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Vikings: Wolves of Midgard – For the Ulfung! – Recensione

Vikings: Wolves of Midgard

Al giorno d’oggi differenziarsi nel mondo degli Hack ‘n’ Slash con titoli sul mercato del calibro di Diablo III e affini, è veramente difficile, soprattutto se non si apportano vere e proprie innovazioni e meccaniche nuove nel corso del gioco. Vikings: Wolves of Midgard si va ad inserire in questa serie di giochi, dato che prende spunto dai suddetti titoli, mettendo il giocatore davanti ad un action RPG con visuale isometrica, sviluppato da Game Farm e distribuito da Kalypso Media, che propone come peculiarità più importante quella di trattare in maniera abbastanza dettagliata della mitologia norrena.

Lupo di Midgard Impedisci Il Ragnarök

Il giocatore vestirà i panni di un vichingo appartenente al glorioso clan degli Ulfung, i Lupi di Midgard che, dopo esser stati devastati e razziati durante la distruzione del loro villaggio, vogliono tornare ai fasti di un tempo, riappropriandosi del loro destino, e contribuire al salvataggio di un mondo che è destinato al Ragnarök, famosa leggenda per la quale l’antica razza di giganti, soprannominata Jotan, si scontrerà con i mortali dando vita alla fine del mondo conosciuto.

Dopo aver selezionato uno tra il vichingo o la skjaldmær, donna che nella mitologia aveva scelto di combattere come guerriero, e averlo modificato grazie ad un editor in realtà molto scarno (sono presenti solo gli aspetti base del personaggio come qualche taglio di capelli, barba e alcuni tatuaggi) il giocatore verrà catapultato in medias res, con l’obiettivo di difendere il proprio villaggio da un attacco combinato tra Tomte (una razza di goblin), troll e Jǫtunn.

Una volta che i nemici saranno respinti, il villaggio degli Ulfung ne uscirà dimezzato, in rovina, e addirittura senza più un capo, dato che l’anziano del clan cadrà in battaglia, toccherà al giocatore quindi prendere in mano le redini di una popolazione intera che, come detto in precedenza, dovrà impedire la distruzione del mondo combattendo attraverso lande innevate, paludi velenose, roccaforti e molto altro.

La trama del gioco non presenterà grossi colpi di scena, sarà abbastanza lineare e porterà il giocatore a scontrarsi con boss a volte epici con un background ben definito nel corso dell’avventura mentre altri nemici saranno per lo più di contorno e slegati dalla storia ed andranno affrontati solo per proseguire con la trama.

Tra nemici ed effetti di stato

Appena si incominceranno ad uccidere i primi nemici si noterà subito l’ispirazione a titoli quali Diablo, Viktor Vran e affini, con un gameplay action RPG progettato discretamente dagli sviluppatori di Games Farm, che hanno tentato di aggiungere qualcosa di loro al genere degli Hack ‘n’ Slash.

Il gioco si baserà su orde di nemici che cercheranno in tutti i modi di mettere al tappeto il protagonista per non farlo arrivare all’obiettivo, per uccidere quest’ultimi si potranno usare le più disparate armi e abilità che saranno ben diversificate andando dalle classiche spade a martelli pesanti, passando per bastoni e la solita combinazione di scudo e spada.

Ogni arma avrà le sue caratteristiche ma alla fine si varerà quasi sempre su quella con più danni o con i perk più congeniali al proprio gameplay, dato che a parte quest’ultimi lo stile di gioco non verrà cambiato a seconda dell’oggetto scelto, a parte se si opterà per l’arco, che ovviamente permetterà di proseguire solo con attacchi a distanza.

Le abilità possono essere scelte all’inizio del gioco, subito dopo la creazione del personaggio, ma questa non sarà una scelta definitiva in quanto ad ogni spada, martello e affini è associato un diverso perk, raggruppati in cinque principali “categorie”, che prendono il nome da famosi dei nordici quali: Tyr Dio monaco della guerra, Loki, un Jotan Dio dell’inganno, Thor Dio delle tempeste, Skathi Dea della caccia con l’arco, Odino Dio della conoscenza; ovviamente ogni gruppo potrà essere più o meno utile a seconda della situazione, come ad esempio per attacchi devastanti ravvicinati oppure colpi dalla distanza.

Oltre ai suddetti perk sarà presente la modalità furia, che potrà essere attivata quando l’indicatore apposito si sarà riempito e permetterà al nostro personaggio di andare in Berserk, buffando il suo attacco e aumentando le sue difese; ogni volta che si uccideranno abbastanza nemici si potrà usufruire di questo vantaggio che spesso si dimostrerà fondamentale per ribaltare l’esito dello scontro.

Detto questo una meccanica importante del gioco rimane sicuramente il sistema di loot, presente in tutti i titoli di questo tipo, fondamentali per proseguire nel corso dell’avventura dato che più oggetti e equipaggiamenti si troveranno più si avrà la possibilità di andare avanti senza problemi.

Sono presenti vari materiali, come il legno e il ferro, che dovranno essere messi da parte in grandi quantità, sia per costruire nuove armi dal fabbro, più potenti e rare, sia per ampliare le strutture utili per avere equipaggiamenti migliori oppure per ottenere navi più performanti e continuare nell’avventura; questi oggetti si troveranno uccidendo i vari nemici, aprendo le casse sparse per il mondo di gioco oppure portando a termine specifici obiettivi che saranno assegnati all’inizio delle missioni.

