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Paradigm: surreale umorismo neo-sovietico – Recensione

Paradigm

Che dire, Jacob Janerka è riuscito a colpire nel segno con questa sua avventura grafica chiamata Paradigm. Raramente riesco a trovarmi di fronte ad avventure grafiche valide e curate al punto da non notare nemmeno lo scorrere del tempo (e l’accumularsi di residui di cibo sulla mia scrivania…), ma state pur certi questo è il caso del suddetto titolo indie.

Paradigm è un mix ben riuscito di umorismo, enigmi ambientali, cultura pop e citazionismo. Tutti questi aspetti si legano benissimo assieme creando un prodotto che desterà la vostra curiosità ma, soprattutto, la voglia di sganasciarvi dalle risate. Le battute, i doppi sensi, l’umorismo visivo e il non-sense più assurdo si nascondono dietro ad ogni angolo, pronti a sorprendervi nei modi più geniali e bizzarri.

Altra cosa che colpisce è la semplicità con cui il giocatore si approccia al gioco: fin da subito vi sarà chiaro il tipo di gioco con cui avrete a che fare. Infatti, già solo selezionando la difficoltà potrete capire a cosa state andando incontro. Lasciate ogni logicità o voi che vi approcciate al titolo, state per entrare nel mondo del surrealismo umoristico, bizzarro, eccessivo e grottesco di Paradigm.

“Is your child just an asshole?”

Il tutto si svolge in una piccola cittadina chiamata Krusz, in quel che rimane della madre patria Russia, ora chiamata Neo-Soviet. La narrazione parte infatti in un futuro prossimo, nel 2026, a seguito di un’apocalisse nucleare di cui si sa ben poco. Quando parliamo di “futuro” dobbiamo specificare alcune cose: non è per niente futuristico! Tutto ciò che troviamo durante la nostra esperienza di gioco ha un design appartenente agli anni ’80-‘90! Scordatevi gli schermi ultrapiatti, gli smartphone, i CD, i supercomputer ed altre comodità odierne…bentornati floppy disk, tubi catodici, computer esageratamente ingombranti , vinili e altre anticaglierie!

Il retrò sembrerebbe infatti la moda in voga a Krusz. In questo “distopico mondo post-apocalittico retrò” è nata una multinazionale, la DUPA Genetics, che grazie al progetto Prodigy Child permette a qualunque persona di creare il proprio figlio prodigio. Avete paura di avere figli incapaci? Siete rimasti delusi da quelli che avete? Non vi preoccupate! La DUPA Genetics risolverà tutti i vostri problemi!

Ed è a questo punto che entra in gioco il nostro protagonista: Paradigm, un umano mutato dalle radiazioni che non ricorda nulla del proprio passato. Egli ha come sogno nel cassetto quello di diventare un famoso cantante, ed una mattina, riuscendo ad uscire dal vortice di procrastinazione di cui si è dichiarato giustamente Re, decide di incidere il suo primo EP. Ma le cose non andranno per il verso giusto. Il computer sembra non voler collaborare e toccherà al grottesco protagonista trovare la soluzione. Chi si sarebbe mai aspettato l’inizio di un’avventura così surreale?

Da quel momento in poi infatti succederà l’impensabile! Una sequela di eventi che ha dell’impossibile ma continuerà a sorprendervi sempre di più durante tutta la durata del gioco. Un’incessante ricerca della verità, condita da ogni tipo di umorismo possibile ed immaginabile. Ma la cosa che più spesso vi tormenterà è quale legame intercorra tra Paradigm e la DUPA. Toccherà a voi scoprire il mistero, salvare il mondo, ma (cosa ben più importante)…permettere al bitorzoluto protagonista di registrare il proprio EP per tornare alla piacevole procrastinazione!

La ribalta delle avventure grafiche in vecchio stile

Per poter scoprire tutto ciò che la trama ha da offrire, il giocatore dovrà risolvere i vari enigmi ambientali che si ritroverà davanti man mano che la narrazione procede. Questa tipologia di gioco ha un che di nostalgico, che affonda le proprie radici nei favolosi anni ’90.

