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Syberia 3: La grande fuga? – Recensione

Syberia 3

“Evoluzione” del genere punta e clicca, Syberia 3 è un’avventura grafica in 3D che si sviluppa a partire dal ritorno di Kate Walker dal viaggio col partner Hans Voralberg alla ricerca dell’isola di Syberia. La casa di sviluppo francese Microids e il fumettista Benoit Sokal hanno nuovamente collaborato alla realizzazione di un videogioco, edito in data 20 Aprile 2017 ma con progetto annunciato già nel 2009 e mai proseguito a causa della mancanza di fondi. Le piattaforme di gioco sono per il momento PC, Xbox One e PlayStation 4, ma si attende anche l’uscita per Nintendo Switch.

Aspetti positivi…

Sia un utente che abbia già giocato i titoli precedenti della serie, sia chi ha scoperto questa nuova uscita all’ultimo e ha deciso di iniziare dalla fine, può godersi la trama di Syberia 3 fin da subito…beh, in realtà soprattutto all’inizio perché il finale ecco, poteva essere migliore. Ma andiamo per ordine.

La protagonista Kate Walker viene nuovamente trovata in difficoltà dalla tribù dei nomadi Youkol e salvata dallo sciamano in seguito a gravi traumi subiti probabilmente a causa di una caduta; è poi stata affidata alla casa di cura gestita dal dottor Zamiatine e dalla sua assistente Olga poiché non si era stati in grado di risvegliarla dal coma. Trascorse settimane, Kate si risveglia a fianco del capo tribù degli Youkol (ricoverato in attesa della protesi di una gamba) e ben presto si scopre che Olga ha il compito di trattenerla fino all’arrivo di forze armate e di un famoso investigatore privato in quanto ricercata come responsabile della morte di Hans Voralberg dopo la sua scomparsa. Anche il nomade Kurk è trattenuto contro la sua volontà tramite false cure e il mancato arrivo della protesi, e lo scopo della prima parte del gioco è trovare il modo di salvare entrambi.

Per sdebitarsi del grande aiuto ricevuto, l’ex avvocato decide di mettersi ancora una volta in viaggio, attraverso il quale si incontreranno personaggi interessanti e si potrà conoscerne la storia e gli ideali; lo scopo è ottenere diplomaticamente aiuti da parte delle persone coinvolte o in caso contrario si ha comunque la possibilità di trovare la soluzione ad ogni problema. Sono numerosi e interessanti anche i video narrativi, distribuiti uniformemente per tutta la durata del gioco.

A differenza di numerosi punta e clicca, è interessante anche la qualità delle interazioni che si devono compiere per proseguire con la storia (per intenderci, si devono ad esempio ottenere documenti per entrare in città, convincere sconosciuti a prestare aiuto, cercare il modo per far salpare una nave, ecc) e infatti solo in poche occasioni si può pensare “questo lo devo fare io perché sto giocando, ma poteva pure farselo da solo/a”. Anche il viaggio è sviluppato bene, l’inseguimento costante e la necessità di trovare vie alternative sono sempre affiancati dalla fretta degli Youkol di raggiungere la loro terra sacra e dai ricordi di chi ha già percorso questa via, quindi la trama viene seguita in modo coinvolgente fin quasi alla fine.

Unica pecca, del tutto non ignorabile? Il finale. Nonostante non nutrissi molte speranze in questo titolo che ha incontrato così tante difficoltà prima dell’uscita e fossi quindi preparata ad un epilogo magari non da 10 e lode, mi ero lasciata coinvolgere dal viaggio e dai piccoli ometti miei compagni: mai mi sarei aspettata una tale insoddisfazione nella sua conclusione.

