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Remothered: Tormented Fathers – Nomi, ombre di ricordi lontani – Recensione

Remothered: Tormented Fathers

I nomi, queste entità astratte che pretendono di descrivere e giudicare l’esistenza di un’intera vita, se pronunciati in realtà non rivelano niente su ciò che siamo, sulle nostre abitudini e nemmeno sulla nostra vera identità. Chissà quanti altri “Paolo” tutti diversi ci saranno nel mondo… Instillando nelle nostre menti questo dubbio, degno dell’inizio di una tesi ontologica, rifà la sua comparsa il titolo indipendente di Darril Arts e Stormind Games, Remothered: Tormented Fathers. Dopo circa sei mesi dalla nostra ultima anteprima della versione beta e tre dall’uscita in Early Access sulla piattaforma di Valve, il 30 gennaio sono stati finalmente aperti in modo ufficiale i battenti della terrificante dimora Felton, dove ci attende un lungo e tortuoso labirinto mentale e fisico all’insegna del rompicapo, del mistero e del buon survival horror vecchio stile.

A seguito di un’attesa così trepidante, che non ha fatto altro che generare ulteriore hype in tutti coloro che ne erano già a conoscenza, sarà riuscito questo piccolo capolavoro dal marchio italiano a soddisfare le aspettative sotto ogni punto di vista? Non ci resta che esaminare nel dettaglio tutte le novità che il gioco ha portato con sé nella sua versione ufficiale.

La paura non può ucciderti… A meno che…

Ad introdurre le indagini della detective Rosemary sulla scomparsa della piccola Celeste, non vi è più la visita al signor Richard nel suo studio preceduta dal dialogo con la sua severa e lugubre badante Gloria ma un prologo che vede come protagonista un’anziana signora residente in Italia; non appena le vengono sottoposte alcune domande, lontane e ormai offuscate reminiscenze prendono il sopravvento su di lei e, “ricordandosi di dover ricordare qualcosa”, inizia con un lungo flashback la narrazione di ciò che è avvenuto anni prima.

Torniamo quindi al punto dove ci eravamo lasciati, il dialogo con il padrone di casa che, come abbiamo già evidenziato, incide molto sulla caratterizzazione e sull’introspezione dei personaggi, in particolar modo sull’antagonista che sarà soggetto a continue evoluzioni e mutazioni psicologiche (nel bene e nel male) nell’arco della trama di Remothered: Tormented Fathers.

Quest’ultima si intreccia in modo inaspettatamente complesso, generando nella mente del giocatore domande, dubbi e una piacevole sensazione di confusione iniziale che andrà scemando man mano che ci si avvicina all’atto finale.

Il tutto è ovviamente condito con uno scenario da brivido che metterebbe in soggezione chiunque: la casa, ambiente chiuso dal quale non è possibile uscire una volta entrati, è ricca di pericoli, di luoghi inquietanti e spettrali e coloro che la abitano sono pronti a chiudere la bocca a chiunque vi ci metta piede pur di mantenere nascosti i loro più oscuri segreti.

Non c’è quindi dubbio alcuno che una storia sviluppata ottimamente dove i colpi di scena sono all’ordine del minuto, sia un pezzo cardine che compone il puzzle di questo survival horror psicologico in terza persona, tanto acclamato e premiato dal pubblico videoludico amante del genere a cui l’opera appartiene e lascia spazio ad alcuni dubbi e perplessità che sicuramente verranno colmati coi successivi due episodi della trilogia.

…non ti colpisca con una falce

Ispirato a grandi classici come Silent Hill e con, ricordiamolo, espliciti riferimenti a Il Silenzio degli Innocenti, Remothered: Tormented Fathers offre un gameplay stealth dinamico, ricco di QTE (Quick Time Events) che permettono di divincolarsi dal proprio aggressore utilizzando un oggetto d’autodifesa tra gli innumerevoli messi a disposizione nell’ambiente di gioco.

Oltre a ciò si può usufruire di altri utensili da lancio (come bicchieri, bottiglie o simpatici souvenir di vetro con la neve) per destabilizzare l’inseguitore quando si viene individuati oppure è possibile agire d’astuzia sfruttando allarmi, radio, televisori e carillon per attirare l’attenzione degli psicopatici altrove o corde per bloccare temporaneamente l’ingresso in una stanza e molto altro, anche se a volte la strategia migliore può essere la più semplice: nascondersi sotto a un divano o dentro ad un armadio per sfuggire agli occhi del villain e procedere con cautela quando girerà al largo.

In alcuni punti sparsi per l’area di gioco è possibile salvare i progressi e ripristinare con un limite d’utilizzo la propria salute fissando rispettivamente il pendolo o lo specchio di apposite postazioni; una novità assoluta consiste invece nella dislocazione in più zone di strumenti, come solventi o filo spinato, che permettono di potenziare l’oggetto di autodifesa di cui si è attualmente in possesso e ognuno di questi incrementi è specifico per una tipologia di arma non convenzionale (forbici piuttosto che cacciavite).

L’IA risponde senza difetto di sorta alle interazioni di gioco, pertanto fare rumore, correre o compiere azioni che innescano una trappola risulteranno in un’atteggiamento più ostile e punitivo da parte di chi abbiamo alle calcagna perciò, qualunque mezzo si decida di usare, il minimo comune denominatore rimane sempre l’ingegno che fa sempre la differenza tra la salvezza e il progresso ed una morte orribile tra atroci sofferenze, dal momento che non è mai possibile mettere del tutto KO i propri avversari ma al massimo stordirli temporaneamente.