Altro elemento fondamentale nell’economia del titolo saranno gli effetti di stato che colpiranno il protagonista nel corso delle sue avventure, ce ne saranno diversi, per esempio nelle terre innevate il giocatore dovrà stare attento al congelamento, oppure in lande velenose bisognerà fare attenzione alla barra verde che si riempirà, questa meccanica renderà più difficile la vita nel gioco, dato che oltre ai nemici bisognerà buttare un occhio a non far riempire il suddetto indicatore, pena l’abbassamento progressivo della salute.

Per ripararsi da questi effetti bisognerà correre ai ripari, quali focolari, zone protette da incantesimi o semplicemente allontanarsi per far scendere il suddetto malus, anche se spesso le “safe-zone” non sono sistemate alla perfezione e potrebbero essercene due attaccate oppure, al contrario, non esser presenti per un po’ di tempo, costringendo il giocatore a ripiegare in fretta e furia a quelle precedenti.

Parlando di diminuzione della salute, non si può trascurare un bug abbastanza clamoroso, infatti a volte la barra della vita rimarrà bloccata e si incapperà in situazioni molto spiacevoli, dato che si potranno subire dei colpi anche mortali ma senza accorgersene andando in contro ad una morte quasi certa.

Purtroppo questo non sarà l’unico problema presente, e nemmeno il peggiore, dato che in alcune occasioni, soprattutto nel bel mezzo delle boss fight si può essere colti da freeze che non permetteranno più di muoversi, compromettendo così il progresso nello scontro e dovendo ripartire dall’ultimo checkpoint.

Spirito vichingo

Sotto il lato artistico il gioco di Game Farm risulta piacevole, soprattutto agli delle vicende vichinghe, con delle terre caratterizzate e nemici ben ispirati che seguono in maniera molto dettagliata la mitologia norrena, riportata con una apprezzabile fedeltà.

Si potranno trovare delle ambientazioni nordiche tipiche come lande innevate, ghiacciai, rovine e cittadelle tutte ben strutturate anche se con texture non proprio infinite, per usare un eufemismo, che risultano a volte ripetitive; molto validi anche i nemici e i boss che sono ben caratterizzati, anche se, con una maggiore varietà, soprattutto per quanto riguarda i primi, si poteva davvero fare un salto di qualità.

Oltre all’impatto visivo del titolo c’è anche da sottolineare il comparto sonoro che, specialmente dal punto di vista della soundtrack, si dimostra di ottima fattura con canzoni che rispecchiano le virtù vichinghe e danno la forza al giocatore di affrontare anche le situazioni più disperate in battaglia.

Anche il doppiaggio si dimostra ben fatto, soprattutto la parte narrativa che racconta la storia con poche linee di dialogo ma con l’enfasi giusta; forse si poteva aggiungere qualche battuta in più al protagonista che per tutti i combattimenti ripeterà spesso e volentieri solo “Per gli Ulfung” e “sono inarrestabile”.

Se solo si fosse osato di più…

Vikings: Wolves of Midgard è di sicuro un titolo discreto che galleggia sopra la sufficienza e riprende in maniera ottima la mitologia norrena, mettendo il giocatore nei panni del capo clan Ulfung, nella lotta per la sopravvivenza e per salvare un mondo destinato al Ragnarök. È sicuramente apprezzabile il tentativo degli sviluppatori di portare qualcosa di nuovo ai titoli Hack ‘n’ Slash, come per esempio gli effetti di stato che lo differenziano dalle opere a cui è ispirato anche se, oltre a questo, non apporta altre differenze ricalcando le principali peculiarità dei vari Diablo, Viktor Vran e affini.

Anche se il gioco gode di un comparto artistico veramente ben congegnato, con una rappresentazione delle aree di gioco ottima e una colonna sonora di rilievo, il punto debole di questa produzione è di sicuro il comparto tecnico che risente di alcuni bug e cali di frame, soprattutto nella parte finale del gioco, che potrebbero risultare frustranti, spacie dopo un’estenuante battaglia all’ultimo sangue.

Sono presenti anche le modalità New Game Plus, dove si potrà ricominciare il gioco con gli stessi perk e oggetti sbloccati nella prima partita, e quella co-op in cui si potrà affrontare l’avventura insieme ad un compagno trovato online.

Sicuramente per gli amanti della mitologia nordica è un must che anche gli appassionati del genere Hack ‘n’ Slash non disdegneranno di giocare ma forse si poteva osare un po’ di più, cercando di differenziarlo maggiormente dai sopracitati titoli a cui il gioco si ispira.

Vickings: Wolves of Midgard

6.9

Gameplay

6.0/10

Grafica

7.0/10

Sonoro

7.0/10

Longevità

7.5/10

Trama

7.0/10

Pro

  • Mitologia norrena
  • Effetti di stato
  • Comparto artistico valido

Contro

  • Troppi bug
  • Poco innovativo
  • Difficoltà a volte gestita male

Alessandro Reppucci

Senior Editor e responsabile YouTube di Serial Gamer, da sempre innamorato follemente dei videogames, dai 5/6 anni in poi ha macinato giochi su giochi di ogni genere.

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