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LEGO City Undercover – Confessa… Hai rubato tu le mie ciambelle! – Recensione

LEGO City Undercover

Chi si appresta ad acquistare un nuovo titolo della celebre serie LEGO, normalmente si aspetta un gioco in stile avventura dinamica suddiviso in livelli simile ai classici della saga, come LEGO Indiana Jones, LEGO Batman o LEGO Harry Potter, solo per citarne alcuni. Non è il caso di LEGO City Undercover che, seppur mantenendo il genere, cambia completamente chiave di lettura, proponendosi con un open world tranquillamente paragonabile a quello di un Grand Theft Auto e con una trama elaborata ed inedita.

In questo porting disponibile per Nintendo Switch, PC, PlayStation 4 e Xbox One (ricordiamo infatti che il gioco era uscito in Europa inizialmente solo su Wii U a partire dal 28 marzo 2013) verremo catapultati in un nuovo mondo di mattoncini che non si rifà ad una particolare serie TV o film visto al cinema ma ripercorre le avventure e gesta di un poliziotto, con una trama liberamente scritta dagli sviluppatori di TT Fusion.

La RI-dichiaro in arresto!

La storia ha inizio a bordo di una nave, sul ponte di comando, nel momento in cui Chase McCain, il nostro agente di polizia in viaggio di ritorno, viene deliziato dalla vista di LEGO City, la sua destinazione, una città dinamica e piena di vita paragonabile alla nostra San Francisco, che scaturisce nel protagonista una sorta di miraggio in cui si immagina di lavorare nuovamente a fianco di Natalia Kowalski, l’agente con cui, a detta sua perchè in realtà in quel momento il giocatore non ne può avere la certezza, avrebbe avuto in passato una relazione sentimentale.

Viene tuttavia improvvisamente riportato alla “LEGO-realtà” dal capitano che lo avvisa dell’imminente sbarco (grazie capitan Ovvio); il vecchio lupo di mare si prepara quindi ad impressionare Chase con manovre di ormeggio che hanno reso celebre la sua abilità: evitando in maniera quasi “esemplare” le altre imbarcazioni che, alla vista della nave, effettuano brusche virate rischiando anche di affondare, si preoccupa quindi di superare il prossimo ostacolo, il ponte della città. Per fare ciò intacca con lo scafo uno dei piloni, questo provoca un ondeggiamento della nave, con un conseguente riversamento in mare di circa la metà dell’equipaggio e dei passeggeri. Soddisfatto del proprio approccio e col nostro protagonista al suo fianco che, in quel preciso istante, rappresenta l’ideale platonico dello sgomento, si prepara quindi alla “mossa finale”: con una brusca ed improvvisa virata (che in realtà è molto più simile ad una derapata) ormeggia la nave ad una velocità sconsiderata, urtando il molo e rischiando di devastare l’intero porto.

Da questa introduzione si può già dedurre il tono narrativo della story-line: comico, ironico e giocoso che non perde mai l’occasione di farci divertire con gaffe e scene esilaranti.

Tornando alla trama, con un sospiro di sollievo il protagonista sbarca e viene intercettato dall’attuale sindaco di LEGO City Gleeson, la quale lo avverte del motivo per cui l’agente è stato richiamato: mettere freno al crimine della città che sembra essere salito alle stelle e consegnare nuovamente alla giustizia il super villain Rex Fury che è evaso di prigione e sta spadroneggiando in quello che sembra essere ormai diventato il suo parco giochi.

Detto questo la donna si allontana, senza prima essere avvisata dal proprio autista il quale, in preda al panico, la informa che le gomme dell’auto sono state rubate…

LEGO City Vice

La nostra avventura ha quindi finalmente inizio, con un breve tutorial che, man mano che troveremo nuovi elementi, ci spiegherà i primi rudimenti del gioco ed i suoi molteplici sviluppi. Prendendo il controllo dell’auto della polizia subito di fronte a noi nei pressi del porto, ci verranno illustrate nuove funzionalità come il navigatore, utilissimo strumento che ci permette di impostare una meta e selezionare i nostri obiettivi in-game, con la possibilità di scegliere se proseguire con la storia principale oppure esplorare il vastissimo open world, il più ampio mai offerto da un videogioco della serie LEGO.

