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For Honor, botte da orbi e qualche perplessità – anteprima

For Honor

Abbiamo provato la  closed-beta di For Honor su Xbox One, la nuova IP di Ubisoft in arrivo tra poco più di due settimane su PC, PS4 e Xbox One.

Giocabile dal 26 al 29 gennaio, questa prova ci ha lasciato con poche certezze e molti dubbi. Per chi non ha avuto modo di giocare né la closed alpha né la beta, For Honor è un hack’n’slash con un sistema di combattimento simile a quello già visto nella serie Dark Souls ma molto più complesso, basato principalmente sul multiplayer PVP, anche se sarà presente una campagna in single-player.

In For Honor si scontrano tre fazioni: Vichinghi, Samurai e Cavalieri, in lotta per la supremazia territoriale. Per coloro di voi che hanno giocato a Guild Wars 2, il sistema di gioco è molto simile a quello del World vs. World, per tutti gli altri immaginate semplicemente di giocare a Risiko.

La mappa è divisa in più territori ed è possibile invadere quelli confinanti. Avrete dei punti, ottenuti nelle partite online, che potrete disporre come i carro armati del board game sui territori in guerra. Alla fine del turno la fazione con più punti conquisterà il territorio ai danni della fazione avversaria.

Durante la beta abbiamo avuto modo di provare 3 differenti modalità: 1 vs 1 , 2 vs 2 e 4 vs 4; nella prima due giocatori si sfidano in un duello alla meglio delle 5. Stesso procedimento per la modalità 2 vs 2, ma con due squadre composte appunto da due giocatori per parte.

La modalità 4 vs 4 invece mette di fronte due squadre, in una mappa con 2 punti da conquistare e un terzo punto dove si trovano dei minion, soldati gestiti dalla IA che vengono spawnati ad orde e si vanno a scontrare con quelli della squadra avversaria, che si devono far avanzare fino ad un punto prefissato, per conquistare il punto.

Uccidere i giocatori avversari fa guadagnare punti, oltre ovviamente al mantenimento del controllo delle varie zone.

Arrivati a 1.000 punti, la squadra nemica va in rotta e non avrà più possibilità di respawn quindi sarà necessario uccidere tutti i membri avversari per ottenere la vittoria.

Si possono giocare diversi tipi di eroi ognuno con delle sue peculiarità combattive e usi strategici. La scelta iniziale di una fazione rispetto all’altra non ci impedisce di giocare gli eroi delle fazioni avversarie.

Per esempio, se si sceglie di appartenere alla fazione dei samurai si potrà comunque giocare un eroe vichingo ma i punti che si guadagno dalla partita saranno comunque utilizzati per aiutare la propria fazione cioè quella dei samurai.

Ogni eroe può essere potenziato con armi e armature più potenti, le possibilità sono due: attraverso il loot casuale di fine partita o acquistando i potenziamenti con la valuta di gioco, ottenibile anche dal conseguimento di alcune quest giornaliere.

Il sistema di combattimento è davvero complesso e macchinoso, e richiede parecchio tempo per essere padroneggiato in maniera egregia. Una volta che si entra in modalità duello tenendo il grilletto sinistro schiacciato si avrà la possibilità di attaccare il nemico da tre lati differenti: sopra, sinistra o destra, il tutto controllando la levetta destra.

Per chi si trova in difesa, invece, occorre rispondere agli attacchi indirizzando la stessa levetta nella direzione da cui arriva l’attacco, che può essere pesante (levetta destra) o leggero (dorsale destro). Dare il colpo di grazia al nemico con un attacco pesante dà la possibilità di giustiziarlo così da rendere impossibile ai suoi alleati resuscitarlo.

La differenza di abilità fra due giocatori può essere davvero incisiva sull’esito finale dello scontro, infatti un giocatore principiante potrebbe essere sbaragliato in pochi secondi da un giocatore ben ferrato nelle meccaniche.

E così è capitato durante le prime partite in compagnia di Eno, in cui nei 2 vs 2 riuscivamo a malapena ad uccidere una volta l’avversario, di 4-5 livelli superiore a noi, nell’arco dei cinque round a disposizione.

I duelli sono molto piacevoli da vedere grazie a un inquadratura ben studiata e se i due giocatori si trovano sullo stesso livello di abilità lo scontro sarà davvero entusiasmante, e questo è sicuramente un punto a favore del gioco che si presterà molto bene per essere protagonista di dirette dei giocatori.

In aggiunta, la modalità 1 vs 1 si presta particolarmente bene al mondo della competizione: due giocatori molto bravi potrebbero essere in grado di dare vita ad una battaglia spettacolare che, oltre a tenere incollati potenziali spettatori davanti allo schermo ad assistere allo scontro all’ultimo sangue, potrebbe diventare anche una divertente alternativa in ambito  eSport competitivo.

Passiamo alle note dolenti. Partiamo dalla mancanza di server dedicati, che è sicuramente un passo indietro verso la competitività. Il lag sarà probabilmente il nemico numero uno del sistema peer to peer e con fasi di combattimento così dinamiche avere una latenza, seppur minima, è davvero un grosso problema.

Il sistema di potenziamento delle armi e delle armature, se mal bilanciato, potrebbe rendere For Honor un pay to win oppure semplicemente favorire i giocatori che avranno un tempo di gioco superiore, mettendo così l’abilità del giocatore in secondo piano d’importanza.

La modalità di combattimento, anche se spettacolare negli 1 vs 1, mostra invece debolezza nelle altre modalità, rendendo molto complicato un duello contro più di un avversario.

Probabilmente, anche se la telecamera venisse migliorata, in queste situazioni il combattere in svantaggio numerico sarebbe comunque fatale, e questa è una situazione che si presenta più e più volte nelle modalità 2 vs 2 o 4 vs 4, rovinando parzialmente l’esperienza di gioco e rendendola a tratti stressante.

Il “fuoco amico” è davvero un problema, visto che può capitare di uccidere accidentalmente un compagno che batte in ritirata perché troppo vicino al combattimento, oppure  di ferirlo tentando di aiutarlo in un duello. Infine il sistema di combattimento stesso, potrebbe rivelarsi alla lunga ripetitivo e stancante, nonostante le differenze tra i vari “eroi”.

For Honor ha un potenziale latente molto notevole. La palla ora spetta a Ubisoft: la software house franco canadese dovrà riuscire a trasformare il gioco in un prodotto appetibile per tutti, e poi riuscire nell’impresa di coinvolgere la community nel medio-lungo termine.

Per scoprire tutto sulla nuova IP Ubisoft occorrerà attendere il 14 febbraio, giorno di lancio di For Honor su PC (via Steam), PlayStation 4 e Xbox One.

Niccolò Pascucci

Un appassionato di videogiochi, film e serie Tv. Dopo una breve ma brillante carriera nel mondo del fansub, grazie alla quale passa alla storia come il fansubber mascarato, amplia i suoi orizzonti e si trasforma in un supereroe part-time, diventando "Il Mascarato". Come avrete capito non è molto sano di mente. Non si sa ancora bene quale sia il suo ruolo.

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