Sotto zero

Un po’ come la temperatura dell’ambiente di gioco insomma. Purtroppo “sotto zero” è il voto che darei anche alla componente tecnica di Syberia 3. I problemi sono evidenti già dai primi passi: i cambi di inquadratura tra una scena di gioco e l’altra (cosa che avviene almeno due volte al minuto) sono seguiti nella migliore delle ipotesi dalla necessità di cambiare direzione di marcia per riadattarsi alla posizione della telecamera; nella peggiore però comportano la scomparsa del personaggio dalla visuale, accompagnata – fortunatamente in pochissimi casi – dalla necessità di riavviare il gioco per evitare il bug. Ma non è tutto! Giocare col mouse a volte è un ostacolo, ma allo stesso tempo usare un controller come suggerito aiuta le interazioni più articolate ma aumenta la difficoltà nello spostamento della telecamera…insomma ho usato contemporaneamente entrambi i metodi.

Una nota negativa va assegnata anche alla netta differenza della difficoltà di gioco dopo essere giunti alla seconda metà del viaggio. All’inizio infatti gli ambienti chiusi permettono una certa linearità nello svolgimento delle azioni (che sono comunque interessanti, come già detto), nella ricerca di oggetti e nel compimento delle missioni; con l’arrivo di scene all’aperto e maggiore possibilità di esplorazione si tende a perdere il filo logico e in alcuni casi anche per decine di minuti. Usare gli aiuti prima di perdere la pazienza? Fuori discussione: non esistono.

In realtà non c’è nemmeno bisogno di aprire Syberia  3 per accorgersi della miseria degli aspetti tecnici del gioco: la prima schermata è infatti l’interfaccia base di Unity che permette la sola scelta della risoluzione dello schermo, come unica opzione prima di iniziare. Non è nemmeno presente un tutorial che spieghi come interagire con gli oggetti, se si parte nella modalità “Avventura”, e bisogna accedere al menù principale per conoscere i comandi.

C’è però qualcosa di buono, ossia la varietà delle interazioni previste. Non si è limitati alla sola ricerca di oggetti o alla raccolta: si devono avviare motori, funicolari, giostre, giochi di luce e molto altro; fino alla fine non ci sono ripetizioni di azioni e l’intuito del giocatore viene sempre messo alla prova.

Dolci Note

La colonna sonora è notevole. Sono presenti solo due temi principali, accompagnati da musiche di minore importanza, e tuttavia il titolo non risulta noioso nemmeno dopo le 18h di gioco. Questa durata giustifica almeno in parte il prezzo attuale di €39,99. Il doppiaggio in inglese è ben realizzato, con espressività nella voce e buon sincronismo; al contrario non sono resi espressivamente gli occhi, che non seguono i movimenti della testa e non esprimono emozioni.

Occhi a parte, la grafica è buona. L’ambiente è in buona parte perlustrabile, i personaggi sono ben caratterizzati, la telecamera per come è programmata rende molto lenta la visualizzazione di tutta la scena ma coloro che apprezzano lo stile del fumettista Benoit Sokal possono godersi il gioco e esplorare. Ci sono diverse mappe durante il viaggio, sia di ambienti aperti che di edifici, tutte rese allo stesso modo e senza penalizzare nessuna delle due tipologie; nel caso un terreno non sia calpestabile, sono presenti anche ostacoli fisici che permettono di individuarlo con anticipo.

In conclusione, al momento, Syberia 3 è difficile da giocare se non ci si arma di molta pazienza per superare tutti gli aspetti tecnici così negativi. Spero saranno presto disponibili aggiornamenti per migliorare l’esperienza di gioco.

*Versione testata: PC (Steam) fornita dagli sviluppatori

Syberia 3

6.6

Gameplay

4.0/10

Grafica

7.0/10

Sonoro

7.5/10

Trama

7.5/10

Longevità

7.0/10

Pro

  • Trama coinvolgente
  • Buon comparto sonoro

Contro

  • Giocabilità
  • Problemi con la telecamera
  • Comandi

Silvia Caselli

Gamer durante il giorno, pasticcera la sera, ghiro durante la notte. Ah! Anche giornalista presso Serialgamer.it

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