Quest’ultimo offre infatti un ambiente molto variegato, che spazia da quello cittadino ed industriale, a parchi naturali con alberi, laghi ed aree verdi, per arrivare ad isole raggiungibili per mezzo di un traghetto, disponibile solo proseguendo nella storia, che offrono località peculiari, come un carcere che ricorda molto la prigione di Alcatraz.

La barca non è ovviamente l’unico mezzo che si ha a disposizione; girovagando per LEGO City sarà infatti possibili usufruire di un’infinità di veicoli, alcuni dei quali, nello specifico quelli in dotazione alla polizia, saranno sbloccabili attraverso la quest principale ma, se non si vuole attendere, già da subito è possibile confiscare (e non rubare, Chase è un agente di polizia e non lo farebbe mai) ogni tipo di mezzo a portata di mano, esercitando il fascino della giustizia: con potenzialità di questo calibro, il giocatore si ritroverà inevitabilmente alla guida di betoniere, camion della spazzatura, limousine, trattori, fuoristrada, moto, quad e chi più ne ha più ne metta.

Tutto questo, con l’aggiunta del fatto che ogni oggetto LEGO può essere distrutto, ricostruito o entrambe le cose, ci pone di fronte a scenari le cui due parole chiave sono divertimento e creatività, aspetto che rende il titolo di TT Fusion emozionante e superiore alle aspettative, in grado di tenere il giocatore incollato allo schermo col sorriso sempre in vista.

La legge è uguale QUASI per tutti

La main quest rappresenta invece un discorso ancora a parte, essa infatti riprende lo stile dei classici della serie, con ambienti specifici affrontabili sotto forma di livello, in cui è visibile una barra di riempimento, la solita “vite d’oro”, alimentata dai gettoni che è possibile raccogliere durante lo svolgimento dello stage. Come sempre è estremamente difficile, ma direi quasi impossibile, completare al 100% un livello senza prima avere accesso ad ogni tipo di travestimento.

Questi ultimi, suddivisi in varie tipologie, conferiscono abilità specifiche attraverso le quali è possibile svolgere alcune azioni/compiti diversamente non effettuabili. In tal modo, completando la storia principale, in modo da avere accesso a tutte le “classi” disponibili, si otterranno le capacità necessarie per completare del tutto le missioni. Ciò gioca a favore della longevità di LEGO City Undercover, in cui il giocatore, soprattutto se dedito al collezionismo di achievement, sarà invogliato a ripetere tutti i percorsi, sfruttando le nuove capacità acquisite anche nell’open world.

Gli spazi aperti, per l’appunto, contengono una quantità pressoché infinita di sbloccabili ed elementi nascosti che si potranno scovare grazie ai propri costumi: il ladro permette infatti di scassinare le porte per mezzo del suo piede di porco e di aprire le casseforti con lo stetoscopio; il minatore può sfruttare il piccone per distruggere dure rocce e la dinamite per abbattere metalli più pesanti e così via anche per gli altri travestimenti, come l’operaio edile, il pompiere, l’astronauta eccetera.

Ma la creatività non finisce qui, è infatti presente una notevole componente di personalizzazione, dettata dal fatto che è possibile customizzare ogni “classe” sopraelencata scegliendo tra una varietà incredibile di vestiti: l’agente, per esempio, oltre alla sua forma canonica sbloccabile all’inizio della storia principale, il Chase McCain poliziotto, può variare in secondino, canottiera bianca in stile Die Hard e molti altri ancora, con la possibilità di passare da uno stile all’altro liberamente mantenendo, ovviamente, le abilità della categoria.

Scuola di Lego City Undercover 33⅓

Dall’inizio alla fine, LEGO City Undercover propone citazioni, battute, cammei e riferimenti di ogni sorta a celebri libri, serie TV, film e videogiochi. Già nel primo capitolo è possibile notare, tra le ridicole sfumature che il gioco propone durante il briefing dell’ispettore, intento ad illustrare la missione (e, come sempre, a mangiare ciambelle) mentre Ellie Philips passa l’aspirapolvere in aula, Sherlock Holmes, Watson e Indiana Jones che commentano la spiegazione.

