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Valhalla Hills: Definitive Edition – la lunga scalata verso l’ascensione – Recensione

Valhalla Hills

Da Funatics Software, stessi sviluppatori di The Settlers e Cultures, giunge oggi su PlayStation 4 e Xbox One Valhalla Hills – Definitive Edition, gioco gestionale uscito precedentemente (nel 2015) solo per PC.

Quest’edizione console permette ad un più vasto pubblico di approcciarsi al titolo, anche se questo porting presenta diverse problematiche a livello di comandi, come spesso succede per i giochi gestionali trasposti su console. Inoltre, essendo la “definitive edition” del gioco, sarà possibile giocare ad ambedue i DLC, Sands of the Damned e Fire Mountains, che aggiungono all’esperienza originale nuovi edifici, nemici, ambientazioni e dinamiche di gioco.

Nonostante le problematiche tecniche Valhalla Hills si è dimostrato essere un ottimo passatempo, riuscendo, nella sua semplicità, a farmi affezionare a quei piccoli vichinghi che ho accompagnato durante tutto il corso del gioco. Andiamo a vedere le varie caratteristiche che compongono questo titolo.

La caduta di un dio e la sua lenta redenzione

Il giocatore si calerà nei panni di Leko, figlio minore di Odino non presente nella mitologia norrena classica, ma creato appositamente per Valhalla Hills. Fin da piccolo Leko dimostra un comportamento particolarmente bizzarro. Egli sembra non essere interessato a birra, battaglie e gloriose imprese, come tutti i vichinghi che si rispettino, è invece affascinato dalla costruzione e dall’evoluzione tecnologica. Suo padre, esasperato da questo atteggiamento fin troppo pacifista e benevolo, esilia il dio della costruzione su Midgard, la terra degli uomini.

L’unico modo che ha Leko per ritornare ad Asgard, terra sacra appartenente agli dei, è di dimostrare il proprio valore a suo padre attraversando vari portali dispersi su Midgard fino a trovare quello che gli permetterà di ascendere finalmente alla sua terra natia. Nel farlo, però, non sarà solo. Altri guerrieri umani infatti non sognano altro che ascendere per divenire grandi eroi agli occhi di Odino stesso. Saranno proprio questi vichinghi ad affiancare il dio nella sua lenta ascensione.

In quanto dio della costruzione, a Leko è concesso aiutare gli esseri umani in un lungo percorso grazie ai suoi poteri. Tutto questo non è altro che un buono stratagemma atto a spiegare la funzione del giocatore all’interno del gioco: in quanto dei della costruzione, essi potranno infatti intervenire direttamente nella fabbricazione dei vari villaggi vichinghi, disponendo edifici e lavoratori secondo il proprio volere.

Il viaggio sarà tutto fuorché semplice. Ad ostacolare il nostro percorso troveremo terrificanti creature della mitologia norrena (ma grazie ai DLC anche creature laviche o provenienti dalla mitologia egizia), animali feroci e carenza di risorse. Starà a noi giocatori amministrare al meglio tutto ciò che avremo a disposizione per permettere a Leko di varcare i portali che troveremo nelle varie isole.

Un gioco dalle dinamiche parecchio intricate

Valhalla Hills a livello di gameplay è un bel casino! Un gioco con dinamiche così complesse, a maggior ragione se gestionale, dovrebbe avere dei tutorial chiari e semplici, per permettere al giocatore fin da subito come addentrarsi nel complesso mondo dell’edilizia nordica. Purtroppo non è andata così per il titolo in questione. I tutorial risultano per certi versi incompleti, e solo l’esperienza porta il giocatore a capire il corretto funzionamento dei vari edifici. Superate le criticità nei primi livelli, però, il resto è tutto in discesa…o quasi.

Nonostante la macchinosità iniziale, il gioco risulta essere ben strutturato. La via via sempre più ampia lista di edifici, risorse, strumenti e nemici affrontabili rendono Valhalla Hills un ottimo titolo, che arricchisce la sua sfida ed il suo potenziale man mano che il giocatore accumula esperienza in esso.

E’ possibile giocare a due modalità: “Modalità Classica”, che permette di seguire lo strano percorso di Leko nella sua ascesa, oppure “Gioco Aperto”, in cui sarà possibile affrontare degli ambienti casuali/personalizzabili col solo scopo di divertirsi a difficoltà maggiori. In questo modo ci ritroviamo di fronte ad un titolo che, al pari di molti altri gestionali, vanta di una replicabilità infinita. Tutto questo è incentivato dal fatto che le varie isole del gioco vengono sempre generate proceduralmente, sia nella modalità storia sia in quella aperta.

E fin qui sembra andare tutto bene. Ma vi ricordate il “quasi” di prima? Beh…i problemi tecnici purtroppo affossano l’ottimo potenziale del gioco. Quelli dovuti al porting, in particolare, sono parecchio fastidiosi, e l’esempio topico di ciò è il dover continuamente litigare con telecamera e cursore. Ma, telecamera permettendo, creare ed arricchire i propri villaggi darà al giocatore parecchie soddisfazioni.

Ottimi spunti, ma da migliorare il comparto tecnico

Valhalla Hills, con il suo stile cartoonesco e volutamente deformato, riesce ad essere graficamente accattivante. Le ambientazioni generate proceduralmente sono sempre molto curate e peculiari, dato che molto spesso si diversificano nella conformazione e distribuzione di animali, nemici e risorse. Inoltre grazie ai DLC si potrà spaziare dai freddi fiordi nordeuropei, alle immense distese di sabbia dell’antico Egitto, ai piedi di terrificanti vulcani od ancora nelle profondità della terra.

C’è da notare però che l’hub di gioco, spesso invasivo, le onnipresenti compenetrazioni e i cali di frame rate (presenti soprattutto “velocizzando” il tempo all’interno del gioco) rendono, purtroppo, l’esperienza meno godibile, rendendo il tutto decisamente più caotico.

La componente sonora riesce ad essere d’effetto e rende pienamente l’atmosfera nordica, ma purtroppo presenta anch’essa i suoi difetti. Risulta essere infatti eccessivamente scarna, portando spesso a riascoltare la stessa traccia più e più volte al punto da tediare il giocatore. Tutto questo è un peccato, vista l’ambientazione infatti si poteva puntare decisamente più in alto.

Conclusioni

Per tutti gli amanti del genere gestionale Valhalla Hills è un “must have”. La sua ambientazione peculiare, le isole generate proceduralmente e la possibilità di creare un numero pressoché infinito di nuove mappe (e di conseguenza di partite) in “Gioco Aperto” permetteranno di passare molto tempo in compagnia dei nostri piccoli amici barbuti creando villaggi superbi, che come unico limite avranno la vostra creatività.

Questa particolare longevità del titolo è, però, sia la sua punta di diamante che il suo peccato capitale. A lungo andare infatti tutto potrebbe risultare eccessivamente ripetitivo, ma, ahimè, non è questo il problema di tutti i gestionali?

Valhalla Hills: Definitive Edition

7

Gameplay

7.0/10

Grafica

7.0/10

Sonoro

6.0/10

Trama

6.5/10

Longevità

8.3/10

Pro

  • Replicabilità pressoché infinita
  • Stile grafico accattivante

Contro

  • Dinamiche inizialmente poco comprensibili
  • Comparto tecnico migliorabile
  • A lungo andare può risultare ripetitivo

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