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Dark Arcana: The Carnival – Indagine nel luna park misterioso – Recensione

Dark Arcana: The Carnival

A cinque anni dall’approdo su PC (via Steam) è arrivato alla fine del mese scorso anche su Xbox One il titolo Dark Arcana: The Carnival, sviluppato da Artifex Mundi, già creatori delle serie di puzzle game investigativi Enigmatis e Grim Legends,  disponibili sulla piattaforma Valve.

In Dark Arcana: The Carnival vestiremo i panni di una giovane detective della Polizia, chiamata ad indagare sulla misteriosa sparizione all’interno di un misterioso e tetro luna park, di una donna che si trovava in una delle attrazioni del parco insieme alla piccola figlia. Il nostro compito sarà ovviamente scoprire cosa è successo alla giovane madre scomparsa, raccogliendo indizi e risolvendo e superando diversi enigmi e sfide per riuscire a riportare la donna dalla bambina.

La realtà oltre lo specchio o lo specchio oltre alla realtà?

A livello di gameplay Dark Arcana: The Carnival non differisce dal canone classico del genere “hidden objects”, le cui peculiarità sono, come suggerisce il nome, il dover trovare gli oggetti nascosti nell’ambientazione e attraverso la risoluzione di alcune varietà di enigmi.

Mentre su PC il set di comandi è ben bilanciato, potendo utilizzare mouse e tastiera, con il joypad occorrerà utilizzare lo stick analogico sinistro per muoversi all’interno del luna park e premere X per accedere all’inventario, oltre ovviamente al tasto A che sarà necessario per interagire con i molti oggetti a scena.

Ad ogni freccia direzionale corrisponde poi una differente opzione: consultare il proprio blocco note con gli appunti sul caso (che verranno aggiornati costantemente lungo il progredire della storia), richiamare ed “utilizzare” la scimmietta, nostro fedele alleato all’interno del parco divertimenti, utilizzare il mini-gioco delle carte per trovare un oggetto o indizio oppure utilizzare la sfera di cristallo, che ci indicherà cosa fare o risolverà un enigma, bloccando però alcuni obiettivi (achievement), che richiedono appunto il non utilizzare “aiuti” per essere sbloccati.

Dopo una prima parte ambientata nel “semplice” luna park, come il titolo del gioco suggerisce, saremo chiamati a districarci tra due diverse realtà parallele, visto che grazie ad alcuni portali ci verrà rivelata una sorta di “piano parallelo”, in cui esistono strani mostri e creature e altre misteriose insidie.

L’esplorazione viene ottimamente intramezzata da mini-giochi ed enigmi “ambientali”, oltre a numerosi indovinelli da risolvere interagendo con entrambe le “realtà” in cui esiste il parco giochi: tra accoppiamenti di carte, ricerca di oggetti e interazioni c’è una buona varietà che permette al giocatore di non annoiarsi durante le 4-5 ore necessarie per completare la prima volta questo titolo.

Il livello di difficoltà degli enigmi non è per nulla proibitivo e, se siete appassionati di questo particolare genere di giochi, è consigliato cominciare subito l’avventura alla difficoltà massima. In quella Avanzata, infatti, a differenza di quella normale non sarà possibile utilizzare gli aiuti.

A livello narrativo la trama si sviluppa in maniera abbastanza canonica, riuscendo comunque a mantenere il giocatore interessato e coinvolto, e mettendo in atto un buon numero di colpi di scena. Anche se di certo non brilla particolarmente per originalità, la storia prosegue in maniera convincente e coinvolgente, ottenendo sicuramente lo scopo prefissato.

Gli scenari dipinti a mano riescono perfettamente a ricreare l’atmosfera dagli sviluppatori, così come le cutscene animate e l’ottimo comparto sonoro, a livello di effettistica e doppiaggio. Per quanto riguarda l’accompagnamento musicale, invece, una maggior varietà avrebbe forse aiutato a creare più “pathos” durante alcune scene, che non vi descriverò per non fare spoiler sulla trama, ed è forse la “parte” meno convincente di questa comunque ottima produzione. Di ottimo livello i sottotitoli, disponibili anche nella nostra lingua e tradotti in maniera piuttosto accurata.

Ma è un tipo di gioco adatto alle console? 

In conclusione, Dark Arcana: The Carnival è un ottimo esponente del suo genere, con una trama semplice e probabilmente non tra le più originali ma che riesce perfettamente nel suo intento. La durata in linea con i diretti competitor e onestamente rapportata, secondo me, al prezzo (9,99€), oltre ad una missione extra (di circa 40 minuti) sbloccabile terminando la prima volta il gioco, rendono questo titolo assolutamente consigliato agli amanti del genere che se lo sono lasciato scappare in versione PC.

Uniche note non completamente positive, la colonna sonora ripetitiva e a volte poco “azzeccata” e un sistema di controlli che si vede chiaramente che non è pensato per l’utilizzo del joypad, e che andrebbe perfezionato ed affinato un po’ di più per riuscire a “sdoganare” appieno il genere “hidden objects” anche su console.

D’altro canto, se non conoscete questa particolare tipologia di giochi, vi consiglio di guardare qualche video di gameplay prima di procedere all’acquisto, perché le animazioni sono ridotte al minimo e gli spostamenti del nostro personaggio sono in pratica “solamente” dei cambi di scena. È una particolarità tipica della maggior parte degli “hidden object”, ma è giusto segnalarlo in fase di recensione per permettervi di capire se Dark Arcana: The Carnival è il tipo di gioco che fa per voi oppure no.

Dark Arcana: The Carnival

7.1

Gameplay

7.0/10

Grafica

7.2/10

Sonoro

6.5/10

Longevità/Multiplayer

7.2/10

Trama

7.5/10

Pro

  • Ottime ambientazioni disegnate a mano
  • Enigmi e mini-giochi vari

Contro

  • Colonna sonora non sempre all'altezza
  • Enigmi relativamente semplici

Paolo Lorenzini

Editor in chief di Serial Gamer, dopo anni di gavetta su diversi portali videoludici ne crea uno nuovo perché crede in un'informazione libera ed obiettiva.

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