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Blackwood Crossing – Treno metafora della vita – Recensione

Nel mondo videoludico è sempre difficile dare un giudizio ai videogiochi basati quasi interamente sulla trama, con temi seriosi e complicati da affrontare, e pregni di emozioni che scaturiscono negli utenti le più disparate reazioni mentre si prosegue nella storia.

Blackwood Crossing è proprio un gioco di questo genere, un’avventura onirica basata su una trama suggestiva e ricca di misteri, che già dall’inizio fa capire la poca linearità di un viaggio in treno trasformato in una storia magica, permeata dal senso della vita, in un mondo ove tutto può succedere, e che porterà i protagonisti verso un percorso che rompe le barriere spazio temporali, condito da un’atmosfera surreale ma allo stesso tempo trattando temi seri e molto importanti come l’adolescenza, l’abbandono e la perdita.

SIMON SAYS…

Nel gioco sviluppato da PaperSeven il giocatore vestirà i panni di Scarlett, un’adolescente che, come tutte le persone della sua età, cerca il suo posto nel mondo, ma che ben presto scoprirà non essere il suo problema principale e si troverà a dover affrontare tematiche ben più forti.
L’avventura inizia in un treno, dove la ragazza viene risvegliata dal fratello più piccolo, Finn, ritrovandosi ad inseguirlo tra i vagoni, iniziando un viaggio che di reale ha poco o nulla, vagando tra ambientazioni che risultano rappresentazioni di una storia surreale, con spazi che si aprono e si deformano fuori dai loro confini fisici, e dove il mezzo diventa una metafora della vita con le sue difficoltà, e le persone determinanti nel proprio cammino.

In tutta l’avventura ci ritroveremo ad affrontare temi forti trattati con grande maestria, con il rapporto tra sorella e fratello che si va a definire man mano che si prosegue nella storia, passando da momenti di felicità e allegria a momenti tristi e cupi in quello che si potrebbe racchiudere in un rapporto di “odi et amo” di catulliana memoria.

Scarlett e Finn però non saranno i soli personaggi chiave di questo racconto; infatti, saranno presenti anche le persone che fanno parte della vita di entrambi i protagonisti, che, seppur di contorno, riescono a ricoprire un ruolo molto importante, soprattutto nel racconto di una storia, che ben presto il giocatore potrà ricostruire tramite i vari tasselli che gli sviluppatori hanno disseminato nei dialoghi con quest’ultimi, oppure con dei punti di vista differenti della vicenda.


TRA PUZZLE AMBIENTALI E COMBINAZIONI VOCALI

In un gioco dove la narrativa e la trama raccontata dai personaggi la fa da padrona spesso il gameplay tende ad essere molto lineare, come nel caso di Blackwood Crossing, in cui il giocatore sarà chiamato a mantenere l’attenzione ai massimi livelli per non perdere nessuna sfumatura della vicenda che vede protagonisti i due ragazzi.

Per proseguire nel viaggio e trovare le risposte che si stanno cercando, bisognerà risolvere alcuni enigmi che varieranno da ambientali a combinazioni di dialoghi, spesso molto semplici, che prevederannno: il primo, il posizionamento di oggetti nel punto esatto, mettere in ordine delle foto raccolte e così via; il secondo, consisterà nell’ascoltare le linee di dialogo ottimamente realizzate dei personaggi secondari della storia, e collegarle con quello più affine per rivelare un altro tassello chiave per carpire al meglio la storia.

Queste trovate non cambiano la natura del gioco, completamente narrativa e story-telling, aggiungendo solo uno stratagemma in più per aiutare l’utente a cogliere le varie sfaccettature di ciò che accade. Oltre a ciò, Scarlett, come Finn, sempre nel loro mondo onirico e sognante, saranno in grado di attingere a tre diversi poteri che permetteranno di usare, in circostanze predefinite: il fuoco, a volte alimentandolo e altre “risucchiandolo” in una specie di palla che la ragazza gestirà tra le mani; il potere di animare oggetti; e infine la capacità di trascinare con se le tenebre presenti in determinati punti.

Sempre nel gameplay risiede anche una piccola pecca, che però data la natura completamente narrativa, è abbastanza marginale: i movimenti di Scarlett. Infatti, la ragazza risulterà abbastanza impacciata e questi si dimostreranno a volte troppo legnosi, ciò influirà sulla fluidità del gioco, soprattutto negli spazi più stretti.

UNA BELLEZZA CHE TI CULLA

Dal punto di vista artistico Blackwood Crossing si distingue per il suo comparto grafico e sonoro, entrambi di ottima qualità. Gli sviluppatori sono riusciti nell’intento di raccontare una storia tutt’altro che banale con una scelta stilistica che accompagna alla perfezione i protagonisti e le loro idee.

Anche se la trama si basa su tematiche forti, come detto in precedenza, lo stile cartoonesco non smorza i toni del racconto che vengono accompagnati sia da delle ambientazioni veramente piacevoli, estremamente belle da vedere e condite da dettagli come, ad esempio, le locandine dei film presenti sul treno che ad ogni capitolo che rendono alla perfezione l’umore di Finn in quel momento, sia da una colonna sonora, composta in maniera egregia, con musiche che sapranno prendere il giocatore e cullarlo durante il suo viaggio. Da segnalare anche un doppiaggio inglese di ottima fattura con sottotitoli in italiano ben realizzati.

Uno dei pochi difetti presenti sotto l’aspetto grafico si può facilmente notare in presenza di spazi più aperti, dove basterà scrutare l’orizzonte per notare un po’ di aliasing che stona con il resto del mondo di gioco.

LA MASCHERA DEL RICORDO

Blackwood Crossing è un titolo basato sulle emozioni che il giocatore è in grado di provare durante il corso dell’avventura, che fa affidamento sulla trama e la bellezza artistica per arrivare dritto al cuore di chi lo gioca, con delle tematiche trattate in maniera delicata ma tutt’altro che banali.

Al prezzo di 15,99€ il gioco sviluppato da PiperSeven è un must have per gli amanti delle opere con una trama coinvolgente e una direzione artistica di altissimo livello. Il comparto grafico e sonoro infatti si intrecciano per dar vita ad una esperienza che, anche se di tre o quattro ore al massimo, riesce a intrattenere al meglio il giocatore senza mai fargli perdere il senso della storia.

Qualche difetto per quanto riguarda la fluidità di gioco, per esempio negli spostamenti della protagonista, e degli enigmi non molto articolati non vanno però ad intaccare la bellezza di un indie che vale assolutamente il “prezzo del biglietto”.

Blackwood Crossing

8.5

Gameplay

6.5/10

Grafica

9.5/10

Sonoro

10.0/10

Longevità/Multiplayer

6.5/10

Trama

10.0/10

Pro

  • Comparto Artistico Eccezionale
  • Atmosfera magica
  • Tematiche non banali

Contro

  • Qualche difficoltà nei movimenti
  • Enigmi un po' troppo facili

Alessandro Reppucci

Senior Editor e responsabile YouTube di Serial Gamer, da sempre innamorato follemente dei videogames, dai 5/6 anni in poi ha macinato giochi su giochi di ogni genere.

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