La scelta di disporre in lungo e in largo oggetti collezionabili che consistono in approfondimenti su avvenimenti passati riguardanti la famiglia Felton o articoli di giornale che narrano di indagini su avvenimenti loschi ed insoliti associati alla vicenda di cui Rosemary è protagonista, si rivela a dir poco azzeccata poiché essi contribuiscono da un lato a fornire elementi stimolanti per il giocatore durante la partita, dall’altro migliorano notevolmente la rigiocabilità del titolo che diversamente potrebbe risentirne alquanto considerando che gli enigmi non cambiano nel “New Game” e non esistono livelli di difficoltà variabili.

Il supporto completo per il controller indicato anche nella pagina del negozio di Steam dedicata a Remothered: Tormented Fathers, è realizzato ottimamente (test eseguito con controller Xbox One S), ciò non preclude l’utilizzo di mouse e tastiera che costituisce comunque un sistema di comandi altrettanto valido per il gioco.

Nel complesso si può quindi dire che il gameplay di quest’opera risulti fluido e orribilmente piacevole, l’unica critica può essere rivolta ad alcuni QTE e scene action presenti verso la fine del gioco (non citerò nello specifico quali per ovvi motivi di spoiler), poiché tremendamente più difficili rispetto alla media a cui quest’indie ci abitua in tutta la sua durata, del tutto inaspettati e improvvisi e senza alcun tipo di indizio su ciò che si debba fare per uscirne integri; il risultato è inevitabilmente una lunga sequenza di “trial and error” che potrebbe mettere alla prova la pazienza dei più.

Ancora una volta però il team di Remothered: Tormented Fathers ha dimostrato il suo interesse per la buona riuscita del progetto e, ascoltando anche critiche e pareri degli utenti della community di Valve, ha reso disponibile proprio in questi giorni una patch allo scopo di risolvere esplicitamente questo problema. Potete al seguente indirizzo leggere (in inglese) tutte le informazioni a riguardo con le dichiarazioni dello staff di sviluppo.

Remothered: Tormented Fathers, terrore all’ultimo grido

Come abbiamo già potuto notare nelle nostre ultime analisi, il comparto grafico, realizzato con Unreal Engine, si conferma come una delle colonne portanti dell’opera, con un rendering che non pesa troppo sulla propria GPU ma che tuttavia mette in mostra una cura per il dettaglio spaventosamente mozzafiato: la carta da parati ammuffita, le ragnatele negli angoli delle stanze, il cibo in decomposizione, la mobilia impolverata, ogni particolare viene messo in risalto senza togliere spazio a quello successivo, facendo sì che venga notato nel posto giusto e al momento più opportuno; la mesh poligonale che struttura i modelli 3D è quasi impeccabile e i lineamenti facciali possiedono un’espressività che tange i limiti del realismo.

L’ambiente di gioco di Remothered: Tormented Fathers d’altro canto non è da meno e offre un’illuminazione ed un effetto chiaro scuro con giochi di ombre veramente suggestivo che ben si adatta al genere videoludico.

Tutto questo è supportato da un sonoro ispirato con tracce realizzate dagli stessi Nabuko Toda e Luca Balboni che hanno lavorato per altre opere videoludiche dal successo internazionale; l’audio 3D con suoni ambientali che forniscono indizi sull’avvicinamento incalzante dei propri inseguitori rende ancora più coinvolgente l’esperienza di gioco.

Gli FPS rimangono stabili senza grosse variazioni di sorta anche nei momenti di azione più concitati e non sono presenti bug o glitch che comprometterebbero il gamelplay. Anche il doppiaggio, presente soltanto in lingua inglese, è conforme al pathos ed all’espressività caratteriale dei personaggi, inoltre il difetto che era stato riscontrato durante il periodo di prova della beta per cui alcune frasi risultavano sovrapposte e pronunciate contemporaneamente dallo stesso personaggio (alquanto fastidioso per l’udito) è stato corretto poiché non è più stato individuato.

I movimenti dettati dall’IA dei villain sono più fluidi, meno “scattosi” e più variabili se paragonati all’esperienza precedente e non si ha più quella spiacevole sensazione di essere inseguiti a ruota come se ci si trovasse su un binario.

Conclusioni

Sono veramente pochi sul mercato i survival psicologici realizzati da software house indipendenti in grado di offrire un’esperienza coinvolgente e oggettivamente soddisfacente dalla durata di circa quattro/cinque ore (che raddoppia nel caso si vogliano ottenere tutti i collezionabili) agli appassionati del genere.

Remothered: Tormented Fathers, col suo primo capitolo di una trilogia, è riuscito ad incarnare tali pregi, offrendo al modico prezzo di €14,99 (€12,99 per chi fosse già in possesso della versione Early Access prima dell’uscita ufficiale) tutto ciò che un vero amante dell’horror potrebbe desiderare.

Presto inoltre anche i possessori di PlayStation 4 e Xbox One potranno sperimentare in prima (o meglio terza) persona gli orrori di casa Felton, poiché la software house ha già dichiarato che il titolo sarà reso disponibile per entrambe le piattaforme entro il 2018.

Ancora una volta, Darril Arts ed i ragazzi di Stormind Games ci hanno dimostrato che non solo i tripla A sono in grado di compiere miracoli in rapporto qualità-prezzo.

Remothered: Tormented Fathers

Remothered: Tormented Fathers
8.8

Trama

9.0/10

Gameplay

8.5/10

Grafica

9.5/10

Sonoro

9.0/10

Longevità

8.0/10

Pro

  • Grafica mozzafiato
  • Sonoro ispirato e coinvolgente
  • Comparto tecnico di ottima fattura
  • Rapporto qualità/prezzo

Contro

  • Mancanza di difficoltà variabile (rigiocabilità)

Paolo Manini

Deputy Editor e Webmaster di Serial Gamer: anni di esperienza in videogiochi e siti web, tra un articolo e l'altro mi diverto a fare il gesto dell'ombrello a server e CMS vari.

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