PC Recensioni Recensioni Giochi Speciali

Bonny’s Adventure: un po’ di platforming in vecchio stile – Recensione

Bonny's Adventure

Prima di dire qualsiasi cosa riguardo a Bonny’s Adventure è necessaria una premessa: il titolo in questione è un indie brasiliano creato da due sole persone!

Gli sviluppatori, Jonas De Carvalho Felinto e  Marcelo Eduardo Cabral, sono riusciti a creare un’opera notevole nonostante la sua semplicità. Per quanto mi riguarda, terrò sicuramente conto del loro immenso lavoro e del poco budget a disposizione nel corso di tutta la recensione.

Bonny’s Adventure scava a piene mani nei profondi meandri della mia, ormai lontana, infanzia, riportando alla luce le prime esperienze videoludiche (risalenti al ’98) di un piccolo Mattia alto due mele o poco più. Il titolo prende ispirazione infatti dai platform che negli anni ’90 la fecero da padrone sul campo videoludico. Chi potrebbe dimenticare mai giochi del calibro di Crash, di Spyro oppure di Banjo-Kazooie? Questo stile è ben incarnato dall’indie in questione, al punto da riuscire a creare in me una sorta di nostalgia. Andiamo ad analizzare in dettaglio ogni sua parte.

“The story is a lie”

Bonny’s Adventure narra, appunto, le vicende della tartaruga Bonny, intenta ad affrontare il potente stregone Calundu. Questi, liberatosi da un esilio magico durato un secolo, ha iniziato a creare scompiglio in tutto l’arcipelago nel quale si svolge il tutto. Nessuno sembra poterlo fermare ormai, dato che i guardiani che lo imprigionarono cent’anni prima sono inevitabilmente morti a causa dello scorrere del tempo. Ma non uno! Si sa, dopotutto, che le tartarughe sono ben più longeve degli altri animali!

Ed è proprio qui che entra in gioco il nostro protagonista, ultimo guardiano in vita ed in grado di usare la magia per poter sconfiggere una volta per tutte lo stregone. La sua spedizione verso l’isola di Calundu sarà lunga, insidiosa e ricca di pericoli, ma potrebbe essere l’unica fonte di salvezza per tutti gli abitanti dell’arcipelago.

Tutto questo lo scopriamo solo grazie alla descrizione del gioco su Steam. Durante tutta l’avventura, infatti, non troveremo quasi mai nessuno spunto di narrazione, lasciando una brutta sensazione d’incompiutezza. L’unico ambito in cui il gioco sembra davvero trascurato e poco curato è infatti la trama.

Avrei notevolmente apprezzato vedere qualche espediente narrativo semplice (come ad esempio uno scambio di dialoghi testuali) all’interno del gioco stesso, dal mio punto di vista non basta semplicemente scrivere una descrizione sulla pagina ufficiale del prodotto per creare una storia. E dire che bastava così poco per rendere questo titolo ancora più valido di quel che è già.

Un gameplay che ricalca i classici anni ‘90

Come già detto in precedenza, Bonny’s Adventure prende ispirazione dai platform anni ’90, riuscendo a creare un titolo interessante e che potrebbe causare una lieve nostalgia nei giocatori di vecchia data. Ci ritroviamo a gestire un personaggio che potrà avere accesso a tutti i livelli del gioco tramite un hub centrale. Questi ultimi avranno al loro interno frutta da raccogliere per poter farmare vite, potenziamenti vari e le lettere del nome del protagonista. Insomma, un platform con elementi classici e canonici.

A tutto questo si aggiungono, però, dinamiche da puzzle game parecchio interessanti. Gli enigmi ambientali rendono infatti il percorso del giocatore all’interno del titolo diverso dal solito, aggiungendo una buona componente di acume e ingegno all’esperienza videoludica.

È inoltre presente una componente di sfida non indifferente grazie al permadeath. Per chi non sapesse di cosa sto parlando, si tratta di una dinamica relativamente semplice: una volta perse tutte le vite, si è costretti a ripartire dal primo livello. Questo aumenta notevolmente la difficoltà di un gioco che a prima vista può sembrare, in modo inappropriato, molto semplice. A lungo andare però, soprattutto morendo ripetutamente nelle fasi finali, può risultare parecchio frustante appesantendo eccessivamente il tutto.

Un buon punto di partenza per il futuro degli sviluppatori

Bonny’s Adventure ha uno stile grafico molto cartoonesco e bambinesco, riuscendo ad accattivare il giocatore che si approccia ad esso. C’è da dire però che nel complesso risulta molto approssimativo ma, essendo un lavoro svolto da sole due persone non posso che non fare i complimenti agli sviluppatori che, armati di buona volontà e di Unity, sono riusciti a rendere comunque l’intera ambientazione del gioco.

La componente sonora risulta molto interessante. La soundtrack si adatta perfettamente ai vari livelli e all’hub, riuscendo a coinvolgere il giocatore nelle varie fasi. Non vi è un doppiaggio per scelta degli stessi sviluppatori, se non una frase tipica pronunciata da Bonny stesso (“Let’s play again!”), ma il ciò non inficia il lavoro finale, la cui struttura riesce a reggere tranquillamente senza di esso.

Conclusioni

Bonny’s Adventure è un titolo divertente che riesce ad offrire una sfida interessante, seppur nella sua semplicità, a giocatori di ogni età. Alcune sue componenti potranno anche essere approssimative, ma il lavoro degli sviluppatori va indubbiamente premiato.

Non va infatti dimenticato nel modo più assoluto che Jonas De Carvalho Felinto e  Marcelo Eduardo Cabral hanno creato da soli un ottimo trampolino di lancio per quello che, li auguro sinceramente, sarà il futuro successo videoludico della coppia. Se da soli e con un budget ridotto sono riusciti a creare Bonny’s Adventure, non oso immaginare cosa possano fare con un team alle spalle!

Bonny's Adventure

7

Gameplay

7.0/10

Grafica

6.2/10

Sonoro

7.2/10

Longevità

7.5/10

Pro

  • Gameplay nostalgico

Contro

  • Assenza di una trama esplicita
  • Permadeath a lungo andare frustante

Share and Enjoy !

0Shares
0 0 0

Potrebbero anche interessarti