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L.A. Noire: L’arte dell’investigazione – Recensione

A sei anni dal lancio ritorna sugli scaffali L.A Noire, autentico capolavoro targato Rockstar Games che permette di vivere gli anni dopo la guerra in un America piena di corruzione e ad alto tasso di criminalità nei panni di un investigatore il cui obiettivo sarà smascherare e battagliare contro la malavita cercando di estinguere il marcio di una bella ma sotto sotto tetra Los Angeles.
Riaccogliamo dunque a braccia aperte uno dei titoli che più ha caratterizzato la scorsa generazione nella sua versione rimasterizzata con l’aggiunta di tutti i contenuti aggiuntivi in un’ edizione completa disponibile da qualche giorno su PlayStation 4, Xbox One e sulla console ibrida Nintendo Switch dove porta anche delle feature uniche.

Quando la corruzione è ben nascosta

Nel corso della nostra avventura investigativa vestiremo i panni di un ex militare americano, impegnato anche nella Seconda Guerra Mondiale contro i giapponesi, di nome Cole Phelps, che, dopo essersi congedato dalla sua carriera, ha deciso di intraprendere la strada del poliziotto, partendo ovviamente dal basso dalle normali per poi proseguire nella sua carriera arrivando a svolgere il lavoro di investigatore nei vari dipartimenti a cui sarà possibile essere assegnati.
Tutto il gioco girerà attorno a casi da risolvere attraverso il setacciare il luogo del delitto, seguire piste nate da indizi lasciate dai colpevoli e interrogatori con i testimoni ed i possibili malintenzionati, quest’ultima è di sicuro la parte di maggior rilievo del titolo, che permetterà di scendere a fondo nei pensieri delle persone, apprezzando il lavoro certosino con il quale è stato affrontato ogni singolo dialogo e ogni singola persona presente, con una caratterizzazione di tutti i personaggi veramente di alto livello.
Ma nel corso della nostra avventura non ci saranno solo crimini e corruzione della Los Angeles degli anni ’40 ma anche alcuni trascorsi del protagonista raccontati tramite appositi flash back che consentiranno di addentrarci nel suo passato di militare, riuscendo a capire la sua corrente di pensiero e le motivazioni dei suoi comportamenti.
In generale la trama di L.A. Noire è decisamente ben strutturata e articolata con diverse sfaccettature e componenti drammatiche e amare, ovviamente il tutto è incentrato sulla corruzione e vizi di una città nei suoi tempi d’oro ma che allo stesso tempo viene erosa dall’interno da personalità malate che dispensano odio e malvagità nella maggior parte dei cittadini.

A muso duro

Quello che differenzia questo titolo Rockstar dagli altri è di sicuro la sua natura di spionistico e investigativo, ciò che lo eleva a capolavoro e che riesce a dargli quella marcia in più rispetto a molti altri giochi.
Tutto inizia dal crimine segnalato alla nostra centrale di polizia, con il nostro Cole Phelps incaricato insieme ai suoi vari compagni a recarsi sul luogo del delitto per iniziare le indagini.
Da qui si svilupperà l’intero caso, bisognerà infatti analizzare in maniera certosina la scena del crimine, ricercando dapprima la natura di quest’ultimo cercando per esempio i possibili motivi del decesso in un omicidio, analizzando il corpo della vittima nei punti chiave quali potranno essere viso, braccia o busto a seconda del caso in questione, per poi passare a ciò che circonderà il corpo come effetti personali, utili per riconoscere l’identità del malcapitato, oppure eventuali indizi lasciati dal colpevole (utile a questo scopo il tintinnio che permetterà di individuare un indizio e un’apposita musichetta che confermerà il ritrovamento totale delle prove).
Ma dove il gioco eccelle è di sicuro la parte successiva all’aver setacciato il loco, infatti una volta raccolte le prime prove inizieremo a farci un’idea del problema, incominciando a mettere a posto le tessere di un puzzle ancora alle prime fasi, con la possibilità di interrogare testimoni oculari oppure diretti contatti della vittima; da qui partirà una serie scambio di battute emozionante che ci vedrà diretti protagonisti grazie alle tre possibilità di scelta di cui potremo usufruire: Assecondare, Forzare o Accusare.
Ognuna di queste tre possibilità che avremo consentirà di sviscerare i pensieri del nostro interlocutore oppure di farlo tacere o addirittura di non farlo collaborare per niente alle nostre indagini; assecondando l’indiziato manterremo un tono e dei modi di fare più soft che a volte saranno molto utili in caso di persona spaventata o poco sicura di sé, al contrario degli sbruffoni dove l’unico appiglio per fargli vuotare il sacco sarà quello di forzare il discorso minacciandoli e diventando il cosìddetto “poliziotto cattivo”; infine ci sarà la possibilità di accusare smentendo l’affermazione appena rilasciata dalla nostra controparte, ma ricordatevi di avere la giusta prova per andare contro le affermazioni altrui, essere accusati senza motivo d’altronde non è mai cosa gradita.


