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The Legend of Zelda: Breath of the Wild, un fantastico viaggio nel regno di Hyrule – Recensione

The Legend of Zelda: Breath of the Wild

Dopo quasi sei anni interminabili, The Legend of Zelda torna con un nuovo capitolo su una console casalinga, con un capolavoro assoluto, The Legend of Zelda: Breath of the Wild.

Dopo Skyward Sword, ultimo capitolo della saga pubblicato per Wii e Wii U, la serie di The Legend of Zelda è quasi sparita dai radar.

Nel corso degli anni Nintendo è tonata sul palco dell’E3, dichiarando prima l’inizio dello sviluppo per un nuovo capitolo e, in seguito, il titolo e le immagini.

Il vero e proprio annuncio è stato soltanto lo scorso anno insieme al reveal della nuova console di casa Nintendo, quando abbiamo potuto mettere gli occhi su qualche cosa di più concreto.

Il titolo uscito al day one di Nintendo Switch, il 3 marzo 2017, dopo lunghi anni di sviluppo, ripaga l’attesa di tutti i fan della saga, con un capitolo eccelso, che rasenta la perfezione.

The Legend of Zelda: Breath of the Wild è un gioco che tutti gli amanti della saga non possono lasciarsi sfuggire.

Breath of the Wild fa enormi balzi in avanti, regalandoci ancora una volta un TLoZ bellissimo, divertentissimo e memorabile.

L’ambientazione

Partiamo subito dalle novità, l’open world.

Se negli ultimi capitoli le mappe di gioco erano ampie e particolareggiate, questo titolo crea un mondo sconfinato e unico, un’unica mappa senza caricamenti, che ci ospiterà nel nostro viaggio, nascondendo dietro ad ogni angolo panorami mozzafiato, e tanti dettagli da scoprire.

Nintendo è riuscita a creare un mondo vivo, reale, che ci farà immedesimare davvero nel gioco, attraverso le vaste pianure di Hyrule, i deserti, i fiumi, i laghi, le cime dei monti e tutti i villaggi.

Scaleremo montagne, abbatteremo alberi, navigheremo su zattere, potremo cavalcare, andare a caccia, alla ricerca di tesori, insomma, tutto quello che ci verrà in mente potremo realizzarlo all’interno del gioco.

La mappa è divisa in più aree che scopriremo avanzando nel gioco, come già visto in altri giochi del genere, dovremo compiere un azione specifica per raccogliere le informazioni sulla zona, in questo caso ci saranno delle torri da scalare.

La trama prevede, come in tutti i capitoli della saga, che Link affronti mille peripezie per salvare la principessa Zelda e Hyrule, durante le quali il nostro eroe diventerà sempre più forte e meglio equipaggiato fino ad arrivare allo scontro finale.

Link si risveglia dopo cento anni, senza ricordare nulla di ciò che gli è accaduto.

Avanzando con la storia scopriamo che, per prepararsi al ritorno di Ganon, gli abitanti di Hyrule hanno sfruttato le conoscenze del popolo degli Sheikha per costruire dei guardiani in difesa del loro regno.

Nonostante questi quattro colossi sacri fossero guidati da altrettanti campioni, uno per ogni razza, in qualche modo il nemico è riuscito a prendere il controllo delle macchine e a sfruttarle per i suoi piani.

Tutto sembrava perduto se non fosse per l’intervento della principessa che, con il suo potere è riuscita a mettere in salvo Link, il quinto campione incaricato di proteggerla, e a contenere il potere di Ganon.

Il compito del nostro eroe è quello di riprendere il controllo delle macchine e sconfiggere l’avversario  per salvare la principessa Zelda e il regno di Hyrule.

Ogni capitolo della saga si è caratterizzato rispetto agli altri per alcune meccaniche uniche presenti nel gameplay, ad esempio la possibilità di trasformarsi in un lupo in Twilight Princess, o librarci sopra le nuvole in groppa al nostro Solcanubi in Skyward Sword.

In The Legend of Zelda: Breath of the Wild, l’innovazione è la Tavoletta Sheikha, una specie di “tablet” con dei particolari poteri che ci aiuteranno ad affrontare gli ostacoli lungo il percorso.

Altro elemento caratteristico del titolo sono i Sacrari, dei dungeon sparsi per tutta la mappa che ci proporranno delle sfide da affrontare, sia di abilità che di combattimento.

Ogni Sacrario funge anche da teletrasporto: in qualsiasi momento possiamo spostarci per la mappa raggiungendo uno di questi, agevolandoci così negli spostamenti.

Completando invece la sfida di quest’ultimo, riceviamo un Emblema del Trionfo, una specie di valuta che ci permetterà di acquistare un porta-cuore o un porta-vigore.

Tra le novità di The Legend of Zelda: Breath of the Wild troviamo anche qualche meccanica di crafting per recuperare la vita: non è possibile come negli scorsi TLoZ raccogliere dei cuori, bisogna andare a caccia degli ingredienti, che potremo mangiare o combinarli cucinandoli, per curarci.

Come già succedeva in parte in Skyward Sword, le armi, gli scudi e gli archi hanno una resistenza e dopo averli utilizzati per un determinato periodo di tempo andranno in frantumi.

Dobbiamo quindi fare attenzione ad essere sempre ben equipaggiati per affrontare i nemici.

