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Fox Tail: Un’avventura grafica un po’ insipida – Anteprima

Fox Tail è il primo progetto ad essere presentato dallo studio di sviluppo indie Gingertips Game Studio sullo store digitale Steam.

Abbiamo avuto modo di provare il gioco in accesso anticipato poco prima del suo rilascio, testando il primo capitolo di quella che si è dimostrata una tanto pittoresca quanto stramba avventura grafica. Purtroppo, avendo la sola possibilità di esplorare solo una minima parte di quello che sarà il prodotto finale, le mie impressioni sono molto embrionali, prive cioè di una visione d’insieme del prodotto a mio dire necessaria per comprendere al meglio questo titolo. Ma andiamo ad analizzare le varie componenti del gioco.

L’ora del tè più ardua di sempre

Tutto ha inizio su di un treno, nel quale facciamo la conoscenza del nostro personaggio, ovvero Leah, una giovane volpe antropomorfa che viene invitata per il tè dalla propria anziana nonna Feniya; appena arrivati il giocatore avrà piena libertà sul da farsi, potendo esplorare i dintorni della stazione ed il “villaggio”(se così si può chiamare) circostante.

L’ambiente in cui ci ritroviamo ha tonalità decisamente fiabesche, creando l’illusione di trovarsi in una foresta incantata con qualche lieve tocco britannico. E’ chiaro fin da subito che la vicenda di Fox Tail si svilupperà attorno al profondo rapporto tra nonna e nipote, segnate irrimediabilmente dalla scomparsa del nonno. L’anziana volpe però si ritrova sprovvista di tè e chiede cortesemente alla nipote di andare a procurarsene un po’ dall’erborista di fiducia, nonché amico d’infanzia del nonno, Corsak.

Insomma, un inizio particolarmente insolito e scialbo che non riesce a convincere appieno il giocatore, che, per quanto alcuni enigmi risultino essere un’ottima sfida, continuerà inevitabilmente a pensare che sta facendo tutta quella fatica solo per procurarsi del tè…nessun fine supremo, solamente tè. Ogni tanto si potranno trovare indizi relativi a quella che sembra essere una vera e propria lore di gioco, con tanto di miti e appunti provenienti dal passato, che però non riescono a suscitare il giusto livello di attenzione e curiosità nel giocatore.

Attenzione però, ciò che mi è stato presentato è però solamente l’incipit di quella che sarà davvero la storia di Leah, quindi potrebbe condurre verso qualcosa di mozzafiato senza che io lo sappia; il poco che ho visto però non mi ha convinto e coinvolto, lasciandomi un po’ con l’amaro in bocca ed una spiacevole sensazione d’incompiutezza.

Fox Tail

 “Tutto quello che ho è questo pollo di gomma con una carrucola in mezzo”

Fox Tail presenta forti elementi di gameplay canonici appartenenti ad un’epoca ormai andata, ovvero quella delle avventure grafiche pixellose anni ‘90. Molte delle dinamiche di gameplay sono le stesse che si possono vedere in titoli del calibro de Il Segreto di Monkey Island(non vi era chiaro già dal titolo del paragrafo?) o Maniac Mansion, ambedue targati Ron Gilbert non a caso. Il gioco dunque, ispirandosi a queste pietre miliari della storia videoludica, cerca di solleticare l’interesse del giocatore tramite numerosi enigmi tramite soluzioni poco ortodosse e convenzionali. Ed è proprio qui che Fox Tail cerca di differenziarsi e caratterizzarsi rispetto ai suoi antenati, fornendo la possibilità di risolvere in molteplici modi le varie difficoltà presenti sul proprio percorso.

Questo è un vantaggio a favore del gioco, che però risulta mancare della piacevole autoironia di cui erano dotati i titoli d’ispirazione: combinare oggetti improbabili od interagire in modo bizzarro con l’ambiente circostante scatenava reazioni e battute ilari da parte di Guybrush Threepwood(protagonista del sopracitato Monkey Island), rendendo il gioco appetibile e divertente.

Fox Tail è perlopiù statico e fin troppo serioso con sé stesso, in quanto spesso le interazioni vengono semplicemente segnalate come impossibili tramite un suono al giocatore. A questo si aggiunge la mancanza delle svariate possibilità d’interazione, che nel titolo sono del tutto assenti, rompendo una magia consolidata anche in titoli moderni come Paradigm. Un vero peccato, soprattutto se si tiene conto dell’ottima realizzazione tecnica volutamente retrò.

Fox Tail

Un’atmosfera fiabesca e rilassante

Come ho accennato sopra, il comparto tecnico di Fox Tail è volutamente in pieno stile anni ’90, sia per quanto riguarda la grafica sia per quanto riguarda il sonoro.

La grafica pixellosa dai colori caldi e sgargianti ci immerge in un ambiente fiabesco ben realizzato, e, anche se durante l’accesso anticipato mi è stato possibile vedere molto poco, sono nettamente fiducioso per la riuscita finale del prodotto dal punto di vista artistico.

Di per sé anche la componente sonora è incantevole, riuscendo a distendere i nervi tra un enigma e l’altro. Purtroppo però l’eccesiva ridondanza di essa rischia di rovinare la magia, portando un buon prodotto a venire alla noia. Ovviamente non è presente un doppiaggio in Fox Tail, cosa che avrebbe stonato con un prodotto dai gusti particolarmente nostalgici.

Fox Tail

Conclusioni

Riponevo più speranze in Fox Tail, in quanto appassionato di titoli alla Ron Gilbert, ma il suo incipit non è riuscito a colpirmi profondamente, mostrandosi poco coinvolgente e talvolta anche noioso. I margini di miglioramento ovviamente ci sono, in quanto la vicenda è ancora agli inizi e quello che ho visto non rispecchia certo il prodotto finale, ma potremmo parlarne solo dopo la sua uscita ufficiale, avvenuta ieri, 1 marzo 2018.

Prima di un eventuale acquisto è importante anche sapere che al momento non è disponibile la lingua italiana nella scelta dei linguaggi e non è prevista una localizzazione per il nostro paese, di conseguenza bisognerà giocare in inglese. Vi ricordiamo inoltre che presto pubblicheremo anche la recensione del prodotto finito, di conseguenza vi invitiamo a continuare a seguirci in merito a Fox Tail.

*Codice digitale fornito dagli sviluppatori