Per capire quale sarà la risposta adeguata in ogni situazione dovremo osservare ogni particolare del nostro interlocutore, ogni suo movimento facciale, studiare insomma il suo linguaggio del corpo per percepire qual si voglia sintomo di insicurezza per smascherarlo o al contrario assecondarlo nelle sue affermazioni.
In caso non dovessimo riuscire a capire quale delle tre opportunità utilizzare, in nostro soccorso verranno i Punti Intuito sbloccabili aumentando di livello, una sorta di 50 e 50 che permetteranno di eliminare una risposta sbagliata dal trio, così da facilitarci il duro lavoro dell’interrogatorio, oppure di evidenziare tutti gli indizi presenti in loco.
Anche se dovremmo sbagliare qualche risposta o perdere qualche indizio per strada il titolo rimane comunque abbastanza permissivo permettendo sempre di proseguire nelle indagini e di concludere sempre il caso, con i complimenti o gli insulti del nostro capo, che comunque archivierà il crimine passando al successivo.
Da buon poliziotto poi potremo essere coinvolti in diverse sparatorie dove l’obiettivo unico sarà porre fine agli atti intimidatori o i crimini portati avanti dal pazzo di turno, oppure potremo vedercela a pugni nella più classica delle risse da bar o infine in un inseguimento sia a piedi che in macchina. Proprio queste ultime azioni saranno centrali soprattutto nelle missioni secondarie che ci troveremo ad affrontare dopo una segnalazione che arriverà direttamente alla nostra macchina della polizia.

La bellezza di L.A.

Il ritorno sulle console di corrente generazione di L.A. Noire vede di sicuro dei miglioramenti evidenti sotto l’aspetto grafico della produzione anche se i sei anni che il titolo si porta dietro si fanno indubbiamente sentire, come nel caso dei numerosi pop-up a schermo e uno stacco abbastanza netto tra dei visi molto espressivi e delle corporature sin troppo rigidi e poco armoniosi.
Restando sull’ambito delle espressioni facciali non si può non elogiare il lavoro svolto da Rockstar già molti anni fa grazie ad un Motion Capture a livelli eccellenti che ancora oggi rimangono un gradino sopra tutti per l’incredibile cura, coadiuvati poi da una Los Angeles realizzata alla perfezione facendo vivere al giocatore l’atmosfera unica della città americana.
A braccetto con l’ottima realizzazione grafica c’è poi la colonna sonora che riesce sempre ad essere sul pezzo con brani jazz e suoni più incalzanti nelle situazioni più concitate come gli inseguimenti o le sparatorie, accompagnata poi da un ottimo doppiaggio con tutti i personaggi tra protagonisti e comparse ottimamente caratterizzati anche grazie all’ottimo lavoro di localizzazione italiana.

Un ritorno in grande stile

A distanza di sei anni l’investigativo per eccellenza targato Rockstar ritorna a calcare i negozi su PS4 e Xbox One, con l’aggiunta della versione Switch, ribadendo le sue qualità di assoluto capolavoro, grazie ad una cura eccezionale di ogni piccolo dettaglio e l’opportunità di vestire i panni di un vero e proprio investigatore che, tramite ricerche approfondite e analisi dei luoghi di interesse, riesce ad incastrare il colpevole.
Ovviamente qualche imperfezione grafica rimane per via della natura old gen del titolo che di sicuro però viene superata abilmente dai pregi di un titolo che rimane tuttora tra i capolavori del medium videoludico.

*Versione testata: PlayStation 4 grazie al codice digitale fornito dal distributore italiano.

L.A. Noire

9.2

Trama

9.0/10

Gameplay

9.8/10

Grafica

9.0/10

Sonoro

9.0/10

Longevità

9.0/10

Pro

  • Un capolavoro noir
  • Gameplay unico
  • Motion Capture eccezionale

Contro

  • Qualche difetto tecnico

Alessandro Reppucci

Senior Editor e responsabile YouTube di Serial Gamer, da sempre innamorato follemente dei videogames, dai 5/6 anni in poi ha macinato giochi su giochi di ogni genere.

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