Paradigm è infatti un’avventura grafica che ricalca lo stile di pilastri videoludici quali The Secret of Monkey Island o Maniac Mansion, esattamente come il più recente Thimbleweed Park (di cui trovate la nostra recensione qui). Il giocatore si potrà interfacciare col mondo tramite pochi e semplici comandi, quali “Look at”, “Talk to”, “Use” e “Pick up”. L’interagibilità  è praticamente totale e perfetta: Paradigm potrà utilizzare i suddetti comandi con qualsiasi oggetto presente nel gioco. Ogni singola parte dell’ambiente potrà essere esplorata in ogni suo aspetto, rivelando risvolti comici ed inaspettati.

Ovviamente gli enigmi potranno essere portati a termine solo combinando vari oggetti e facendoli interagire con l’ambiente circostante. Non bisognerà mai dare nulla per scontato in un titolo come questo, la creatività sarà infatti la vostra principale alleata. Alle volte si alternerà alla normale modalità di gioco una serie svariata di mini-giochi, alcuni dei quali non potranno fare a meno di strapparvi un sorriso.

È da notare anche la raffinata componente citazionista e gli innumerevoli easter egg che arricchiscono la già interessante giocabilità. Alcuni di questi saranno palesi, altri invece saranno più ricercati e ben più nascosti. Se siete dei collezionisti di trofei, questa ricerca sarà un ottimo passatempo, dato che la maggior parte di questi è legata ad un achievement.

Una cura per il dettaglio sorprendente

Lo stile artistico di Paradigm è decisamente particolare, ma ha una cura per il dettaglio egregia, sia dal punto di vista grafico sia dal punto di vista sonoro. Le ambientazioni risultano essere particolareggiate e sgargianti, vive nella loro perenne immobilità. Lo stile utilizzato ricalca molto l’acquarello pittorico e si fonde bene con l’ambientazione cartoonesca che caratterizza il gioco.

Il sonoro è curato da ogni punto di vista. La soundtrack non risulta essere mai banale ed a tratti ricalcherà vecchie pietre miliari, ma preferisco non rovinarvi la sorpresa anticipandovi ulteriori dettagli. Il doppiaggio è uno dei punti di forza: ogni possibile dialogo (e fidatevi, sono veramente tanti) è stato doppiato con cura, risultando ricco, dettagliato ma soprattutto ben interpretato, nonostante un cast poco numeroso.

Sarà anche possibile, per tutti quelli interessati, poter assistere ad un commento tecnico direttamente all’interno del gioco. In questo modo il giocatore potrà scoprire ciò che si cela dietro allo sviluppo di Paradigm progressivamente.

Conclusioni

Paradigm mi ha colpito nel vivo, suscitando la mia curiosità più profonda. Mi è capitato raramente di trovarmi di fronte ad un titolo indie così ben curato e ricco di contenuti. Ma nonostante tutto questo, potrebbe non riuscire a conquistare tutti. La sua “stranezza” (io lo chiamerei “genio”) potrebbe non essere apprezzata e capita da molti.

Il titolo però non pretende di avere la storyline migliore del decennio, anzi, guardata poco attentamente, potrebbe sembrare un semplice susseguirsi di eventi sconclusionati e scollegati tra loro. Lo scopo di questo gioco è un altro: stupire e divertire con la sua geniale ironia ed il suo black humour perfido. In questo è riuscito pienamente nel suo intento. Mai ho giocato ad un indie che mi facesse ridere di gusto ai livelli di Paradigm.

Ma attenzione, potrebbe essere un titolo particolarmente complesso per chi non ha una buona competenza linguistica inglese. Nel gioco spesso si usa uno slang molto particolare, spesso volutamente sbagliato e distorto a fini umoristici. Se non avete problemi in quest’ambito, Paradigm è uno dei titoli che prima o poi ogni videogiocatore dovrebbe provare per via della sua unicità. Dietro a quello che potrebbe sembrare una trashata si nasconde infatti del genio.

Paradigm

8.4

Gameplay

8.5/10

Grafica

9.0/10

Sonoro

9.0/10

Longevità

7.8/10

Trama

7.8/10

Pro

  • Irriverente da ogni punto di vista
  • Interagibilità completa
  • Grafica e sonoro molto curati
  • Citazioni ed easter egg ben sfruttati

Contro

  • Difficile comprensione linguistica