Ci aspettiamo grandi addii, che probabilmente rappresenteranno un cambio generazionale necessario, ma come avverrà questo? Per poter esporre le nostre teorie a riguardo dobbiamo però prima fare un salto nel passato, riassumendo i punti salienti di quello che è stato questo percorso decennale.

[NB: i riassunti saranno molto scarni al fine di fornire solo i concetti fondamentali e non seguiranno l’ordine d’uscita dei film, bensì quello cronologico di Fase in Fase]

Avengers: Infinity War

Fase 1: Nascita

Questa fase inizia nel 2008 con Iron Man, introducendo la maggior parte degli eroi che nel tempo avrebbero formato il nucleo centrale del futuro cinematografico marveliano e concludendosi nel 2012 con The Avengers.

In questa prima Fase dell’MCU veniamo a conoscenza del fatto che entità ben più potenti della nostra specie tendono i fili dell’universo. Tra essi di certo spiccano gli asgardiani, primi tra tutti a percepire Yggdrasil, l’Albero della Vita norreno reinterpretato in chiave fumettisica come collegamento dimensionale in grado di connettere ben nove mondi; tra essi risulta essere centrale Midgard, ovvero la Terra, in quanto fulcro stesso di questa convergenza dimensionale(concetto decisamente più chiaro a livello fumettistico).

Ed infatti è proprio sulla Terra che si affronta la prima grande battaglia in cui entrano in gioco le Gemme dell’Infinito, frammenti di universo in grado di plasmare la realtà stessa, a New York, ovvero il Tesseract e lo scettro di Loki. Durante questa prima crisi dimensionale si vengono a creare gli Avengers, gruppo di supereroi nati per rispondere alle più grandi emergenze dell’umanità…ma non solo loro! Ci viene mostrato fin da subito chi si cela dietro queste macchinazioni: Thanos, il cui obiettivo è impossessarsi della totalità delle Gemme per diventare un essere onnipotente! Ma prima di vederlo all’opera sarebbe dovuta arrivare la…

Avengers: Infinity War

Fase 2: Espansione

L’impensabile era stato fatto, riunendo il nucleo pulsante dei fumetti Marvel in una sola saga cinematografica, ma il processo non era ancora finito! L’universo ha continuato ad espandersi a dismisura, aggiungendo molti supereroi di nicchia, facendoli diventare delle vere e proprie chicche cinematografiche inaspettate, come ad esempio Guardiani della Galassia o Ant-Man. La nuova fase ha inizio nel 2013 con Iron Man 3 e si conclude nel 2015 con il sopraccitato Ant-Man.

In un mondo in crisi in seguito alla caduta dello SHIELD, corrotto fin dalle sue fondamenta dall’Hydra, gli Avengers si ergono come unico e solo baluardo dell’umanità. Un baluardo che è tutto fuorché stabile, in quanto il gruppo si ritroverà a dover affrontare Ultron, IA scoperta da Stark all’interno della Gemma della Mente(precedentemente conosciuta come scettro di Loki) al fine di poterla utilizzare contro ogni minaccia multidimensionale. Sebbene vi siano evidenti spaccature a seguito di questa scelta azzardata del genio, miliardario, playboy, filantropo il gruppo fronteggia la nuova minaccia, avendo dalla sua delle nuove leve. Un altra volta gli Avengers si dimostrano essere i validi difensori della Terra, ma a quale prezzo? Sebbene il loro intervento abbia decretato la salvezza del genere umano, l’opinione pubblica ne ha sincera paura portando il corso degli eventi alla…

Avengers: Infinity War

Fase 3: Caduta(?)

Tale fase inizia con un film che dà il via a quello che noi reputiamo essere un lento processo di decadimento degli Avengers per come li abbiamo conosciuti noi: con Captain America: Civil War nel 2016 si segna quella che potrebbe essere ricordata come la caduta dei Vendicatori. Con i trattati di Sokovia le spaccature interne culminano al loro massimo splendore, portando Stark e Rogers a dover combattere l’uno contro l’altro. Inizialmente il conflitto riguarda la maggior parte degli eroi, in quanto si viene ad affrontare una questione politico-sociale non indifferente, divenendo però qualcosa di più personale nella parte finale del film portando i due eroi ad uno scontro fratricida. Gli Avengers non esistono più! Gli unici rimasti dopo il confitto sono Iron Man, Visione ed un paralitico War Machine (nella formazione ufficiale), ma in un finale molto buonista, che ai più ha fatto storcere il naso (ma che fumettisticamente parlando funziona benissimo), il Capitano si ripromette di ritornare nel caso in cui ci fosse bisogno di lui.

Insomma, il preambolo di questa Fase è decisamente più tetro rispetto alle altre e fin da subito non preannuncia nulla di buono, tanto più se al brodo si aggiunge la caduta di Asgard narrata in Thor: Ragnarok del 2017. Come potrà un gruppo diviso e ferito nel profondo fronteggiare il Titano Pazzo(aka Thanos), che in una scena post-titoli di coda di Avengers: Age of Ultron, impugnando il Guanto dell’Infinito, afferma con un sorriso mefistofelico “Bene. Lo farò da solo!”. Finora i nostri eroi hanno affrontato solamente i suoi vassalli, rischiando di morire più volte nel farlo; come si comporteranno contro questo essere assimilabile quasi ad un Dio, la cui tetra fama è andata ad aumentare film dopo film?

Sinceramente mi aspetto il peggio: la morte di alcuni Vendicatori originali! Se l’universo cinematografico procederà similarmente a quello fumettistico questa prospettiva è, purtroppo, quasi scontata. La maggior parte degli eroi che vediamo su schermo è stata perlopiù sostituita nei corrispettivi cartacei, ritrovandoci di fronte a quello che è a tutti gli effetti un vero e proprio cambio generazionale. Ma la Fase 3 è ancora lunga, e prima della sua conclusione vi saranno altri film, per poi concludersi con un’altra pellicola dedicata agli Avengers nel 2019, il cui titolo inizialmente doveva essere Avengers: Infinity War Part 2 ma che in seguito è stato smentito suscitando una grande aura di mistero. Nonostante tutto continuiamo a pensare che il primo scontro con Thanos non possa concludersi pacificamente, sarà il fatto di averlo visto troppe volte in azione a livello fumettistico ad influenzare la nostra opinione. La Fase 3 potrebbe essere definita come una Caduta e Rinascita o semplicemente come una rovinosa Caduta? Solo il tempo potrà dircelo.

Un florido futuro

Sicuramente il MCU ha un radioso futuro di fronte a sé, composta da diversi film già in post produzione ed una Fase 4 in via di progettazione che dovrebbe avere il via nel 2019 con il sequel di Spider-Man: Homecoming. Ma il recente acquisto della Fox da parte della Disney mi fa sperare in bene per quanto riguarda due principali fatti: avere un film sui Fantastici 4 che sia degno di portare il loro nome e l’unione, seppur improbabile, del MCU con l’universo cinematografico dedicato agli X-Men. In questo modo potremmo vedere su grande schermo numerose saghe cartacee prima non tenute in considerazione per ovvi motivi di copyright.

Ci riaggiorneremo sicuramente dopo la nostra visione di Avengers: Infinity War, che in Italia uscirà tra una settimana precisa(25 aprile 2018), per fornirvi un nostro parere privo di qualsivoglia spoiler.

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