Una volta riusciti a costruire il traghetto ci ritroveremo a dover scoprire come Rex Fury è riuscito ad evadere di prigione, perché ciò avvenga bisognerà raggiungere il nostro contatto nel carcere situato su un’isola fuori città. Il criminale in questione, un certo Blue, spiegherà ad un compagno di cella di non poter farsi chiamare “Freeman” per evitare problemi con avvocati, probabile e quasi certo riferimento all’attore Morgan Freeman nel ruolo di un carcerato (Nelson Mandela?).

La stessa polizia, il cui ispettore (con le ciambelle) ne è di nome e di fatto il rappresentante più illustre, è vista continuamente in chiave ironica e stereotipata, così come avverrebbe in un film del genere di Scuola di Polizia, dove l’ufficiale e l’imbranato Frank Honey sono rispettivamente il capitano Harris ed il Proctor di turno.

Questi sono solo alcuni esempi delle mille sfaccettature che questo titolo presenta e concorrono a rendere il gioco ancora più divertente ed interessante da esplorare.

Ti conviene essere creativo… Ogni mattoncino sbagliato verrà usato contro di te!

Dopo aver analizzato a fondo l’opera di TT Fusion, per quanto tale compito possa essere arduo, possiamo dire che dal punto di vista del comparto tecnico non vi sono quasi difetti di sorta, almeno nella versione PC Steam fornitaci gentilmente da Warner Bros, se non per qualche piccolo accorgimento per quanto riguarda sporadici bug di posizionamento degli abitanti nell’area open world (mi è capitato di vedere un civile nell’atto di osservare il panorama con un binocolo mentre era posizionato al contrario con metà busto compenetrato in un muro) ma nulla di rilevante ai fini del gameplay che risulta pulito e ben strutturato.

Anche le colonne sonore sono adeguate al tipo di ambiente in cui ci troviamo ed appropriate al contesto, spesso satirico ed umoristico, e quindi gradevoli ed orecchiabili.

Inoltre il titolo, tradotto interamente in italiano, gode di un’interpretazione quasi impeccabile, senza errori grammaticali o imperfezioni riscontrate, con toni di voce che si adattano perfettamente alle mimiche facciali e agli stati d’animo dei personaggi.

Il sistema di combattimento è all’avanguardia se si considera che solitamente i giochi di questa serie, da un punto di vista action, sono paragonabili a marionette con la mera possibilità di muoversi ed attaccare con le “LEGO-mani”. Sono infatti presenti non solo diversi tipi di attacco e di approccio al nemico ma anche schivate, contrattacchi, prese e scene di lotta quasi paragonabili ad un set di un film holliwoodiano. Quest’ultimo aspetto è stato messo in mostra anche in una delle nostre dirette Twitch che potete visualizzare qui di seguito.

Per concludere, LEGO City Undercover, nel suo porting multipiattaforma che include, tra l’altro, la modalità co-op, si presenta come un titolo adatto a tutte le età e ad ogni giocatore che voglia andare alla ricerca di achievement o, molto più semplicemente, spendere ore di puro divertimento. Chiunque potrà, da solo o in compagnia di un amico, ripercorrere le avventure dell’agente Chase McCain e prendere a pugni i criminali, oppure perdersi nell’esplorazione degli ampi spazi aperti facendo valere, al contrario di quanto può avvenire in un gioco come GTA, il “giusto braccio della legge”.

LEGO City Undercover

8.3

Gameplay

8.5/10

Grafica

8.0/10

Sonoro

8.0/10

Trama

8.0/10

Longevità

9.0/10

Pro

  • Trama inedita ed esilarante
  • Creatività e personalizzazione a non finire
  • Durate del gioco considerevole, soprattutto per completarlo al 100%
  • Sistema di combattimento innovativo
  • Dialoghi italiani ben interpretati

Contro

  • Piccoli bug riscontrati nell'animazione dei civili durante l'esplorazione

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Paolo Manini

Deputy Editor e Webmaster di Serial Gamer: anni di esperienza in videogiochi e siti web, tra un articolo e l'altro mi diverto a fare il gesto dell'ombrello a server e CMS vari.

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