Ci sono poi diversi tipi di armi, spade, spadoni o lance che richiedono diverse strategie di combattimento per essere sfruttate al meglio.

Le armature sono molto importanti, infatti indossare degli specifici set ci permetterà di affrontare al meglio delle zone.

È presente anche una meccanica per la temperatura ambientale: se ci troviamo in cima ad una montagna circondati dalla neve dobbiamo proteggerci dal freddo indossando speciali vesti.

Lo stesso ragionamento viene applicato anche per le zone calde e torride, come il deserto, e per affrontare le vette del vulcano senza finire col prendere fuoco.

Ogni set ha quindi delle peculiarità uniche e ci troveremo nel corso del gioco a dover cambiare più volte il vestiario per poter avanzare.

Sparsi per la mappa troveremo  oltre 900 Semi Korok, per ottenerli però dovremo completare dei “puzzle” ambientali, ognuno dei quali ne fa guadagnare uno.

Con questi semi è possibile acquistare dei potenziamenti per l’inventario, ampliando gli slot a nostra disposizione per trasportare più armi.

Il comparto tecnico del gioco è sicuramente eccellente: grafica, colonna sonora e doppiaggio sono davvero ben curati, la scelta artistica di propendere di più per uno stile fiabesco, che per la realtà, sembra una scelta azzeccata che coinvolge ancora di più il giocatore con i suoi colori e i suoi tratti distintivi.

Per la prima volta un The Legend of Zelda viene doppiato, i filmati infatti sono completamente doppiati in italiano, tutti i personaggi hanno una loro voce, caratterizzandoli così ancora di più; tutti tranne Link, il nostro eroe rimane muto come al solito.

The Legend of Zelda: Breath of the Wild è un titolo immenso, non solo nella mappa, ma anche nei contenuti.

Oltre a tutte le meccaniche di gioco, le missioni secondarie sono davvero tante e diverse fra loro, il tutto porta ad uno spropositato numero di ore che potremo passare in compagnia di Link, nella nostra avventura personale.

Ogni giocatore potrà affrontare il titolo alla sua maniera, infatti non saremo costretti a portare avanti una missione specifica rispetto ad un’altra, potremo decidere da soli quale luogo visitare per primo senza che nessuno ci dica cosa fare o dove andare.

Sembra un po’ un ritorno alle origini, dove la difficoltà del gioco era anche capire quale strada fosse la migliore, non ci viene tutto servito su un vassoio d’argento, in più occasioni ci troveremo a dover girovagare per la mappa alla ricerca della soluzione ai nostri problemi.

Il gioco è sicuramente uno dei migliori degli ultimi anni, raggiunge la perfezione sotto ogni aspetto, l’unica pecca però non dipende dal gioco in se ma dall’hardware.

Nintendo Switch mostra già il fianco sulle prestazioni, in particolare quando colleghiamo la console al televisore.

Cali di frame rate e la poca risoluzione fanno un po’ storcere il naso, andando ad intaccare la perfezione del titolo che rimane comunque un capolavoro, offrendo il meglio di sé in versione mobile.

Questi piccoli problemi però ci fanno tornare con i piedi per terra, rovinando questa utopia.

The Legend of Zelda: Breath of the Wild si porterebbe a casa un dieci in pagella se non fosse per Switch, che sicuramente ha moltissimi pregi, ma non quello della potenza grafica, componente a quanto pare importantissima nell’odierno mercato videoludico, che sembra sempre di più far leva esclusivamente sulle mere prestazioni tecniche piuttosto che sulle componenti artistico-narrative.

Consigliatissimo anche per i nuovi, che si approcciano alla saga per la prima volta.

Chiunque potrà sperimentare con le proprie mani, la fantastica esperienza di un viaggio in questo bellissimo mondo di gioco, scoprendo, o magari riscoprendo, un rapporto intimo e personale con questo medium con una campagna in single-player dalla longevità e varietà davvero impressionanti.

Prendetevi tutto il tempo necessario per giocare, spendete ogni secondo per esplorare la mappa, godetevi il più possibile il gioco perché ha davvero molto da offrire.

Complimenti vivissimi a Nintendo, che ancora una volta smentisce tutti quelli che criticano la sua scelta di puntare ancora sui “soliti” giochi, regalandoci un titolo dalla rara bellezza.

D’altro canto però è innegabile che The Legend of Zelda: Breath of the Wild, per quanto sia senz’ombra di dubbio un capolavoro, non potrà compensare a lungo da solo alla mancanza di alternative concrete della line-up di Nintendo Switch.

The Legend of Zelda: Breath of the Wild

9.6

Gameplay

10.0/10

Grafica

9.0/10

Sonoro

9.0/10

Trama

10.0/10

Longevità/Multyplayer

10.0/10

Pro

  • Hyrule stupenda come mai prima
  • Longevità
  • Il fascino di The Legend of Zelda

Contro

  • Qualche calo di frame, specialmente se colleghiamo Nintendo Switch al televisore

Niccolò Pascucci

Un appassionato di videogiochi, film e serie Tv. Dopo una breve ma brillante carriera nel mondo del fansub, grazie alla quale passa alla storia come il fansubber mascarato, amplia i suoi orizzonti e si trasforma in un supereroe part-time, diventando "Il Mascarato". Come avrete capito non è molto sano di mente. Non si sa ancora bene quale sia il suo ruolo.

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