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Logan: la nostra recensione

“…and what i have become, my sweetest friend, everyone i know, goes away in the end”. Il ritornello della cover di Johnny Cash “hurt”, echeggia nella mente dello spettatore lungo tutta la durata di Logan.

Il trailer, con quella colonna sonora così triste, era così intenso, che si poteva immaginare, più o meno, cosa ci saremmo dovuti aspettare da questo lungometraggio.

Cronologicamente parlando siamo dopo gli eventi di X-Men – Giorni di un futuro passato, dove abbiamo salutato con grande tristezza molti dei nostri personaggi preferiti.

A seguito degli eventi narrati nella pellicola citata, con Logan, veniamo catapultati in un presente dove i mutanti sono stati quasi del tutto sterminati e non ne nascono di nuovi ma lo scienziato di turno, coperto da un’azienda apparentemente concentrata sulla cura del cancro infantile, in realtà “coltiva” nuovi bambini mutanti, approfittando dei geni di alcuni tra gli X-Men più potenti di sempre per correggerne il corredo genetico.

La trama di per sé non è tra le più originali ma serve da sfondo per completare la visione introspettiva nei confronti di Wolverine e la regia, assieme alla fotografia, hanno svolto un ottimo lavoro.

Le inquadrature, le luci e la cromia tendenzialmente calda e buia sono perfette per l’immedesimazione emotiva.

L’approfondimento psicologico è fortificato dalla presenza di una bambina che vive con la speranza di riunirsi ai suoi amici che, come lei, sono riusciti a scappare dal laboratorio delle sperimentazioni.

Logan sarà ben presto costretto a portare in salvo Laura (la bambina) fino ad accettarla per quello che è, aprendo il suo cuore alla benevolenza.

La piccola interprete è Dafne Keen, davvero un’ottima prova la sua, densa e matura nonostante la sua età sia di appena 11 anni, forte di stomaco abbastanza da recitare scene che per i suoi coetanei sarebbero altamente sconsigliate.

Logan è sempre stato un duro ma buono, nonostante l’infinita scia di cadaveri che si è lasciato dietro.

Assieme a lui, un ultimo X-Men è rimasto in vita: il Professor X, fondatore della scuola, padre, amico e punto di riferimento per tutti i mutanti del passato, che semplicemente cercavano protezione, una casa ed una famiglia.

Tutto ciò non esiste più e Charles è invecchiato, tanto da avere delle crisi talmente intense da recare gravi danni al cervello di chi gli sta nelle vicinanze.

Il professore tuttavia sa quanto sia importante portare in salvo Laura ma è altrettanto consapevole di quale sarà il suo ed il loro destino.

Le colonne sonore ispirate accompagnano un drammatico saluto a due delle migliori interpretazioni di supereroi: Hugh Jackman e Patrick Stewart non vestiranno più i panni relativamente di Wolverine e Professor X e Logan è una più che degna conclusione.

Lo ha spiegato Patrick stesso alla Entertainment Weekly.

Una settimana fa, venerdì sera a Berlino, noi tre ci siamo seduti per vedere il film. Emi ha commosso così tanto, molto di più rispetto alla prima volta. Forse era la compagnia di questi due ragazzi [ovvero Hugh Jackman e il regista James Mangold], ma quando il film si è concluso” – questa è una confessione – “a un certo punto [Hugh] mi ha preso la mano in quegli ultimi minuti, e l’ho visto fare così [mima il gesto di asciugare una lacrima], e mi sono reso contro di aver appena fatto la stessa cosa. Poi il film è finito… e dovevamo salire sul palco, ma non prima della fine dei titoli di testa. Quindi abbiamo avuto un po’ di tempo per stare lì seduti, e in quel momento ho capito che non ci sarà mai un modo migliore, più perfetto, sensibile, emozionante e bello di questo film per dire addio a Charles Xavier. Quindi ho detto [a Hugh] quella sera stessa, “Ho chiuso anch’io. È tutto finito”. (fonte: ScreenWeek)

In conclusione, la natura di supereroe è quasi nascosta in favore di un’umana sofferenza, accompagnata dall’alcol e dai ricordi di un passato vissuto tra atroci perdite e tra eventi profondamente tristi.

La brutalità ed il temperamento non ti salvano dal fare i conti con te stesso, il dono della rigenerazione e dell’adamantio si è trasformato, alla fine, in una condanna e Logan vuole solo farla finita.

Chissà quando, chissà dove, chissà come.

Grazie Patrick e soprattutto grazie Hugh, sei stato più Wolverine dello stesso Wolverine.

Logan: la nostra recensione

7.5

Voto Serial Gamer:

7.5/10

Pro

  • Hugh Jackman è il Wolverine definitivo
  • Profondità dei personaggi
  • Regia e fotografia coinvolgenti

Contro

  • Hugh Jackman non sarà più Wolverine
  • Patrick Stewart non sarà più Charles Xavier
  • Trama non proprio originalissima

Davide Battiston

Laureando in Design e Comunicazione Visiva, da sempre nutro passione per i videogiochi, i film e le serie tv. Cosa mi incuriosisce di più? Decisamente il lato artistico.

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