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Verdun: la prima guerra mondiale raccontata ai giorni nostri – Recensione

Verdun

La battaglia di Verdun è stata uno dei più violenti scontri sul fronte occidentale della prima guerra mondiale, nel quale si sono scontrati gli eserciti di Francia e Germania durante un tentativo di avanzata di quest’ultima. Iniziata il 21 febbraio del 1916 e conclusasi solo in dicembre dello stesso anno, questa battaglia detiene il triste record per il maggior numero di morti per metro quadrato durante la prima guerra mondiale. L’esercito tedesco che portava avanti l’offensiva non aveva infatti come obiettivo la presa di un punto di importanza strategica sul territorio, ma solo lo sfoltimento delle schiere avversarie attraverso un massiccio utilizzo di artiglieria e mezzi umani. Nonostante le numerosissime perdite, la battaglia fu vinta dalle truppe francesi, che riuscirono a respingere quelle tedesche.

Gli sviluppatori di M2H e BlackMill Games hanno coraggiosamente deciso di affondare le mani nel sangue e nel fango di queste cruente memorie storiche per creare un videogioco interessante quanto particolare.

Verdun è un first person shooter con caratteristiche di gioco piuttosto peculiari, ambientato sul fronte franco-tedesco della prima guerra mondiale. Per entrare in una partita di questo gioco multiplayer, i combattenti verranno divisi tramite matchmaking in due squadre, quella tedesca e quella francese, che si scontreranno in uno dei tipi di match disponibili. Sono infatti presenti nel titolo due modalità di partita con caratteristiche diametralmente opposte: da una parte il classico deathmatch, dove i giocatori si scontreranno in sanguinose quanto caotiche schermaglie, e dall’altra la modalità trincea.

Quest’ultima è quella che rende Verdun un gioco singolare ed unico rispetto agli altri Shooter. Verrà simulata infatti una vera e propria battaglia tipica della prima guerra mondiale, nella quale i soldati non correvano certo ad armi spianate alla ricerca di “kills” come proposto dal gameplay di molti altri giochi di questo genere. Saranno invece presenti due trincee avversarie divise dalla pericolosissima terra di nessuno, e se riparandoci nelle prime potremo essere al sicuro dai colpi dei nemici, avventurandoci nella seconda dovremo prestare enorme attenzione per non diventare un’altra inutile vittima della carneficina di Verdun. Una volta retta l’avanzata che il nemico porterà sarà dunque il nostro turno di azzardare un’offensiva e tentare di conquistare la vittoria della partita.

Questa particolare modalità di gioco è la croce e la delizia dell’intero titolo: se da una parte infatti è encomiabile la ricerca di una certa coerenza storica, dall’altra a farne le spese è soprattutto il gameplay, reso lento e noioso dalla fondamentale staticità di questo tipo di conflitto.

I love it, and I'm looking for someone to play with. My greatest video game dream is to play an all bayonet game of Verdun.

Le mappe su cui combatteremo sono concepite con uno stile grafico minimalista, al punto da cadere nello spoglio. Pochi elementi e punti di interesse rendono i luoghi di gioco tanto pericolosi poiché privi di ripari, quanto pesanti dal punto di vista artistico. Per nulla interessanti e anzi gravosi.

Un’altra carenza del gioco è quella mostrata dalle possibilità proposte sul piano dell’estensione del titolo: nonostante infatti gli sviluppatori si siano impegnati profondamente per tutta la fase precedente al lancio del loro prodotto ad ascoltare i suggerimenti di giocatori e beta tester, quello che viene offerto agli utenti è un solo fronte di guerra, due schieramenti e due modalità di gioco: veramente poco per un progetto che voglia definirsi completo.

In conclusione possiamo dire che Verdun è un gioco dai due volti: il primo è quello di un titolo non finito, con alcuni buoni spunti ma tecnicamente approssimativo e il cui lancio, sebbene già rimandato una volta, avrebbe potuto essere effettuato con un ulteriore slittamento vista la carenza di contenuti.

L’altra faccia è quella di un prodotto storicamente curato, nel quale gli sviluppatori hanno infuso grande passione e rispetto per un momento storico delicato quanto relativamente recente. Le armi utilizzabili infatti sono fedeli riproduzioni di modelli realmente esistiti e anche la scelta di un gameplay statico, noioso e opprimente è di fatto coerente con il tipo di guerra che è stata il primo conflitto mondiale.

Questi due lati conflittuali vanno dunque a creare quello che è Verdun: non solo un titolo FPS nel quale i coraggiosi inseguiranno le classiche killing spree ma un vero e proprio simulatore per l’omonima battaglia che ormai un secolo fa insanguinò la terra francese.

Verdun

6.2

Gameplay

6.5/10

Grafica

6.5/10

Sonoro

6.5/10

Longevità/Multiplayer

6.0/10

Trama

5.5/10

Pro

  • Storicamente coerente
  • Dettagli storici curati
  • Sviluppatori attenti ai fan

Contro

  • Noioso
  • Ambientazioni spoglie
  • Poche modalità di gioco

Niccolò Pascucci

Un appassionato di videogiochi, film e serie Tv. Dopo una breve ma brillante carriera nel mondo del fansub, grazie alla quale passa alla storia come il fansubber mascarato, amplia i suoi orizzonti e si trasforma in un supereroe part-time, diventando "Il Mascarato". Come avrete capito non è molto sano di mente. Non si sa ancora bene quale sia il suo ruolo.

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