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Skylar & Plux: Adventure on Clover Island – Tra lo spazio e Clover Island – Recensione

Skylar & Plux: Adventure on Clover Island

Un protagonista, un personaggio di supporto e un cattivo pronto a prendere il controllo di un piccolo mondo pacifico che viene sconvolto da quest’ultimo attraverso le sue azioni. Questa è la base di Skylar & Plux: Adventure on Clover Island, un platform adventure sviluppato da Right Nice Games che ricalca i classici degli anni 90′ offrendo una storia spensierata condita da un gameplay classico con diversi gadget utili per proseguire, il tutto coadiuvato da ambientazioni coloratissime e vive.

Robot Egocentrici

In Skylar & Plux: Adventure on Clover Island, il giocatore vestirà i panni di una giovane gatta di nome Skylar che, rapita da un pericoloso Robot chiamato CRT, sarà costretta alla fuga dalla base di quest’ultimo, una stazione spaziale, con l’obiettivo di ristabilire l’ordine naturale di un’isola che è stata colpita dalle azioni e manie di protagonismo del nemico.

Il gioco inizia proprio nella stazione spaziale, dove Skylar si vede imprigionata tra le grinfie di CRT, che le ha cancellato la memoria e aggiunto dei supporti meccanici per farla diventare una super arma in grado di spazzare via qualsiasi cosa. Per fortuna della gatta non tutto va secondo i piani malvagi del robot e, grazie al macchinario presente sul braccio di quest’ultima, riesce a scappare dagli esperimenti di CRT e, dopo alcuni momenti di platform e tutorial in cui il giocatore potrà imparare le fondamenta del gioco, riuscirà a fuggire tramite una navicella e ad atterrare su un’isola chiamata Clover Island.

Una volta sbarcata, ad accogliere Skylar ci sarà un bizzarro gufo di nome Plux che aiuterà la protagonista soprattutto all’inizio del gioco, guidandola fino al centro dell’isola dove sarà presente una simpatica gelatina, Elder, il capo di una tribù chiamata LO’a che sono stati rapiti e imprigionati da CRT per il suo piano malefico.

L’obiettivo sarà non solo quello di liberare più abitanti possibili, ma far tornare l’isola alla normalità portando indietro tre sfere utili per il meccanismo centrale del luogo, chiamato Siphon, che permette di vivere in pace a tutti gli esseri viventi. Oltre all’incipit, che parlerà della storia, si scoprirà altro solo una volta raccolte tutte le sfere, dove il computer metterà in atto il suo folle piano per conquistare l’isola.

Una trama che rimane in linea di massima abbastanza lineare, con colpi di scena abbastanza prevedibili, ma che riesce comunque ad intrattenere il giocatore senza però coinvolgerlo completamente dato che, soprattutto nel finale, sembra un po’ frettolosa e sbrigativa lasciando un antipatico senso di amaro in bocca.

Un platform tra il tempo e il magnetismo

Parlando di gameplay il titolo si basa fortemente su meccaniche platform che si ispirano ai classici giochi degli anni 90′, mettendo il giocatore nelle condizioni di saltare qua e là con il suo personaggio per poter andare avanti nel livello, spostandosi tra piattaforme mobili, cornicioni, blocchi pericolanti e molto altro.

La componente platform, fondamentale, sarà “aiutata” da alcuni oggetti utili per i movimenti che permetteranno di attuare diverse azioni per proseguire, come l’appendersi ad appositi appigli oppure fermare il tempo per bloccare determinate piattaforme, ma andiamo con ordine.

Inizialmente si potrà usufruire solo del proprio braccio meccanico che sarà utile, come detto in precedenza, per sfruttare appigli segnalati dal gioco tra determinate sporgenze, oppure si potrà usare per attaccare i nemici, abbastanza innocui, che proveranno a saltare addosso alla protagonista.

Per sbloccare nuovi perk e oggetti basterà andare avanti nel gioco infatti, procedendo con i vari stage, si potranno trovare altri due utensili che risulteranno fondamentali per superare ogni livello: il primo, chiamato Time Orb, sarà utile per fermare il tempo e il secondo per attrarre e spostare i vari oggetti e nemici metallici.

Nel primo caso, il tempo sarà un utile alleato per “giocare” con le piattaforme sparse per gli stage che saranno impazzite roteando all’impazzata oppure con meccanismi troppo veloci per superarli normalmente; il secondo invece bisognerà usarlo per spostare determinati oggetti come sfere, che dovranno essere portate in un apposito spazio, alcuni specchi, per far arrivare dei laser nel punto designato, infine per difendersi dai nemici dotati di mitragliatori e spara missili, che potranno essere usati entrambi a proprio vantaggio.

Oltre a questi oggetti nel corso dell’avventura si troveranno dei cristalli arancioni, sparsi per tutta l’isola e i vari livelli di gioco, che potranno essere usati per liberare gli abitanti di Clover Island intrappolati da CRT, per essere precisi bisognerà avere 100 gemme ogni volta per poter aprire la gabbia; una volta liberato un determinato numero di omini inoltre si potrà parlare con Elder per farsi “consegnare” nuovi cuori.

Artisticamente ben fatto

Se per quanto riguarda il gameplay il titolo si presenta come un platform classico, è dal punto di vista artistico che esprime tutte le sue potenzialità, dato che a livello grafico il gioco è davvero ben curato, con l’ambientazione, Clover Island, che è di sicuro una lieta sorpresa.

Partendo dalla parte centrale dove fa capolino il meccanismo dell’isola e l’Elder, andando alla Clover Mountain sviluppata ottimamente in verticale e con scorci innevati di ottima fattura, passando per ambienti desertici e infine nelle fabbriche costruite da CRT, tutto sembra curato nei minimi dettagli. Anche la modellazione dei personaggi e dei nemici è discreta, anche se quest’ultimi sono presenti in pochi esemplari, e probabilmente si poteva osare di più con la varietà e la differenziazione.

Per quanto riguarda invece il comparto sonoro, da notare qualche traccia ben studiata che accompagna il giocatore nelle sue “scampagnate” tra i vari stage, anche se a volte sembra essere un po’ zoppicante. È presente però qualche vistoso calo di frame rate che, soprattutto nella parte finale, potrebbe fare qualche scherzetto al giocatore facendolo cadere in momenti salienti, soprattutto con la presenza di numerosi nemici a schermo.

Un platform anni 90′ ma ben curato

Skylar & Plux: Adventure on Clover Island è un titolo discreto che forse rimane troppo legato ai platform anni 90′ ma che nelle sue due ore circa di intrattenimento, forse un po’ pochino, riesce a offrire comunque delle ambientazioni evocative realizzate ottimamente ma, allo stesso tempo, non gode di una trama troppo navigata e approfondita.

Per il suo valore di mercato, € 15 circa e per gli abbonati di PlayStation Plus € 9,99, risulta un buon titolo, ma che forse non spicca rispetto ad altri giochi che vuole emulare, facendo quello che viene chiamato “compitino”.

Skylar & Plux: Adventure on Clover Island

6.8

Gameplay

7.0/10

Grafica

8.0/10

Sonoro

7.0/10

Longevità

6.0/10

Trama

6.0/10

Pro

  • Alcune idee interessanti nel gameplay
  • Esteticamente ottimo
  • Ambientazioni

Contro

  • Trama poco approfondita
  • Poche innovazioni
  • Longevità

Alessandro Reppucci

Senior Editor e responsabile YouTube di Serial Gamer, da sempre innamorato follemente dei videogames, dai 5/6 anni in poi ha macinato giochi su giochi di ogni genere.

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