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Alien: Covenant – essere o non essere, questo non è il problema – Recensione

Alien: Covenant

Alien: Covenant si colloca tra Prometheus (2012) ed Alien (1979), diventando quindi un sequel/prequel a tutti gli effetti. La trama, dopo un flashback del dialogo tra il sintetico di nome “David” ed il suo creatore, Peter Wayland, racconta la storia di un gruppo di colonizzatori in viaggio verso Origae-6, un pianeta apparentemente pronto ad ospitare la vita umana; le cose vanno da subito male in quanto l’equipaggio è costretto al risveglio da parte di Walker, un altro sintetico di nuova generazione, capace di autorigenerarsi.

La causa è da ricondursi ad un’esplosione stellare, che costringerà il personale a riparare la nave; in questo momento l’equipaggio riceve un segnale radio da un pianeta apparentemente ospitale, ma sfuggito dagli scanner terresti, il capitano subentrato (il primo capitano perde la vita durante l’esplosione stellare) decide quindi di andare ad indagare su quel pianeta. Le sorprese, ovviamente, saranno tutt’altro che belle.

Alien: Covenant

Questi funghi sono velenosi! Da qui in poi troverete SPOILER!

Vi avviso che da qui in avanti ci saranno spoiler! L’inizio dell’orrore comincia durante l’esplorazione del pianeta: una parte dell’equipaggio rimane al di sopra dell’atmosfera, la maggior parte invece scende a terra. Due membri della squadra “terra” avranno la sfortuna di toccare dei funghi che, senza accorgersene, li infetteranno, condannandoli ad essere incubatrici di orrende creature aliene; cosa succede dopo potete più o meno immaginarlo, non vorrei rovinarvi la sorpresa, ma la trama non spicca per i suoi colpi di scena. Le conseguenze sono facilmente intuibili così come il fatto che la situazione, da qui in poi, peggiora sempre, ma proprio di continuo! Qui abbiamo uno dei problemi: la sceneggiatura.

Poco convincente il lavoro di John Logan, e di D.W. Harper, di certo non aiutata da una trama che scricchiola non poco: è veramente lenta la prima parte del film, non accenna al minimo progresso e dedica moltissimi minuti alla narrazione di fatti poco coinvolgenti. Ovviamente la conseguenza non può che essere una sola: la seconda parte di film è velocissima e rende il tutto poco chiaro, frettoloso e intuibile.

Alien: Covenant

Non si smette mai d’imparare!

Alla base del disastro oltre galassia, c’è una filosofia che rappresenta una tematica interessante, il libero arbitrio: il sintetico David raggiunge il suo apice intellettivo e si interroga su quanto possa spingersi oltre le proprie concezioni e decisioni morali. Il tutto avrà un riscontro drammatico, che non vi rivelerò per non spoilerare lo scioglimento alla fine di un climax molto intenso; in questo Ridley Scott è stato davvero maestoso. L’ansia è presente e la sensazione di non essere mai al sicuro permea la mente dello spettatore.

Alien: Covenant

Il fascino di giocare a fare Dio

Parliamo però di ciò che in realtà dovrebbe essere il punto centrale, la creazione: sarebbe stato opportuno concentrarsi un po’ di più sulle azioni che hanno permesso la creazione dell’Alien. L’ibridazione ne è il segreto e quelle creature, tanto affascinanti quanto mortali, sono perlopiù relegate ad un ruolo secondario. Ok, diciamo che forse non c’è più granché da raccontare sugli xenomorfi, ma cercare di sforzarsi un po’ di più nel momento in cui si decide di ridargli nuova vita, beh, sarebbe stato sicuramente opportuno: esperimenti riusciti, falliti, tutto. Nel film invece si limitano a spargere un po’ di sangue qua e là, decimano gli esseri viventi e viene mostrato semplicemente il loro lato di “macchine di morte”. Inoltre le scene più sanguinolente sono tutto sommato innocue, nulla di particolarmente destabilizzante: un nuovo capitolo della saga di Alien dovrebbe essere di un livello superiore in questi termini.

Alien: Covenant

Titoli di coda

Un vero peccato, i fan saranno rimasti piuttosto delusi, compreso il sottoscritto, i revival spesso non si rivelano essere dei grandi capolavori, non al livello degli originali almeno. L’ottima fotografia, tendente al verde, ed i soundtrack vari, redimono in minima parte un lavoro contenutistico blando, frettoloso e senza coscienza alcuna. Il bombardamento mediatico di questa pellicola lasciava immaginare ad un film degno del nome che ha ma, si sa, le aspettative, quando troppo alte, alla fine vengono deluse.

In conclusione, piangete amici miei, Alien non è tornato e nemmeno mamma Alien.

 

Alien: Covenant

5

Voto Serial Gamer

5.0/10

Pro

  • Alien è pur sempre Alien
  • La fotografia
  • L'atmosfera visiva

Contro

  • La trama
  • La sceneggiatura
  • Tematiche interessanti, ma poco approfondite

Davide Battiston

Laureando in Design e Comunicazione Visiva, da sempre nutro passione per i videogiochi, i film e le serie tv. Cosa mi incuriosisce di più? Decisamente il lato artistico.

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